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07
LUG
Il mio pensiero sugli ultimi eventi

Data: 07.07.2011 - 15:22

  

Spero che con questo inevitabile "papiro" si possa fare chiarezza su tanti punti ma che se ne capisca soprattutto il senso costruttivo. Oltre a non essere un mio dono, la sintesi non è facile da applicare in questo caso visti i molteplici aspetti da trattare.

 

COSA ERA IL MERCATO DEI RETTILI PRIMA DI INTERNET

Partiamo dal grossolano esame della situazione "pre internet". C'erano molte meno persone che possedevano rettili e anfibi ma in proporzione molti più negozi ed ingrossi che li trattavano. Chi aveva delle nascite era "costretto", vista l'assenza della "vetrina" fornita da internet e dalle fiere, a cederle ad un commerciante che le rimetteva quindi in un circuito distributivo autorizzato. Erano veramente occasionali le vendite da privato a privato.

 

COME SI E' TRASFORMATO NEGLI ULTIMI 10 ANNI GRAZIE ALLA RETE

L'avvento del web da un lato ha favorito in maniera eccezionale il diffondersi delle informazioni tecniche sugli animali (merce rarissima solo 10/15 anni fa) ed anche la cultura generale sull'argomento, dall'altro lato però, complice la totale assenza delle autorità di controllo, ha favorito la nascita di una fitta rete di vendita tra "privati". Oggi infatti troviamo (e non ci possono essere dubbi a riguardo) centinaia di privati (direi migliaia parlando in ambito europeo) che allevano e vendono direttamente e sistematicamente i loro piccoli (e talvolta non solo) ad un altro privato, sfruttando appunto un sito web, mercatini vari e fiere che ormani si contano a decine.

Si è così creato un mercato che oltre ad essere totalmente sommerso è pure povero e dannoso. Povero perchè ha portato un deprezzamento del vero valore degli animali che va ben oltre la normale regola domanda/offerta. Infatti nei prezzi che troviamo alle fiere non solo non ci sono costi relativi alle tasse, al trasporto ed un normale ricarico ma spesso nemmeno i costi di "produzione". Questo perchè chi vende spesso vive di altro e gli basta rientrare delle spese o comunque prendere quel che può. Il fatto è che prima si "svendeva" ad un commerciante che poi proponeva gli animali ad un corretto prezzo di mercato (legale) oggi invece si "svende" al privato direttamente. Quì mi ricollego per la prima nota sull'aggettivo dannoso che ho usato. Quando diventa pubblico ed assodato (tramite la rete) che il prezzo di riferimento per un boa è 30/40€ (prezzo fiera) è chiaro che chiunque lo venda tramite una regolare attività commerciale passa per un "ladro" essendo 30/40€ anche il suo prezzo di acquisto al quale dovrà sommare tasse, ricarico e magari il trasporto. Per questo molti negozi ed ingrossi che trattavano rettili hanno chiuso o si occupano di altro, proprio perchè bypassati nella loro naturale funzione distributiva.Essendo poi il "mercato" dei rettili molto piccolo paragonato ad altri, è evidente che qualche centinaio di allevatori privati se non opportunamente regolati, influenzino pesantemente il settore. Ed ecco un altro aspetto del danno: così facendo mancano i fatturati ed i posti di lavoro e questo è fondamentale da mettere sulla bilancia nelle opportune sedi per la tutela dei diritti di qualsiasi categoria (es caccia e pesca). Così com'è adesso la categoria è indifendibile proprio perchè sommersa nell'illegalità, non avendo i numeri (tanti o pochi) a sostenerla.

 

COSA UN PRIVATO PUò E COSA NON PUò FARE PER LEGGE

La parola illegalità non è assolutamente forte ma lo specchio dell'attuale situazione in realzione alle leggi vigenti. Molti si domandano cosa si può e cosa non si può fare. Cerco di fare chiarezza:

partiamo da punto cruciale cioè la distinzione tra soggetto privato e soggetto commerciale (definizione di imprenditore art.2082 c.c.):"è imprenditore chi esercita professionalmente una attività economica organizzata al fine della produzione o dello scambio di beni o di servizi". Nella interpretazione dell'art. 2082 c.c la parola professionalmente è riferita alla proposta di vendita di un bene o un servizio che deve essere abituale ed organizzata e non occasionale. Quindi non dipende dagli importi ma dalle modalità in cui si opera. Chi ha un sito internet, chi partecipa con assiduità alle fiere, chi mette frequenti annunci di vendita fa per la legge italiana attività imprenditoriale per cui dovrebbe essere soggetto a tutti gli obblighi previsti. E' la stessa proposta di vendita in se, per come si attua che determina un'attività commerciale. Ho sentito discorsi del tipo: "non recupero nemmeno le spese" oppure "faccio tutte le fiere ma non vendo niente". Stiamo scherzando? Un commerciante recupera sempre le spese o vende a tutte le fiere solo perchè è un commerciante? Potrei vendere per un milione di euro ma non fare pari con le spese. Avere un sito internet è come avere un negozio, fare le fiere (alcuni le fanno tutte o quasi) è come partecipare a mercati e sono attività commerciali a tutti gli effetti perchè abituali, continuative ed organizzate (strutture espositive, striscioni, business cards, volantini, etc.).

Se apro un negozio e nessuno entra a comprare cosa dico alle autorità che sono un privato perchè non ho venduto niente oppure perchè non ho fatto pari con le spese?

 

E' il vero privato che va tutelato e la sua tutela passa anche dalle regolarizzazione del “falso privato”

Il vero privato è colui che svolge queste attività in maniera occasionale e non in forma organizzata. Se si ha la cucciolata da vendere la si può portare in macchina usando il buon senso (senza necessità di specifiche autorizzazioni), partecipare saltuariamente alle fiere e vendere i propri piccoli sia a privati senza obbligo di ricevuta che a soggetti commerciali facendo un'autofattura. Inoltre vorrei far notare che gli hobby costano e non danno reddito, altrimenti che hobby sono?

La frase "rientrare delle spese" invece già sottointende un'attività con entrate ed uscite e non fa parte del settore hobbystico. Invece, ripeto, abbiamo oltre ai siti internet, striscioni, volantini, marchi veri e propri, insomma materiale pubblicitario a tutti gli effetti e partecipazioni regolari a mercati di vendita (online e fiere). Per la legge italiana tali soggetti devono prendere la partita iva e registrarsi alla Camera di Commercio ed ottemperare a tutte le normative che ne conseguono in fatto di benessere animale durante il trasporto, autorizzazioni igienico-sanitarie dei locali nei quali viene svolta l'attività e obblighi fiscali.

 

 

Come accennato precedentemente l'assenza di controlli ha favorito il degenerare della situazione anche in fatto di informazione, fino al punto che molti nemmeno pensano di fare qualcosa di illegale. E' diventata un'abitudine ed anzi molti sono giovani che altro non hanno conosciuto se non questa realtà.

E' evidente che il settore necessità di una scossa che lo attivi verso una regolamentazione seria nell'interesse di tutti, veri privati e commercianti.

 

DINAMICHE DI MERCATO E NECESSITA' DI AVERE FATTURATO E ADDETTI

Ci sono da menzionare un paio di cose prima di analizzare come poter cambiare ed il perchè dell'esposto di FF.

La prima è capire il mercato.

Sento molte persone (nel giro delle fiere) dire che "toccare" i privati da parte dei commercianti è “tirarsi la zappa sui piedi”, “ammazzare il mercato”, perchè questi “privati”, ad esempio, vendono le loro nascite e poi spendono quei soldi da un commerciante. A parte che i soldi li possono spendere da altri privati, ma non è questo il punto. Questa è una visone molto parziale del mercato. Questo infatti non è fatto solo dalle persone che si vedono alle fiere. Per qualche centinaio di persone che hanno piccoli o grandi allevamenti privati ce ne sono migliaia che hanno 1/2 animali o magari di più ma che non vanno alle fiere e non leggono i forum. Prima questi secondi erano l'unico mercato, che lasciava traccia di se in quanto passava per ingrossi e negozi sanitariamente e fiscalmente controllati. Oggi gli operatori commerciali in questo settore sono almeno dimezzati con molte attività che hanno chiuso o che si sono dedicate ad altro. Perchè? Il motivo è che sono e siamo stati bypassati dalle fiere nelle quali imperversano senza regola veri e finti privati (Cecoslovacchi ed ungheresi in primis) che vendono migliaia di animali in nero a prezzi molto bassi obbligando anche i piccoli veri privati che riproducono boa, leopardini, pogona, elaphe, etc. ad adeguarsi portando il tutto verso un ribasso dei prezzi, così basso da finire completamente sommerso. I prezzi delle fiere (ormai a diffusione quasi capillare) sono arrivati all'orecchio oltre che dei privati frequentatori anche dei commercianti superstiti che sono costretti ad arrangiarsi acquistando alle fiere perchè sono i prezzi più bassi che si possono trovare. Come si dice "volere o volare". Acquistare come dovrebbe essere fatto, cioè in maniera regolare e quindi legale, ha un costo almeno del 30% superiore.

 

ANALISI DELLE ATTUALI FIERE

Qualche interrogativo sulle nostre fiere mi pare lecito e doveroso.

Analizziamo le nostre attuali fiere: sono mercati di sola vendita alle quali partecipano con assiduità i soliti soggetti. Chi sono i soggetti che possono “trarre vantaggio” dalle attuali fiere? In primo luogo gli organizzatori che incassano dei soldi, ovviamente nel caso la fiera abbia successo, ma questo fa parte del normale "rischio d'impresa". Vorrei far notare che avrebbero l'obbligo di rilasciare una ricevuta (o fattura su richiesta) agli espositori ma non mi pare accada in Italia a differenza di tutte le altre fiere Europee. In secondo luogo hanno un vantaggio tutti quei soggetti "finti privati" che possono svolgere le loro attività senza essere soggetti a nessun obbligo (vedi soprattutto i noti stranieri che portano migliaia di animali). In terza battuta gli acquirenti veri, i veri privati, trovano alle fiere prezzi sicuramente ultra convenienti, peccato siano in gran parte frutto di attività illegale. Questo, oltre ad essere illegale appunto, potrebbe anche costituire un pericolo da un punto di vista sanitario perchè non permette di avere una tracciabilità della partita in caso di una malattia che un soggetto può contrarre da un animale acquistato in fiera.

Una vera fiera di appassionati e hobbysti dovrebbe vedere lezioni da parte di veterinari ed allevatori, la presentazione di nuovi prodotti o la mostra di alcuni animali particolari, varie aziende (vere) che si fanno pubblicità, concorsi, etc. Insomma giornate che esaltino la comune passione ma temo resterebbero poco frequentate. Invece è la vendita o la ricerca dell'occasione che spinge a partecipare, come i fatti testimoniano, in alcuni casi anche a scapito del benessere animale.

 

In questa situazione un'attività regolare difficilmente riesce a lavorare con un utile per sopravvivere figuriamoci da investire in strutture e personale. Non è stimolata nello sviluppo verso questo settore. Questo mai giustifica il tener male un animale o la non competenza almeno di base, ma certo è che il negoziante non ha nemmeno una spinta a farlo, casomai ha la spinta contraria.

Questo è un enorme danno per il settore (tutti inclusi) perchè si perdono fatturati e posti di lavoro da mettere sul piatto della bilancia al momento di dialogare con le istituzioni.

Nascondersi non serve, anzi ti lascia in balia degli altri. Per questo una proposta seria dovrebbe regolarizzare gli allevatori magari con un bollettino annuale (da mettere poi sul piatto della bilancia insieme ai fatturati), come una licenza di caccia o di pesca. Certo loro hanno altre dimensioni, ma avete fatto caso che hanno sempre deroghe o “condizioni di favore”? Perchè? perchè portano soldi, fatturato, posti di lavoro. Ci sono gli appassionati ed un proporzionato fatturato che li rifornisce. Nel nostro settore ci sono solo gli appassionati ma senza un fatturato, siamo in altre parole “impresentabili”.

 

PERCHE' L'INIZIATIVA DI FF

Si deve capire che non si può avere la botte piena e la moglie ubriaca e che occorre uscire allo scoperto se si vuole cambiare in meglio le cose. Più volte ho cercato un dialogo su questi argomenti pubblicamente (ne è testimone il fatto che molti hanno attribuito a me l'iniziativa dell'esposto) ma ottenendo sempre le miopi risposte di chi conosce poco e solo parzialmente le dinamiche del nostro particolare mercato. Evidentemente interessava poco e comunque la situazione andava bene com'era. Dopo l'esposto invece sento dire che si poteva dialogare. Ho anche provato nelle opportune sedi (non a titolo personale ma come categoria del commercio Confesercenti-AISAD) esponendo la situazione generale ma senza un riscontro accettabile. Gli unici risultati concreti sono stati a livello locale dove la collaborazione tra hobbysti, commercianti e veterinari è servita ad avere misure sensate per la detenzione dei rettili a vantaggio di tutti (ringrazio J.Venturi e C.Manetti in particolare), intervenendo sul regolamento attuativo di una legge regionale.

L'iniziativa di FF mi ha visto d'accordo in pieno, in quanto consapevole viste le esperienze precedenti, che senza scossoni non si ottiene abbastanza attenzione autorità comprese.

Personalmente ho avanzato una proposta di regolamentazione che potete leggere quà sotto con lo scopo di fornire un minimo di riferimenti normativi per le ASL (oltre alle linee guida SIVAE) per inquadrare i vari soggetti dal punto di vista igienico-sanitario. Tutto l'aspetto fiscale dovrebbe invece essere legato al codice fiscale per iscrizioni alle fiere e annunci internet (come su ebay).

La conferma che l'esposto ha avuto successo è il fatto che se ne parli e speriamo che , come dicevo all'inizio, se ne capisca il senso.

 

RIASSUNTO:

-Il mercato dei rettili non è fatto solo dai partecipanti alle fiere, soprattutto in termini di acquirenti.

-Per la legge italiana svolgere attività commerciale dipende dalle modalità e non dalle cifre

-Gli abituali partecipanti alle fiere quasi tutti svolgono attività commerciale a termini di legge.

-La finanza non può contestare nulla ad un privato finchè non ha dati certi sulla non occasionalità della sua attività.

-Lo stesso vale per il trasporto, finchè non viene accertato che si svolge attività commerciale il privato non necessità di autorizzazione.

-Svolgere attività commerciale non a niente a che vedere con cifre o numeri, è una questione di modalità.

-Chi commercia deve seguire le regole, altrimenti non può esserci un mercato sano, riconoscibile e riconosciuto.

-Occorre darsi delle regole nell'interesse comune perchè non ci possono essere diritti senza doveri.

-Aprire un'attività commerciale non è un ostacolo insormontabile.

-Carrozzi Marco non è l'autore dell'esposto ma vi ha attivamente partecipato su richiesta di FF.

-Nessun privato (vero) ha da "temere" da eventuali controlli conseguenti all'esposto.

-L'esposto ha come obiettivo principale chi commercia fuori dalla legalità in particolare alcuni soggetti stranieri che lo fanno su scala "industriale".

-L'esposto ha come altro obiettivo quello di attivare un percorso di crescita attraverso proposte concrete ed attuabili.

 

Infine vorrei spendere due parole per qualcuno che ha usato toni pesanti nei miei confronti, senza nemmeno conoscere i fatti e soprattutto la situazione generale. A parte il fatto che mi possa dispiacere a titolo personale, soprattutto da parte di qualcuno, ma vorrei fargli presente che sta proprio sbagliando nel suo giudizio e che se c'è qualcosa che mi sta a cuore è proprio il nostro settore. Invece di diffondere notizie false, alimentare inutili allarmismi o addirittura arrivare agli insulti molte persone farebbero meglio ad informarsi dai diretti interessati.

 

 

LA MIA PROPOSTA

 

L'intento è quello di avere una norma che regoli in modo semplice ed efficace il mondo dell'erpetofilia (rettili ed anfibi). Si tratta soprattutto della sfera privata visto che quella commerciale è già abbondantemente normata. Semplicità nel senso di avere dei parametri chiari ed inequivocabili ed efficace nel senso che faciliti gli eventuali controlli, oggi di fatto inesistenti, da parte delle autorità non prestandosi a interpretazioni più o meno fantasiose.

Punto certo è che ci vorrebbe una normativa unica e chiara a livello almeno nazionale che fissi i paletti circa la detenzione di rettili ed anfibi e non quella attuale a macchia di leopardo con normative regionali (addirittura comunali) differenti. A tale proposito credo che la SIVAE stia proprio portando avanti una proposta del genere.

Questa regolamentazione deve avvenire con “paletti” a vari livelli come di seguito suggerito:

 

PARAMETRI PER INDIVIDUARE I SOGGETTI:

Il numero di animali sottoindicato riguarda quelli che fanno parte della collezione e sono quindi esclusi i piccoli frutto di riproduzioni ovviamente nel caso che vengano ceduti. La tolleranza si riferisce al numero massimo in caso di controllo.

-Categoria PRIVATO: fino a 10 animali (tolleranza 30%) nessun obbligo di comunicazione alla ASL e nessun bollettino.

-Categoria ALLEVATORE AMATORIALE: tra 10 e 100 animali con pagamento di bollettino annuale. Obbligo di comunicazione alla ASL del numero e specie degli esemplari detenuti.

Si divide in due sottocategorie:

A) tra 10 e 30 animali (tolleranza 20%). In questo caso non occorre un locale separato e quindi basta un nullaosta alla detenzione da parte della ASL. (pagamento annuale bollettino tipo A)

B) tra 30 e 100 animali (tolleranza 10%). In questo caso obbligo di un locale separato, con ricambio d'aria, relazione tecnica della gestione (substrati, disinfettanti, etc.) ed il rilascio di una vera e propria autorizzazione da parte della ASL per l'attività di allevamento amatoriale delle specie indicate. (pagamento annuale bollettino tipo B)

 

Per entrambe queste categorie deve essere chiaro, in base alla normativa vigente, il fatto che:

-la vendita non occasionale ed organizzata è vietata.

-avere un sito internet a scopo di vendita o pubblicitario (e-commerce) come ce ne sono tantissimi addirittura con le pagine “disponibilità” o “termini e condizioni di vendita” è attività commerciale. Infatti ha delle regole ben precise che oggi sono totalmente ignorate per assenza di controlli.

-è vietato fare compravendita sia di animali che di accessori.

 

Oltre i 100 animali è obbligatorio avere un'attività commerciale oppure una speciale autorizzazione da esaminare caso per caso.

In ogni caso l'allevatore amatoriale che intende svolgere le attività sovraesposte e/o riprodurre e cedere i piccoli tramite un'attività costante e continuativa (vendita diretta, commercio elettronico e partecipazione a fiere) è tenuto a prendere la partita iva ed iscrivesi alla Camera di Commercio per entrare a far parte della categoria preposta ed autorizzata al commercio di animali.

 

PROVVEDIMENTI AGGIUNTIVI:

Considerando che un soggetto privato per vendere deve passare da internet e dalle fiere, sarebbe fondamentale regolamentare per legge alcuni punti chiave:

Mercatini elettronici: obbligo di indicare, in sede di registrazione, oltre alle generalità, il codice fiscale, la categoria di appartenenza con eventuale numero dell'autorizzazione ASL (privato, allevatore amatoriale A, allevatore amatoriale B o commerciante) con le logiche limitazioni sia in fatto di animali da proporre (pertinenti a quelli indicati presso la ASL) sia in fatto di frequenza dell'annuncio. Inoltre obbligo da parte dell'ammistrazione del mercatino di tenere traccia degli annunci per un tot di tempo, cosa utile in caso di verifica.

Fiere: anche qui obbligo di iscriversi indicando il codice fiscale, la categoria e soprattutto indicando specie e quantità di animali che si andranno ad esporre in vendita. I responsabili della fiera dovranno poi trasmettere la lista alle autorità locali e “vigilare” che i partecipanti si attengano a quanto dichiarato.



Commenti:
1
GULP !!! io ho 10 animali , ma il decimo ha 2 teste ... sono nei guai ? ..... ah no... c'è la tolleranza al 20% ...ma se 4-5 femmine producono cuccioli mi devo preoccupare? caro Marco l'idea generale probabimente è giusta per te che vivi grazie alla riproduzione e al commercio di animali ... ma per chi possiede una manciata di bisce perchè lo fa dall'età di 5 anni questa è una bella violenza . Ma non ti offendere . . . tanto ti voglio ( e ti vorrò ) bene lo stesso comunque vada a finire ...
# - Inserito da Nocciolini Alberto inserito il 08 Luglio 2011 - 17:43
2
anch'io ti volgio bene ma non capisco dove sarebbe la violenza...con una manciata di biscie non devi fare proprio nulla, sei libero come l'aria. Se poi la manciata aumenta oltre i 13 animali (piccoli esclusi se destinati a partire per altri lidi) basta un bollettino e la comunicazione alla tua ASL e su a salire con dititti/doveri. Qualche decennio fa si pescava e si cacciava senza licenza e controlli, poi hanno "violentato" pescatori e cacciatori ma mi pare che siano sopravvissuti...comunque la tolleranza su 10 animali era al 30% e non del 20% per essere precisi...
# - Inserito da MCS Marco inserito il 08 Luglio 2011 - 18:53
3
Caro Marco , tanto per chiarire i dubbi miei e degli amatoriali più ansiosi , se dovesse intervenire un "controllore" della USL nel caso che (con i cuccioli ) non supero i 30 esemplari e quindi decido di non adottare il locale separato e , questo signore , deve darmi il "nulla osta" quali parametri adotterà ? esiste letteratura legislativo-sanitaria in merito che non comporti salti mortali da parte del proprietario dei cuccioli o peggio metta il funzionario USL in condizioni di esprimere giudizi fantasiosi e/o arbitrari del tutto personali non supportati da un bagaglio tecnico scientifico specifico ? perdona la lunghezza del periodo ma sono certo che comprenderai di cosa sto parlando . in attesa di tua risposta ti saluto. A presto .Albe.
# - Inserito da Nocciolini Alberto inserito il 09 Luglio 2011 - 09:08
4
Concordo parola per parola quello scritto sopra da Marco.
# - Inserito da Suma Giovanni inserito il 09 Luglio 2011 - 16:41
5
prima di tutto i cuccioli abbiamo detto che sono esclusi.
Circa il parere della ASL è chiaro che susciti perplessità proprio per i motivi da te ricordati ma è anche evidente che sia l'ente preposto alla vigilanza igienico-sanitaria. Quello che personalmente ritengo necessario è che, prima di adottare una eventuale regolamentazione degli allevamenti amatoriali, venga adottata una normativa almeno nazionale che dia riferimenti chiari sulla detenzione. L'ho scritto come prefazione alla proposta perchè nelle condizioni attuali non sarebbe possibile. Credo che la SIVAE stia lavorando a questo.
Alcuni problemi si potrebbero tovare in sede locale dove le regioni potrebbero adottare normative più restrittive e occorrerà quindi vigilare sulle proposte di legge dei vari consigli regionali. D'altronde già accade ed è accaduto in molte regioni che su spinte animaliste vengano approvate leggi e regolamenti fortemente penalizzanti, viste dai nostri occhi esperti direi folli, ma purtroppo sono passate senza opposizione. Per poter esprimere pareri e pretendere un pò di rispetto dalle istituzioni nelle opportune sedi, occore dimostrare che una "categoria" esiste ed assolve ai propri doveri. In questo modo è legittimata a rivendicare anche qualche diritto.
# - Inserito da MCS Marco inserito il 11 Luglio 2011 - 12:32
6
Ciao a tutti e a chi legge, inizio con il dire che, come regola di base, visto dove bisogna arrivare, di mettere tutti e dico tutti preziario del costo di mercato degli attuali morph, altra cosa e' da stabilire un numero ben preciso, non tanto di animali, ma di femmine, perche se do un maschio banana " x ipotesi " a 5 femmine soltanto, avendo un totale di 6 7 animali, vede voi cosa riesco a fare, ho preso un nome a caso per far elevare il costo dei piccoli venduti.. non sono piu un piccolo privato se parliamo di cifre, perche a noi quello importa fondamentalmente...
Spero che a presto Max ci organizzi una bella riunione con Feder Fauna, per metterci bene d'accordo su come svolgere il tutto, chi e' tesserato Feder Fauna ha il diritto ovviamente di esserne partecipe e di avere uno scambio di idee...visto che siamo i maggiori in italia che muoviamo il mercato dei morph, dei rettili in generale...
# - Inserito da Ball Python Morph inserito il 11 Luglio 2011 - 13:42
7
Ho letto attentamente tutto ciò che Marco ha scritto, non posso che essere concorde con ciò che viene proposto, nonostante io sia uno degli ultimi arrivati in questo settore, ho da subito deciso di seguire un protocollo di regole dettate non solo dalle istituzioni ma anche dal buon senso.
Questo perché ho avuto la possibilità di frequentare coloro che parecchi anni prima hanno intrapreso questa stessa strada. Devo ammette che le istituzioni che dovrebbero fare chiarezza troppo spesso non sono in grado di indirizzarti nel modo giusto, ma questo non ci rende liberi da non doverci informare e andare affondo alle cose.
Inoltre il lato fiscale non va affatto sottovalutato, come ogni attività commerciale quando se ne tra un profitto, vanno rispetta regole dettate da regimi fiscali.
Dunque una regola di base che detti un linea da seguire sia per il "privato" che decide di allevare e cedere i proprio nati sia per un attività commerciale con tutti i crismi, va fatta.

Purtroppo siamo a ridosso delle vacanze e la scarsa disponibilità da parte di tutti rende forse impossibile un incontro, ma ho proposto a Marco, sto attendendo una risposta, se avesse voglia di organizzare un incontro con alcuni commecianti, negozianti, privati, per chiarire meglio la proposta inoltrata e spiegare anche le motivazione che spingono a richiedere un cambiamento in questo settore.

Io mi rendo disponibile a parlare con tutti coloro che vorranno chiarire questo argomento.
Saluti, Max.
# - Inserito da Spelta Massimiliano inserito il 11 Luglio 2011 - 16:27
8
x post #6: gli aspetti igienico-sanitari e fiscale sono due cose distinte. Cerco di sintetizzare: un reale da 10mila euro caca come uno da 50 e quindi la parte igienico-sanitaria deve per forza tenere conto del numero degli animali. Volendo anche delle dimensioni ma la mia proposta era solo un'idea di partenza certamente migliorabile. Inoltre il mercato non si limita ai pitoni reali morph (che anzi sono ancora lontani dal valore "critico") ma anche e soprattutto a tantissime altre specie di rettili ed anfibi che purtroppo questo valore hanno passato da tempo con un concorso di colpe, commercianti (perchè questo sono) dell'est europa in primis. Per valore critico intendo quello inferiore ai costi minimi di produzione/gestione dell'animale.

x post #7: il confronto (verbale ovviamente) diretto è il modo migliore per ascoltare e capire le ragioni di ognuno. Sono quindi più che disponibile, a patto che si parli uno alla volta e civilmente evitando la ressa che non permetterebbe di capire niente.

# - Inserito da MCS Marco inserito il 11 Luglio 2011 - 18:38
9
Parlo da appassionato di Reali Morph ma con nessun intento di guadagno economico;
-Questa storia sta facendo un casino mostruoso
-Le normative esistono già e sono perfettamente, o comunque con solo piccoli ritocchi data la particolarità di questo settore, applicabili.
-Le vendite occasionali esistono e certo non si possono proibire(che poi ci sia gente che ci marci sopra siamo d'accordo), resta il fatto che anche per queste è obbligatorio rilasciare una ricevuta (con marca da bollo nel caso in cui l'importo superi mi sembra 75€), nel caso di vendita di animali non si possono superare i 5000€ annui.

In poche parole;basterebbe chiedere le ricevute alle fiere e avere controlli e tutto sarebbe pienamente regolare.I falsi amatoriali sarebbero "fregati" e voi professionisti contenti.

Detto ciò; sicuri che vi conviene???mi spiego; a me personalmente non cambia niente regalare gli animali che riproduco (riproduco per passione e perchè voglio schiudere delle combo che mi piaciono punto) se io ad una fiera prendo un banco e regalo pastel,spider,butter ecc. e vendo ad un prezzo esiguo solo quelle 4-5 combo all'anno con regolare ricevuta e senza superare i 5000€ annui (quindi in piena regola e incontestabile), la gente appassionata di morph andrà a prendere da chi??
Dato che il 60% delle persone lo fa solo per passione e vendono gli animali solo per potersene permettere altri se tutti questi alle fiere si mettono a regalare gli animali voi che fine fate?pensateci...
# - Inserito da Scardino Davide inserito il 12 Luglio 2011 - 09:34
10
cerco di seguire anche altrove qualche discussione e mi rendo conto che è molto difficile capirsi anche a livello di linguaggio, figuriamoci nelle intenzioni. Prima di tutto ho notato che dai più "accalorati" la lettura è stata fatta in maniera prevenuta, leggendo quello che non c'è ed in modo non oggettivo. Temevo questo per cui all'inizio ed alla fine avevo invitato ad uno sforzo costruttivo, ma evidentemente è servito a poco. Infatti le mie riflessioni sono state lette subito come un divieto per i privati di riprodurre e cedere i propri animali a vantaggio dei commercianti. Forse mi sono espresso male ma non l'ho nemmeno mai pensato anche perchè impossibile ed ingiusto. Quello che va normato bene tra i privati è il diverso inquadramento igienico-sanitario in base al numero di animali, che nulla ha a che vedere con incassi, lucro, milioni di euro, etc. Tenere pochi animali in appartamento è un conto, tenerne 40, 70 o 100 mi pare un altro e quindi mi pare altrettanto ovvio che tali soggetti privati debbano essere sotto "controllo" delle ASL, alle quali servono appunto dei parametri, oggi assenti, per le valutazioni. Questo non solo perchè è intuitivamente giusto ma anche per essere legittimati all'allevamento quando si superano certi numeri. Faccio notare che allevare non significa riprodurre, altro errore che ho visto ricorrente.
Circa la vendita ho solo richiamato l'attuale legge italiana per la quale un privato può vendere solo in maniera occasionale ma non in forma organizzata e continuativa. Tradotto si possono vendere dei piccoli frutto di riproduzione senza vincoli, recandosi ad una fiera, mettendo un annuncio, proponendoli ad un negozio etc. Non si può però passare ad una forma strutturata di vendita con ausilio di siti web, stand espositivi, loghi, etc. perchè è attività commerciale e necessità di partita iva ed iscrizione alla CC sia che intaschi 0€ sia che ne intaschi 1milione. Ma questo non è il cattivissimo, ricchissimo, avido Carrozzi ma la legge italiana a dirlo.
Per cui tu Davide puoi legittimamente vendere i tuoi piccoli come, dove ed a quanto ti pare se è un fatto occasionale. Il problema sorge quando ti strutturi per la vendita (che non significa vendere tanto) ma adottare gli strumenti commerciali per la vendita. Non è giusto nei confronti di chi avendo un'attività per adottarli a norma di legge è tenuto ad obblighi di vario tipo.
# - Inserito da inserito il 12 Luglio 2011 - 16:55
11
salve, io mi riconosco nella categoria "veri privati" e ritengo la proposta di marco, tutto sommato nemmeno troppo restrittiva (se non erro in austria il limite è a 5 animali e non 10), e mi vede abbastanza daccordo. pero' ammetto di avere dei seri dubbi sulla reale possibilita' di applicazione. intanto i detentori di animali, potremmo virtualmente dividerli in due categorie 1-chi ha animali in cites 2-animali senza documenti. I primi sono piu' facili da controllare, i loro animali risultano alla forestale, ma i secondi?

prendiamo un caso classico, mettiamo che ho 20 coppie di elaphe, (40 animali), ho un sito, ho il mio forum, partecipo a tutte le fiere, ho gli striscioni, i volantini, metto gli annunci sul mercatino serpenti.it sanguefreddo ecc...

nel momento in cui entra in vigore una normativa come quella, sai cosa farei io? semplicemente sparirei, dichiarerei di averne 10, quei dieci li metto in salotto e gli altri in cantina. come fai a controllarmi? per vendere c'è facebook, e ti assicuro che è un'ottimo metodo (anche per altri settori), oppure potrei vendere tramite dei "prestanome", alle fiere cercherei di non espormi magari portando solo animali prenotati, e in definitiva saremmo punto a capo.



# - Inserito da Neri Luca inserito il 20 Luglio 2011 - 11:15
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Quello che leggo in giro in alcuni casi mi lascia basito, in altri mi dispiace tantissimo ed in altri ancora invece mi sembra utile e costruttivo. Provo con altre parole per vedere se qualcuno rilegge quello che ho scritto senza vedere i fantasmi:

se non si vuole smettere di tenere animali esotici (tutti noi) occorre farsi avanti proponendo un regolamento igienico-sanitario e linee guida (non leggi) per la detenzione su scala nazionale di rettili ed anfibi come parametri oggettivi da dare alle asl. Perchè? Siamo deboli ed all'orizzonte ci sono leggi che saranno sempre peggiorative perchè le correnti animaliste sono molto forti e state sicuri che andranno avanti nei loro intenti. Non dimenticate che per la persona comune la nostra è una stravagante passione e non è semplice spiegare certe cose. Quindi la mia opinione è di avere delle condizioni (più che accettabili) alle quali sottostare ma che legittimino la propria situazione in forma scritta e chiara. Inoltre mi pare pure ragionevole quando si tratta di molti animali, come è faslo che in casa propria si fa quel che si vuole perchè ci sono delle ovvie limitazioni. La mia intenzione è proprio contraria a quello che vedo scritta: serve per continuare e non per smettere di tenere i nostri animali. La proposta di un bollettino (per chi supera certe soglie) è per renderla ancor più "appetibile" ed avvalorare la legittimazione.
Circa il numero di animali detenibili si potrebbe integrare con fasce di peso in base alla quali il limite "privato", "allevatore amatoriale A", "allevatore amatoriale B" variano. In fin dei conti è il peso che più o meno determina quanto un animale "sporca" indipendentemente dal valore economico dell'animale (aspetto igienico-sanitario). La parola limite non significa divieto ma semplicemente uno step con crescenti obblighi/diritti per regolarizzare la propria posizione.

Fiscalmente non ho proposto niente, ma proprio niente se non richiamato l'attuale normativa per la quale tante cose che siamo abituati a fare non si potrebbero fare. Nessuno ha mai detto che un privato non debba riprodurre e vendere i piccoli, ma semplicemente che lo faccia da privato cioè in maniera occasionale e non organizzata.

Attualmente il mercato dei rettili è invisibile perchè non lascia traccia. Renderlo visibile attenendosi alle norme ed alle leggi del nostro paese porterebbe un duplice vantaggio: da un lato si acquisirebbe maggiore peso e credibilità come "categoria" e dall'altro si avrebbe una concorrenza leale.

Poi basta con questa storia dei reali morph. La MCS ha un listino con oltre 100 voci tra serpenti, sauri ed anfibi e dire che la mia attività si basa sui reali e che solo gli "stranieri" portano varietà è non conoscere come stanno le cose. Il danno che imputo agli stranieri è di commerciare senza regole e quindi applicare dei prezzi che non hanno un senso commercialmente parlando, tenendo conto che parliamo di soggetti palesemente commerciali.
Il prezzo di vendita di un bene venduto regolarmente da un soggetto commerciale è composto da varie voci: costo produzione/acquisto, costo gestione/trasporto, oneri fiscali e margine di guadagno. Questo applicato ai commercianti "stranieri" fa dedurre che: gli oneri fiscali sono a zero (non rilasciando fattura), il trasporto è al minimo (perchè non a norma), il guadagno è pure al minimo (dimostrato dal fatto che hanno solo animali di valore economico basso). Questo fa bene alla terraristica? Queste sono le normali dinamiche di un mercato regolare? Oppure un gioco a ribasso che cancellerà la parte che opera nella legalità lasciando solo quella sommersa? Un pò come avvenuto con i cinesi a Prato per settore tessile?
Certo se si vuole in maniera pregiudiziale un settore sommerso senza regole fiscali e sanitarie è un'altra questione ma poi avere diritti sarà praticamente impossibile.

Se ho postato tutto pubblicamente è per cercare un dialogo tra tutti quelli che operano nel settore e le autorità preposte al controllo. Sinceramente non capisco come mai la mia idea viene vista come un attacco al privato che può continuare a tenere, vendere i propri animali, semplicemente rispettando il proprio ruolo come ognuno dovrebbe fare.
# - Inserito da MCS Marco inserito il 21 Luglio 2011 - 10:38
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Sono daccordo con quello che scrivi, rivedrei alcuni dettagli della proposta iniziale, ma tu stesso affermi che è solo una bozza.
Da appassionato che detiene molti esemplari pur non riproducendoli, sento da tempo la necessita di un regolamento chiaro che mi ponga al riparo da eventuali controlli che non avendo riscontri legislativi precisi possono arrecare anche notevoli problemi. Nel 2007 ho subito un controllo dietro segnalazione, e i carabinieri non potendo determinare la leggittimità della detenzione di una 50 ina di esemplari di rettile in un abitazione privata senza autorizzazione, ha posto tutti gli animali sotto sequestro cautelativo, in attesa di controlli da parter di forestale e asl, che una volta intervenuti hanno dichiarato che tutto era regolare, ma nonostante questo per ottenere il dissequestro ho dovuuto pagare un avvocato e ci sono voluti 6 mesi. Sono comunque stato fortunato perche sono stati lasciati a me e non affidati a una struttura, altrimenti invece di 1000€ di avvocato ne avrei spesi chissà quanti visto il numero di esemplari. Se avessi potuto esibire un autorizzazione o un nullaosta della ASl, tutto questo non sarebbe successo.
Come commerciante di attrezzature capisco bene il disagio di persone coem Marco che si vedono danneggiati da una concorrenza sleale. Il mercato è libero è vero , ma non privo di regole, ed è giusto che tutti le rispettino. So che i discorsi "economici" possono non interessare ai non professionisti, ma ci si deve rendere conto che c'è gente che lavora in questo settore e ci si guadagna da vivere.
# - Inserito da Susca Adriano inserito il 21 Luglio 2011 - 14:00
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Ancora qualche puntualizzazione, visto che come al solito (per mia carenza espositiva) non vengo capito.
Gli "stranieri" che vengono alle nostre fiere sono commercianti, perchè vendono in maniera abituale e continuativa (e mi pare che ci siano pochi dubbi a riguardo) e quindi per venire in italia a vendere, cioè lucrare (termine che vedo spesso), ci devono venire rispettando gli obblighi imposti per la categoria sia in materia fiscale che sanitaria (trasporto e uvac). Così facendo probabilmente verrebbero in pochi, non avrebbero gli stessi prezzi e questo non piace a chi organizza le fiere perchè loro, a quelle condizioni, attirano pubblico pagante.
Il fatto è semplice: chi è privato (vero) faccia il privato cioè venda e trasporti liberamente i piccoli che gli nascono senza obblighi, a parte il buon senso. Chi invece è commerciante (ripeto per la legge italiana chi propone alla vendita beni in maniera non occasionale ed organizzata) gli obblighi li deve rispettare altrimenti non sono le regole di mercato a decidere ma l'agire illegalmente.
Gli organizzatori di fiere (come gli ammistratori dei mercatini online) dovrebbero far registrare i partecipanti distinguendo tra privato (codice fiscale) e professionista (partita iva). I primi dovrebbero indicare quello che portano, i secondi sono invece soggetti alle regole del commercio. Queste liste dovrebbero essere messe a disposizione delle autorità di controllo in caso decidano di farsi un giro per la fiera. Ma è tanto difficile? Vi pare un'eresia oppure una cosa doverosa oltre che logica? oppure si preferisce essere "compiacenti" per comodo?

Per la parte sanitaria vi invito ancora una volta a riflettere sulla necessità di proporre qualcosa. In alcune regioni sono già in vigore leggi assurde e questo significa che in caso di controllo vi possono fare "il culo". Chi vi parla un pochina di esperienza ce l'ha e magari non è così stupido da proporvi qualcosa di assurdo. Ad esempio è dal 2002 che a più riprese insieme ad altri abbiamo cercato di ostacolare l'approvazione di una legge folle proposta dai verdi in toscana dove, in due righe, si dettavano le condizioni per tenere un rettile (generico, senza alcuna distinzione): il doppio della sua lunghezza per ogni lato. Vi garantisco che stava scritto nero su bianco ed in via di approvazione nelle varie commissioni regionali. Fortunatamente uno "schifoso" commerciante si è opposto con la propria categoria e, non solo la legge non è passata negli anni, ma quando è stata approvata con le dovute modifiche il veterinario capo della asl, incaricato di scrivere il regolamento attuativo, ha accolto le nostre richieste per cui un serpente ad esempio si può tenere (in toscana) in un contenitore il cui perimetro è almeno lungo quanto il serpente (anche un rack quindi). Risultato concreto e non chiacchiere inutili.
Lasciate stare le fantasie di contrapposizioni che non esistono e fidatevi un pochino se non di me della logica delle cose. Provate a seguire il ragionamento: adesso abbiamo regolamenti regionali e talvolta comunali in continuo peggioramento perchè continuamente proposti su spinte animaliste. Spesso non si sanno perchè dubito che qualcuno di voi vada per i consigli regionali e vedere cosa bolle in pentola. Così ci si trova spesso davanti al fatto compiuto. Per questo la SIVAE ed altri stanno lavorando per fornire alle asl delle linee guida nazionali per valutare se un animale è tenuto bene o meno. Ma come possono poi valutare una situazione con 10, 50, 100, 1000 animali per quanto bene possano essere tenuti? Come valutano "l'impatto biologico"? Quando chiedo dei parametri per poter tenere in casa "grosse" quantità di animali secondo voi di chi faccio l'interesse? La risposta è: dei privati perchè diventerebbero autorizzati in tutto e per tutto (e non come adesso appesi all'umore del controllore di turno che non ha gli strumenti per valutare le situazioni in modo oggettivo)..
Fiscalmente non c'è niente da proporre esiste già la legge e va rispettata o fatta rispettare. In questo chiedo la collaborazione del settore, soprattutto degli organizzatori di fiere ed amministratori di mercatini online. Due regolette semplici come detto sopra invece di fare sempre non vedo, non sento, non parlo...
Poi ad ognuno il suo ruolo, il commercio lo devono fare i commercianti mentre i privati possono cedere (vendere o regalare è indifferente) i piccoli riprodotti con modalità non commerciali.
Non si deve stare in balia della sorte ma far valere dei diritti che si possono avere solo assolvendo a dei doveri.

ritocco la mia idea che ripeto riguarda solo l'aspetto igienico-sanitario, quello fiscale non si può toccare visto che le leggi valide sul nostro territorio riguardanti il commercio esistono già!!!
Come primo passo per ovviare alle problematiche relative al gran numero di specie e variabilità dei rettili ed anfibi detenibili, integro la mia idea con i seguenti distinguo introducendo dei "crediti".

1)categoria "privato":entro gli 80 "crediti" un privato è libero da qualsiasi vincolo a parte attenersi alle linee guida nazionali sulla detenzione.
2)categoria "allevatore amatoriale A" da 80 a 160 crediti (comunicazione alla asl x avere il nullaosta, bollettino A)
3)categoria "allevatore amatoriale B" da 160 a 640 crediti (richiesta autorizzazione sanitaria, bollettino B)

valutazione dei crediti in base all'impatto biologico (a quanto caca!!!)

1 animale fino a 50g= 1 credito
1 animale da 50 a 150g=2 crediti
1 animale da 150 a 1000g=4 crediti
1 animale 1 a 10kg=8 crediti
1 animale oltre i 10kg=16 crediti

Queste mie idiee come quelle che proporranno i rappresentanti delle varie categorie del settore (privati,commercianti, organizzatori di fiere, etc) verranno discusse in un incontro pubblico e videoregistrato al quale stiamo lavorando, in modo tale da non dare adito a maleinterpretazioni o a giochi di parte. Si spera anche di avere per l'occasione rappresentati delle autorità preparati in materia fiscale e sanitaria per chiarire la legge attuale e la fattibilità di quello che proporremo.
# - Inserito da MCS Marco inserito il 22 Luglio 2011 - 18:09
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Ulteriore precisazione:
Le categorie "privato", "allevatore amatoriale A" e "allevatore amatorile B" sono sempre privati e nessuno ha mai detto, scritto o nemmeno pensato che debbano aprire ditta. Ripeto la ditta la deve aprire chi vuol vendere (o meglio proporre beni alla vendita) in maniera costante ed organizzta. Tradotto puoi avere anche 1000000 di animali e non necessitare di partita iva ma solo di autorizzazione sanitaria!!!
# - Inserito da MCS Marco inserito il 22 Luglio 2011 - 19:03
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Ancora una puntualizzazione: allevare nella lingua italiana non significa riprodurre ma semplicemente crescere e tenere bene gli animali. Se ne deduce che è allevatore chi detiene, cresce, insomma chiunque abbia animali. Per cui chiamarsi "allevatore amatoriale" non implica assolutamente che gli animali li riproduca ma solo che ne abbia una "certa" quantità.
# - Inserito da MCS Marco inserito il 23 Luglio 2011 - 16:53
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Caro marco
Dopo aver raccolto molteplici resoconti negativi in quel di longarone, nei quali ti imputavano ogni responsabilità sui fatti accaduti, mi sono trovato questo tuo blog dove chiarivi il tuo punto di vista.
da ex detentore/allevatore/semplice appassionato, mi permetto di farti delle puntualizzazioni sui tuoi “ sacrosanti pensieri”

ricordo ancora il lontano 1998 quando iniziai, con un molurus preso da te che lavoravi alle dipendenze del noto importatore di varese.
All’epoca che potremmo definire di pura passione, non esistevano discorsi, “tizio compra ad hamm per rivendere in italia”, era palese, anche da parte tua, il fatto di farsi la sfacchinata ad hamm, comprare e rivendere in italia, tanto il ricavato di quest’”immenso” commercio, il più delle volte faceva rientrare all’appassionato dei costi di viaggio e di qualche serpe e non si trattava di guadagni colossali.

A distanza di anni non è cambiato nulla se non la bolla dei morph da prezzi sproporzionati, è aumentato il pensiero che ci si possa guadagnare da serpi, cosa che prima dell’epoca morph era considerata una barzelletta.
Ci sono rimasto fregato pure io, riprendendo un hobby che mi aveva già dato molto.
La mia idea del 1998 era di conoscere le varie specie di serpi e riprodurle, almeno da rimpiazzare le morti causate direttamente e indirettamente dalla mia voglia di conoscenza.
Ottenuto ciò, non aveva più senso per me proseguire con l’allevamento, diedi via tutti i miei chondro, una trentina di esemplari e mi dedicai ad altro.
Ebbi la sfiga di vedere in olanda una mostra con i piebald a 8000-10.000€ cad, e tizio che li vendeva a 5000€.
Pensai, li so riprodurre, posso guadagnarci parecchio con il vecchio hobby che mi piaceva, inoltre che stimolo è aprire le uova e trovarmi la sorpresa del serpo di tutt’altro colore rispetto a quello che pensavo.
Dalle nascite avute ho sempre reinvestito tutto aggiungendoci sopra del mio, frutto di un lavoro regolare già stornato delle tasse dovute, in pratica ci rimettevo ogni anno, con la scusante che tanto guadagnerò un fracco di soldi…
Ebbene ho guadagnato così tanti soldi coi serpi che mi sono comprato un’isola alle Maldive e passo il mio tempo a girare per il mondo!

Il tuo lamento sui privati che riproducono e “ commercializzano” 50 piccoli l’anno, non ha senso di esistere.
Primo, tu stesso da privato, a suo tempo hai fatto la stessa cosa, secondo, tali privati con 5000€ in + l’anno, ne spendono dai 3 ai 7000€ da te per comprare la morph più costosa.
Il fatto che adduci che i privati non pagano le tasse è ridicolo, primo i soldi investiti derivano da soldi già tassati, inoltre non scaricano ne gli acquisti di serpi ne topi, ne l’enel, gas, benzina, cellulare e connessioni ad internet per la divulgazione del loro commercio, cosa che se venisse fatta capirebbero che i guadagni nei serpi sono ben miseri.

Lo dimostra il fatto che altri commercianti hanno chiuso e che tu, che sei un mix tra commerciante ed allevatore e che quindi non ti puoi ritenere un commerciante puro, sia qui a boicottare il piatto dal quale mangi.

Queste tue regole a crediti per privati e allevatori stranieri che non pagano le tasse in italia…., a proposito, tu che vai in olanda e spagna, le paghi le tasse locali?e quelle italiane? Veramente vendi la guttata a Barcellona e prendi i soldi in contanti emettendo regolare fattura italiana, esente iva?fai la dichiarazione d’intento?paghi l’iva estera?

Dicevo, le tue regole e tentativi che stai facendo per regolarizzare la posizione in italia del privato che alleva, è a parer mio dimostrazione del fatto che ci sia poca carne da rosicchiare sui serpi, ed ora che la carne è finita, voi commercianti, presunti ideatori dell’esposto, vi state attaccando all’osso.

Dal leggerti, non ti capisco, sembri il pinguino di turno che ha iniziato ad allevare ieri e chiede a gran voce che si regolarizzi tutto questo sommerso in italia.

Primo, sostengo e ne sono convinto che tutto il fatturato di nascite in cattività in italia di serpi/gechi ed affini, da parte dei privati, non sia superiore a 100.000€ l’anno, pari a quello che può evadere un unico idraulico di paese nel medesimo periodo.
Sai benissimo che da anni, l’erpetofilia si è mossa con referendum per i velenosi(180 firme), associazioni nazionali nate, poi morte, e compagnia cantando.
In un non lontano agosto, ci hanno vietato i ragni/scorpioni ed affini, proteste, firme e petizioni e nulla di fatto.
Non ti è ancora chiaro il concetto che il nostro piccolo mondo, perché sopravviva deve restare anonimo?
Rompi le balle, insieme alle categorie che ti rappresentano, per regole?
Al legislatore che si sveglia una mattina, stanco delle tue petizioni, blocca tutto, fine della fiera e i tuoi crediti li puoi utilizzare, come dicevano a suo tempo i crucchi riferito alla lira, come wc paper!
Non ti è chiara la situazione? Il mondo e l’europa, ha altre problematiche e il discorso animali è destinato a contrarsi fino all’estinzione.
Tutti gli appassionati si dilettano ad allevare serpi per hobby, mascherato da finto commercio, ma in pratica allevano come valvola di sfogo dalla routine del loro lavoro quotidiano, nel quale sono bombardati da riba,dichiarazione dei redditi,certificazione energetica e tutte le altre carte inutili per le quali perdono un fracco di tempo.
Vuoi metterci i crediti sui serpi e regolamentazioni serie?
Io ho mollato al solo pensiero di dover avere il registro di carico e scarico, che a suo tempo avevo fatto compilare al commercialista.
Figurati se il privato che si compra una guttata deve avvisare usl, forestale, avere il patentino da 5 crediti e boiate simili.

Il tuo pensiero mi fa irritare, perché da quello che scrivi, mi sembri minimo un masochista che sta boicottando il suo stesso lavoro!

Ti cito:
“Si è così creato un mercato che oltre ad essere totalmente sommerso è pure povero e dannoso. Povero perchè ha portato un deprezzamento del vero valore degli animali che va ben oltre la normale regola domanda/offerta. Infatti nei prezzi che troviamo alle fiere non solo non ci sono costi relativi alle tasse, al trasporto ed un normale ricarico ma spesso nemmeno i costi di "produzione". Questo perchè chi vende spesso vive di altro e gli basta rientrare delle spese o comunque prendere quel che può. Il fatto è che prima si "svendeva" ad un commerciante che poi proponeva gli animali ad un corretto prezzo di mercato (legale) oggi invece si "svende" al privato direttamente”

Quindi sei infastidito che il privato non “svenda” a te le sue produzioni? E la tua proposta qual è? Boicottare internet come fanno in iran? O abbattere la voglia del privato di riprodurre, creandogli vincoli burocratici?
Infine, quanto vale un palla? O un pastore tedesco? 1000€ dall’allevatore con tutti i pedigree del caso o gratis dal privato che li ha riprodotti per sbaglio?come fai a dare un valore ad un animale?
Il vero valore è quello che te lo pagano a dispetto che tu ne chieda 1, 10 o 100€

“Per questo molti negozi ed ingrossi che trattavano rettili hanno chiuso o si occupano di altro, proprio perchè bypassati nella loro naturale funzione distributiva.”

Ciò è avvenuto per tutte le catene di distribuzione, semplicemente il mercato è cambiato, o ti adatti o muori
Negli anni sessanta il business animale erano i canarini, oggi i serpi, domani?

“Essendo poi il "mercato" dei rettili molto piccolo paragonato ad altri, è evidente che qualche centinaio di allevatori privati se non opportunamente regolati, influenzino pesantemente il settore. Ed ecco un altro aspetto del danno: così facendo mancano i fatturati ed i posti di lavoro e questo è fondamentale da mettere sulla bilancia nelle opportune sedi per la tutela dei diritti di qualsiasi categoria (es caccia e pesca). Così com'è adesso la categoria è indifendibile proprio perchè sommersa nell'illegalità, non avendo i numeri (tanti o pochi) a sostenerla.”

Ciò è avvenuto anche per i commercianti di radiche di legno fossile della Siberia, ma seriamente, un “mercato” messo in ginocchio da qualche centinaio di privati pensi che sia da considerarsi un mercato?

“La prima è capire il mercato.Sento molte persone (nel giro delle fiere) dire che "toccare" i privati da parte dei commercianti è “tirarsi la zappa sui piedi”, “ammazzare il mercato”, perchè questi “privati”, ad esempio, vendono le loro nascite e poi spendono quei soldi da un commerciante. A parte che i soldi li possono spendere da altri privati, ma non è questo il punto. Questa è una visone molto parziale del mercato.”

Sicuro? O più probabilmente, come la vedo io, il mercato dei rettili si è contratto ai soli appassionati veri e non più al tamarro che si compra il boa da discoteca perché fa figo Ed oggi giorno non è più di moda?

“Questo infatti non è fatto solo dalle persone che si vedono alle fiere. Per qualche centinaio di persone che hanno piccoli o grandi allevamenti privati ce ne sono migliaia che hanno 1/2 animali o magari di più ma che non vanno alle fiere e non leggono i forum. Prima questi secondi erano l'unico mercato, che lasciava traccia di se in quanto passava per ingrossi e negozi sanitariamente e fiscalmente controllati. Oggi gli operatori commerciali in questo settore sono almeno dimezzati con molte attività che hanno chiuso o che si sono dedicate ad altro. Perchè? Il motivo è che sono e siamo stati bypassati dalle fiere nelle quali imperversano senza regola veri e finti privati (Cecoslovacchi ed ungheresi in primis) che vendono migliaia di animali in nero a prezzi molto bassi obbligando anche i piccoli veri privati che riproducono boa, leopardini, pogona, elaphe, etc. ad adeguarsi portando il tutto verso un ribasso dei prezzi, così basso da finire completamente sommerso. I prezzi delle fiere (ormai a diffusione quasi capillare) sono arrivati all'orecchio oltre che dei privati frequentatori anche dei commercianti superstiti che sono costretti ad arrangiarsi acquistando alle fiere perchè sono i prezzi più bassi che si possono trovare. Come si dice "volere o volare". Acquistare come dovrebbe essere fatto, cioè in maniera regolare e quindi legale, ha un costo almeno del 30% superiore.”

A parte che i commercianti, che come tu sostieni, sono dei santi costretti ad acquistare loro stessi alle fiere per poter sopravvivere, agivano così già decenni fa, bypassando importatori regolari italiani, acquistando, in nero, merce che avrebbero rivenduto in italia alla faccia dell’importatore onesto italiano.
A parte ciò, anni fa il “non mercato” dei rettili era gestito dall’oligarchia dei primi importatori, che avevano ottenuto le dritte per importare direttamente sul luogo d’origine, mancanza di conoscenza nella riproduzione, mancato interesse a riprodurre faceva si che i primi importatori mantenessero il monopolio.
Avvento di internet e chiunque poteva importare, me lo hai chiesto ed io gentilmente ti ho fornito l’email del contatto ghanese per importarti i reali, hai fatto la tua bella importazione senza esser mai stato a casa del tuo esportatore, i vecchi importatori italiani, sono andati in perù a cercare il contatto, si sono sbattuti per crearsi il contatto, altri tempi
A causa del valore economico dei morph, più gente ha acquisito un interesse maggiore nella riproduzione.
In sostanza il monopolio originario è andato a farsi friggere!
Ce l’hai con i cechi e ungheresi che vendono in nero, ma ne sei sicuro? Non è che pagano le tasse a casa loro?
Tu le paghi le tasse spagnole per il geco che vendi in contanti alla fiera di Barcellona?
E tu per favorire il mercato locale, che fai? Importi dagli states reali morph che abbondano come riproduzioni in italia , sul tuo sito è ben visibile un “ prossimo arrivo di spider a 200€” ma non “ si acquistano reali morph da privati”
Quando io allevavo ed una volta ti avevo accennato a rifilarti tutte le morph di basso valore genetico, mi avevi detto che per un morph da valore usa di 300€,valore all’epoca in italia di 400-500€ mi potevi dare solo 100€ , perché avevi molte spese da sostenere.
Poi lamentati se li ho rifilati ad altri privati a 150€

“Qualche interrogativo sulle nostre fiere mi pare lecito e doveroso.
Analizziamo le nostre attuali fiere: sono mercati di sola vendita alle quali partecipano con assiduità i soliti soggetti. Chi sono i soggetti che possono “trarre vantaggio” dalle attuali fiere? In primo luogo gli organizzatori che incassano dei soldi, ovviamente nel caso la fiera abbia successo, ma questo fa parte del normale "rischio d'impresa". Vorrei far notare che avrebbero l'obbligo di rilasciare una ricevuta (o fattura su richiesta) agli espositori ma non mi pare accada in Italia a differenza di tutte le altre fiere Europee. In secondo luogo hanno un vantaggio tutti quei soggetti "finti privati" che possono svolgere le loro attività senza essere soggetti a nessun obbligo (vedi soprattutto i noti stranieri che portano migliaia di animali). In terza battuta gli acquirenti veri, i veri privati, trovano alle fiere prezzi sicuramente ultra convenienti, peccato siano in gran parte frutto di attività illegale. Questo, oltre ad essere illegale appunto, potrebbe anche costituire un pericolo da un punto di vista sanitario “

Sono mercati anche di acquisto, se vendono è perché qualcuno compra.
Gli organizzatori delle fiere, organizzano fiere, sperando di ricavarci qualcosa, ma così non è, il rischio d’impresa è forse il più alto che esista, se guadagnano 2000€ a cranio, tolte le spese, significa che la fiera è stata un successone, ma forse tu sei irritato che non ti facciano scaricare i 10-15€ a tavolo!
Se contesti questo, va a fare le fiere all’estero, non capisco, dopo questa tua affermazione, del perché gli organizzatori italiani ti invitino ancora.
Vuoi regolare fattura? Ok, paga il prezzo dei tavoli il giusto e riceverai fattura, ad hamm, per 4 tavoli da commerciante espositore il prezzo era 1000€, non 4 x 15€ !
Parli del rischio d’impresa, che consideri lecito per gli organizzatori delle fiere, ma non è lecito per te, che hai deciso di rischiare sul commercio degli hobby, dove è palese che in periodo di crisi, sia il primo mercato a morire e che per causa di forza maggiore, il privato, per quel che può crea concorrenza al commerciante.
A dire il vero, il mercato degli hobby è in mano ai privati, i commercianti si sono insinuati successivamente ad un mercato creato dai privati, medita su questo, capirai, che dico il vero.
Illegalità un pericolo dal punto di vista sanitario… da voci arrivatemi, nel 2010 non hai riprodotto nulla, perché molti riproduttori ti sono morti per cause ignote, si spettegola di ibvd, di pseudomonas, di calunnie.
Non sta a me giudicare queste voci, ma una domanda che nasce spontanea è:
tu, per differenziarti dal privato/commerciante, vendi animali con analisi veterinaria/sanitaria che garantisce che i tuoi animali sono esenti da patologie quali ibvd o pseudomonas o salmonella?
Ti domando questo, perché, ad esempio, seri importatori/riproduttori di carpe koi vendono i loro animali con certificati sanitari di analisi effettuate su tutte le import, sarebbe doveroso anche per i rettili non trovi?
Per concludere sui veri privati che comprano la guttata…
Tali privati che spendono massimo 200€ raramente vanno alle fiere, non spendono 50€ di viaggio per un serpo da 30€, preferiscono scendere sottocasa per comprarsela nel negozietto di fiducia, quelli ci sono e continueranno ad esserci.

“In questa situazione un'attività regolare difficilmente riesce a lavorare con un utile per sopravvivere figuriamoci da investire in strutture e personale. Non è stimolata nello sviluppo verso questo settore.”

Forse ci stai arrivando che il mercato dei rettili non è un settore, ne un’attività di mercato?

“Questo è un enorme danno per il settore (tutti inclusi) perchè si perdono fatturati e posti di lavoro da mettere sul piatto della bilancia al momento di dialogare con le istituzioni.”

Fatturati e posti di lavoro? Tipo 1.000.000€ totali e 100 dipendenti nel solo settore rettili?e che è? Uno che conosco ha una ditta da 15.000.000€ di fatturato per 110 dipendenti e al massimo lo fanno parlare con i sindacati!

“Si deve capire che non si può avere la botte piena e la moglie ubriaca e che occorre uscire allo scoperto se si vuole cambiare in meglio le cose. Più volte ho cercato un dialogo su questi argomenti pubblicamente (ne è testimone il fatto che molti hanno attribuito a me l'iniziativa dell'esposto) ma ottenendo sempre le miopi risposte di chi conosce poco e solo parzialmente le dinamiche del nostro particolare mercato. Evidentemente interessava poco”

Qui denoti la tua ingenuità e ti rispondi da solo
Ingenuo perché sono anni che le istituzioni ci dicono, siete in pochi non ci frega nulla del vostro mercato

“Ho anche provato nelle opportune sedi (non a titolo personale ma come categoria del commercio Confesercenti-AISAD) esponendo la situazione generale ma senza un riscontro accettabile.”

“L'iniziativa di FF mi ha visto d'accordo in pieno”

“Personalmente ho avanzato una proposta di regolamentazione”

Hai provato ad esporti, non sei tu l’origine dell’esposto, hai personalmente proposto…
Sembri uno che tira il sasso e nasconde la mano, se l’esposto va male tu non c’entri, se va bene tu ne sei l’artefice.
Sei un grande, non puoi fare il politico?
Nell’ultimo periodo che ti leggevo su di un forum eri il primo a gran voce che dichiarava che i privati non devono vendere e che devono pagare le tasse sui guadagni, ma dimenticavi di dire che i privati non scaricano nulla, volevi far pagare le tasse ai privati sul fatturato lordo annuo e non sugli utili.

“-Carrozzi Marco non è l'autore dell'esposto ma vi ha attivamente partecipato su richiesta di FF.”

affermazione emblematica, sarei curioso di capire com’è avvenuta la richiesta:
(ipotesi di richiesta giusto per ridere) FF ti manda una mail, non ottiene risposta, telefona 4 volte, dicendo” ti prego marco abbiamo bisogno della tua partecipazione, sennò tutto il mercato italiano dei rettili va a farsi friggere per colpa di 4 ungheresi e 10 allevatori privati!” e tu, di buon cuore, gli hai risposto come un cavaliere medioevale,”per cavalleria non posso abbandonare questa giovine pulzella in difficoltà” e dopo celata ritrosia hai accettato!?
È andata più o meno così? Adoro le ipotesi romantiche…

“-L'esposto ha come obiettivo principale chi commercia fuori dalla legalità in particolare alcuni soggetti stranieri che lo fanno su scala "industriale".”
“L'esposto ha come altro obiettivo quello di attivare un percorso di crescita attraverso proposte concrete ed attuabili.”

Aria fritta, l’esposto ha lo scopo di tutelare i commercianti italiani, che vorrebbero severi controlli in italia contro questi ungheresi di merda, lasciando agli italiani la possibilità di vendere, lontano da controlli fiscali italiani, gli stessi all’estero.
Viva la globalizzazione!
Ma serio marco, parli bene e razzoli male, perché vai all’estero se sostieni ciò?

“L'intento è quello di avere una norma che regoli in modo semplice ed efficace il mondo dell'erpetofilia (rettili ed anfibi). Si tratta soprattutto della sfera privata visto che quella commerciale è già abbondantemente normata. Semplicità nel senso di avere dei parametri chiari ed inequivocabili ed efficace nel senso che faciliti gli eventuali controlli, oggi di fatto inesistenti, da parte delle autorità non prestandosi a interpretazioni più o meno fantasiose.”

La normativa esiste già, i controlli pure, caso mai manca solo personale esperto, sia in numeri che in esperienza.
Mancano perché costano e normare il tutto come tu richiedi, ha costi politici ed organizzativi enormi che non trovano senso per questo “mercato” delle pulci.

“Punto certo è che ci vorrebbe una normativa unica e chiara a livello almeno nazionale che fissi i paletti circa la detenzione di rettili ed anfibi “

Se per sbaglio i legiferanti ti ascoltano, sai dove ce li mettono i paletti?

“-la vendita non occasionale ed organizzata è vietata.”

Se ho una coppia di palla che fa 5 uova tutti gli anni e che vendo tutti gli anni, faccio vendita non occasionale, quindi dovrò aprire partita iva.
Scherzi a parte, bello il tuo lavoro di ricerca parametri, ma non siamo in svizzera, la tua è utopia pura, neanche il comunismo puro era utopico come il tuo pensiero, potevi utilizzare il tuo tempo in cose più costruttive ed utilizzare il tuo lavoro come discorso da pizzeria, la volta che ci vai con altri erpetofili

“ PROVVEDIMENTI AGGIUNTIVI:
Considerando che un soggetto privato per vendere deve passare da internet e dalle fiere, sarebbe fondamentale regolamentare per legge alcuni punti chiave:
Mercatini elettronici: obbligo di indicare, in sede di registrazione, oltre alle generalità, il codice fiscale, la categoria di appartenenza con eventuale numero dell'autorizzazione ASL (privato, allevatore amatoriale A, allevatore amatoriale B o commerciante) con le logiche limitazioni sia in fatto di animali da proporre (pertinenti a quelli indicati presso la ASL) sia in fatto di frequenza dell'annuncio. Inoltre obbligo da parte dell'ammistrazione del mercatino di tenere traccia degli annunci per un tot di tempo, cosa utile in caso di verifica.
Fiere: anche qui obbligo di iscriversi indicando il codice fiscale, la categoria e soprattutto indicando specie e quantità di animali che si andranno ad esporre in vendita. I responsabili della fiera dovranno poi trasmettere la lista alle autorità locali e “vigilare” che i partecipanti si attengano a quanto dichiarato.”

anche qui per restare in tema da pizzeria
ipotizzando che si faccia ciò che dici, il privato che ha 5 palla nati da lui da vendere e che nessuno lo caghi, immetterà 100 annunci uguali incorrendo nel controllo fiscale, che per ovvi motivi di tempo non potrà esserci .
il privato maledetto che commercia in nero, metterà lo stesso annuncio, vendendo centinaia di palla .
cosa si ottiene? Solo che tu, se hai la certezza matematica, denunci tizio che ha postato 100 annunci come evasore, creando una vigilanza affidata ai privati, un po’ com’era all’epoca delle spie naziste che come semplici privati segnalavano gli ebrei.
Fiere, idem cum patatibus, metto il banchetto con 5 serpi denunciate, poi man mano che le vendo rimpiazzo con le scatolette sottobanco.

“Spero che con questo inevitabile "papiro" si possa fare chiarezza su tanti punti ma che se ne capisca soprattutto il senso costruttivo”
più che senso costruttivo, il tuo papiro ha un senso distruttivo, io potrei agire come hai agito tu, dato che non ho più animali e non mi fregherebbe nulla di mandare a quel paese questo “ non mercato”, ma tu ci vivi di questo, come puoi tirarti la zappa sul piede da solo? Ma veramente credi di essere nel giusto?
Hai gettato m sugli ungheresi, gli stessi dai quali compri o compravi tu
Hai gettato m sugli organizzatori delle fiere, gli stessi che ti permettono visibilità e guadagni, ad hamm da quel che so, non sei gradito, ma potrebbero essere le solite malelingue che calunniano a gratis, in italia dichiari che fanno attività illegale…
Hai gettato m sui privati che commerciano e che sono gli stessi che vengono da te a comprare la tripla combo, perché se non esiste la scusante del presunto guadagno, mi spieghi, soprattutto ora con la crisi, chi è il folle e soprattutto quanti sono i probabili folli che si comprano il banana da 10.000€ per il solo puro piacere di tenerselo in soggiorno?
Per inciso, utilizzando l’esempio morph, tizio si compra il banana maschio da 10.000€, dopo 2 anni se è fortunato accoppia 2 femine ed ottiene dai 3 ai 5 banana.
Il privato/allevatore/commerciante, l’unico interessato al serpo da migliaia di € ha 5 piccoli dopo 2 anni da vendere, fa questo conto, si tiene un maschio per produrre + piccoli ed una femmina perché serve sempre, gli restano 3 piccoli da vendere, dopo 2 anni il morph banana vale ufficialmente 4000€, ma a quel prezzo è difficile venderlo, quindi Il privato/allevatore/commerciante, lo mette in vendita a 4000€ e forse vende i piccoli a 2-3000€ cad.
Mi spieghi cosa ha guadagnato? E se il suo maschietto non cresce bene o non è un buon riproduttore?
Ma tu vedi solo che quell’anno Il privato/allevatore/commerciante ha incassato dai 6000 ai 9000€ e che quindi dovrebbe pagare le tasse!
vedi la stessa cosa che vede il privato/allevatore commerciante, io vedo invece che quel povero pirla in realtà dopo 2 anni ha recuperato si e no il 90% dell'investimento, escluso spese di corrente,alimentazione e ore lavorative
E considera che questa ipotesi è molto favorevole

Stai gettando paletti pure ai privati da 2 guttate che per inciso non vanno alle fiere, ma le comprano a 100€ da te o dai tuoi negozianti acquirenti, intimandogli di tenersi solo 10 animali, altrimenti devono avere il documento x ed il permesso y, sai come va a finire? Come le hermanni con il cites, nessuno le vuole + e chi le ha le getta nei cassonetti dell’immondizia!
Come dici tu, questo è un hobby, sugli hobby nessuno vuole fastidi burocratici, i commercianti che lucrano sugli hobby sono obbligati ad essere in competizione con gli stessi hobbisti privati, vedasi i mercatici dei mobili d’antiquariato, le auto e moto d’epoca, i francobolli ecc…
Per finire hai detto un sacco di fregnacce ed hai tirato su un bel polverone che speriamo non serva a nulla, perché se servirà sarà solo deleterio per l’erpetofilia, per i privati appassionati e per i commercianti come te, i privaticommercianti non verranno toccati perché si possono adattare, tu puoi riadattare il tuo commercio ?

spero vivamente che tu consideri questo mio scritto come un serio spunto costruttivo perchè è di questo che parlo.

un saluto
aru

# - Inserito da inserito il 13 Ottobre 2011 - 01:06
18
caro Paolo,
prima di tutto grazie per aver speso del tempo dietro a queste "scemenze" e lo dico seriamente. In primis ti faccio notare che dietro ad ogni hobby esiste un mercato con ditte regolari che offrono ciò di cui l'hobbista ha bisogno. Poi molte delle cose che dici hanno già un' esauriente (da parte mia) risposta nei post precedenti mentre altre non la meritano in quanto veramente affermazioni gratuite. Ad esempio che un soggetto con 2 guttate debba infognarsi con adempimenti burocratici o che i privati debbano pagare altre tasse...
Mi limito a fare delle precisazioni. Parto da una temporale: tra quello che si faceva prima e quello che si fa adesso c'è nel mezzo l'avvento di Internet, una rivoluzione sotto molti aspetti che soprattutto ha aumentato in maniera esponenziale le possibilità di vendita e di organizzare fiere sempre a scopo di lucro. Nessuna dinamica di mercato, ma l'incapacità delle autorità di stare al passo con i cambiamenti che questa nuova frontiera della rete ha portato. Alla seconda precisazione magari non ci credi ma ti informo che nel mondo, in Europa ed addirittura in Italia esistono attività commerciali regolari che trattano rettili ed anfibi, cioè vivono vendendo questi animali. Per poterlo fare occorre che tali soggetti siano autorizzati sanitariamente e fiscalmente a svolgere tale attività ed anche sottoposti a vari tipi di controlli. Oggi questi soggetti, gli unici deputati a commerciare animali, sono in difficoltà oltre che per la crisi generale che penalizza in primo luogo i settori "del superfluo" anche per la concorrenza sleale di cui la rete e le fiere sono colpevolmente complici.
Che il mercato sia di nicchia nessuno lo contesta; sono conscio del fatto che non raggiungeremo mai le dimensioni del mercato dell'auto giusto per fare un esempio. Allo stesso tempo però il mercato esiste ed ha pure delle regole fiscali e sanitarie da rispettare da parte di tutti. Proprio in riferimento a queste ultime, vista la loro insufficienza, credo ci sia l'assoluta necessità di proporre qualcosa di nuovo soprattutto che normi la detenzione da parte di privati. Ci vogliamo rendere conto di cosa c'è all'orizzonte? Non solo in Italia ma ovunque la spinta è verso norme per la non detenzione. Anche se questa spinta è molto difficile da contrastare la mia opinione è che per farlo l'unico modo è avere delle autorizzazioni vere frutto di una normativa specifica. Oggi c'è un vuoto normativo che abbiamo il dovere di provare a colmare evitando che lo facciano prima altri con conseguenze "letali" per il settore (e non parlo solo di quello commerciale). Se "per sbaglio" si riuscisse nell'intento si avrebbero degli evidenti diritti ufficialmente riconosciuti e non facilemte cancellabili.
Circa l'aspetto fiscale ho letto le risposte che l'Agenzia delle Entrate ed il Ministero della Salute hanno dato ai quesiti posti dall'Associazione Linneaus. Come avevo più volte cercato di far capire la discriminante è il tipo di vendita "imprenditoriale" che comporta certi obblighi. A conferma di quanto dicevo in post precedenti l'Agenzia delle Entrate precisa che l'attività imprenditoriale è data dal modo in cui si attua la vendita (la non occasionalità) ed addirittura è implicita se ci sono dipendenti (ovvio) o "ci si avvalga di apparati strumentali fisicamente percepibili". Vi pare siano compatibili con la vendita occasionale cechi e ungheresi che fanno tutte le fiere europee con centinaia o migliaia di animali? e molti allevatori italiani che hanno strutture espositive, striscioni, volantini, siti internet, partecipano a molte fiere, etc.? Siamo seri, se si vuole crescere è necessario che ognuno si prenda le proprie responsabilità. Non aggiungo altro a questo visto che mi pare confermi chiaramente che il nostro panorama è ben oltre il consentito.
Quindi ribadisco l'appello a chi organizza fiere e gestisce mercatini online di fare uno sforzo prima nel riconoscere l'aspetto palesemente commerciale delle fiere e dei loro partecipanti, soprattutto alcuni stranieri che di occasionale non hanno niente. Poi chiedo un enorme sforzo, cioè un'iscrizione un tantino più formale, una sorta di autodichiarazione della cui falsità si è responsabili, che possa essere messa a disposizione delle autorità. Insomma è ridicolo che oggi si possano prenotare 20 tavoli a nome "pippi calze lunghe", vendere e non lasciare traccia del proprio passaggio! Iniziamo noi dall'interno a darci le regole e facciamoci trovare "preparati" perchè se ce le danno altri (e di questo passo presto o tardi accadrà) mi sa che sarà molto peggio.
Invece di prenderci per il culo inquadriamoci bene e seriamente nel proprio ruolo di privato, commerciante, organizzatore di fiere, amministratore di mercatini e forum online, etc. essendo consapevoli delle leggi vigenti e della reale situazione in cui operiamo. Solo così si potrà favorire una crescita vera; intendo non solo la numerica diffusione degli animali, ma anche una crescita normativa, di fatturato, di addetti, di diritti, etc...Utopia? forse si Paolo...ma l'alternativa?

# - Inserito da MCS Marco inserito il 24 Ottobre 2011 - 16:46
19
ti rispondo, cercando ora di essere sintetico, tra l'altro il mio post era spaziato per enfatizzare determinati punti che reputo importanti ma il tutto è finito "accartocciato" e chi ha letto merita un premio per la costanza.

ciò che dici è capibile da un commerciante, magari fattibile per il commerciante che vive fuori dall'italia, ma noi siamo in italia, ed io reputo di aver ben compreso il pensiero legislativo italiano
i punti salienti li scrivo in maiuscolo solo per evidenziarli
IL MERCATO DEI RETTILI NON è UN MERCATO APPETIBILE,voi commercianti tutti, vi siete fatti un bilancio fiscale di quanto dichiarate?no? fatelo, poi moltiplicate la cifra per 5 così comprenderete tutto:nero, FATTURAZIONE PIù BASSA DEL REALE VENDUTO, prodotti per la casa che scaricate senza necessità e quant'altro possa esistere.
otterrete che il risultato non arriva al 1.000.000€.il privato ipotizziamo che riproduca per 100.000€ l'anno?
ok QUESTI NON SONO NUMERI, NON è NULLA PER LO STATO ITALIANO.
PER QUANTO RIGUARDA INTERNET, il mondo si evolve, ci sono state manifestazioni per quando a suo tempo la fiat ha licenziato manodopera sostituita con i robot, PURTROPPO NON è POSSIBILE RESTARE INDIETRO, IL PASSATO è UN DOLCE RICORDO, ORA O TI ADATTI O MUORI.
I NOSTRI NONNI ERANO ABITUATI A CAMBIARE UNA VOLTA LAVORO NELLA LORO VITA, A TROVARE LAVORO NEL PROPRIO PAESE, POI ATTENDEVANO LA PENSIONE E CON IL TFR SI COMPRAVANO LA CASA.
I NOSTRI GENITORI HANNO CAMBIATO 2 O 3 VOLTE LAVORO, SI SONO SPOSTATI DAL PROPRIO PAESE ED HANNO RICEVUTO UN TFR A TRANCHE
NOI DOBBIAMO CAMBIARE 6 O 8 VOLTE LAVORO, ED IL NOSTRO TFR SARà TALMENTE RATEIZZATO DA NON SERVIRE A NULLA.
I NOSTRI FIGLI DOVRANNO ADATTARSI A LAVORI INTERINALI CON POSSIBILITà DI DOVERSI SPOSTARE IN GIRO PER IL MONDO PER POTER LAVORARE E PER LORO IL TFR SI STUDIERà A SCUOLA COME SI STUDIA LA CARTA MAGNA O I PATTI LATERANENSI.
lo stato italiano è portato eventualmente a creare una legge capestro, dopo vari mesi in cui si evidenzia l'infattibilità della medesima, comincia a fare deroghe sulla legge creata, oppure, ESCE IL PROBLEMA E LO RISOLVE SEMPRE CON UN DIVIETO OD UNA REGOLAMENTAZIONE SERRATA.
TI CITO:"Vi pare siano compatibili con la vendita occasionale cechi e ungheresi che fanno tutte le fiere europee con centinaia o migliaia di animali?"
E DAILA, ANCORA CON QUESTA STORIA! SE I CECHI VENGONO IN ITALIA CON I PERMESSI IN REGOLA E VENDONO I LORO BISCI A 2€ SARANNO BEN FATTI LORO, NO??SIAMO, PER IL MOMENTO NEL MERCATO COMUNE EUROPEO..
DATO CHE CI VEDI L'INGANNO IN CIò, NON POTREBBE ESSERE UNA MEGA OPERAZIONE DI MARKETING OVE ESSI SVENDONO, GLI ALTRI ALLEVATORI/COMMERCIANTI CHIUDONO E A DISTANZA DI ANNI IL MERCATO RESTA SOLO PIù IN MANO AI CECHI?
FOSSE ANCHE QUESTA ASSURDA MIA IPOTESI, IL FATTO DI VENDERE AD UN PREZZO PIù BASSO è LECITO.
per concludere, so per certo che a causa del rumore che hai fatto 2 anni fa e che continui tutt'ora, ALMENO 4 PRIVATI ALLEVATORI, CHE SI DILETTAVANO A RIPRODURRE 2 -300 SERPI DELLE BALLE, PER PAURA DEI CONTROLLI, POI AVVENUTI, ABBIANO APERTO PARTITA IVA E SI SIANO REGOLARIZZATI PERFETTAMENTE.
sai cosa sta succedendo?ORA, DATO CHE HANNO CAPITO CHE DI SOLI SERPI NON SI VIVE, SI SONO DATI ALLE IMPORT SIA DI ANIMALI CHE DI ATTREZZATURE, RISULTATO?, HAI FATTO NASCERE ALTRI CONCORRENTI CHE SE MORIRANNO COMMERCIALMENTE O CRESCERANNO, POCO IMPORTA, QUELLI SI CHE SONO UN FASTIDIO REALE.
ALTRI COME ME AD ESEMPIO, STUFI DI COMPILARE CARTE, HANNO ABBANDONATO COMPLETAMENTE IL "MEGA MERCATO DEI RETTILI", PERCHè NON RENDE E PERCHè TENERSI 4 BISCI COL RISCHIO DI PERDERSI UN CITES O VEDERSI LE GUARDIE ZOOFILE/FORESTALI/FINANZA IN CASA, NON VALE LA CANDELA.
QUESTO ULTIMO PUNTO L'HAI CAPITO?
la tua mission a parer mio è completamente sballata, continuo a restare del parere che, soprattutto in questo momento di crisi, l'idea migliore è di restare immobili nell'anonimato.
già la crisi ha ridotto di molto gli appassionati, striscia e fastidi animalisti, ci hanno dato del loro, le proposte di legge degli altri stati europei già indicano la via, la burocrazia esistente è già un fastidio, e tu vuoi aggiungercene altra?
A QUESTO PUNTO VOLENDO FAR CASINO, COSA CREDI CHE SUCCEDA SE FACCIO TRAPELARE CHE IL 99% DEI RETTILI SONO PORTATORI DI SALMONELLA?

L'UNICA SOLUZIONE A PARER MIO è L'ESATTO CONTRARIO DEL TUO PENSIERO, COMBATTERE PER ELIMINARE IL CITES 2, CHE RESTERà VALIDO SOLO PER CHI IMPORTA, NON HA SENSO CHE IL PRIVATO CHE SI COMPRA IL REALE DI RANCING DEBBA TENERSI UN FOGLIO OD UN REGISTRO DI CARICO/SCARICO.
MENO CARTA AI PRIVATI EQUIVALE A PIù PRIVATI CHE ACQUISTANO
IDEONA, CHI RIPRODUCE è OBBLIGATO A MICROCIPPARE TUTTE LE NASCITE, SANZIONI PER CHI VENDE O DETIENE ANIMALI NON MICROCIPPATI...
TUTTO MA NON QUELLO CHE PROPONI TU
SALUTI
ARU(PAOLO DASSETTO) NEL POST PRECEDENTE NON è APPARSO IL MIO NOME, MA NON ERA INTENZIONALE
# - Inserito da inserito il 26 Ottobre 2011 - 02:28
20
si purtroppo è una cosa da rivedere perchè questo "compattare" ciò che si scrive è fastidioso.
In riferimento a tutto il resto credo non ci sia niente da aggiungere al tuo farneticare a 360° sui problemi del mondo. Io parlo di problemi strettamenti inerenti il nostro micromercato e quindi è inutile fare voli pindarici sui problemi dell'umanità. L'unica cosa, in riferimento soprattutto agli stranieri che vendono a basso costo, è che ripeto quello che avevo detto in post precedenti: quei prezzi li puoi fare se fai tutto a nero, altrimenti è impossibile ed anti-economico. Non parlo solo della non emissione di scontrino/fattura/ricevuta ma del modo di operare sotto tutti i punti di vista. Proprio perchè siamo in Europa esistono normative circa trasporto, tracciabilità, fiscali, sanitarie, etc. Ovviamente sono applicate automaticamente a chi dichiara di commerciare ed i controlli arrivano puntuali se invece egisci nell'anonimato (dal punto di vista commerciale intendo) resti impunito. Certo la colpa è delle autorità di controllo in primis, capaci solo di accanirsi su chi dichiara invece di tutelarlo. Ma un pò di colpa è anche nostra in quanto complici per comodo di aver favorito questa situazione. Le leggi e dinamiche di mercato non c'entrano un fico secco perchè il 90% di questo minimercato non dovrebbe esistere nei termini in cui è oggi...e se chiedo almeno un pò di legalità che andrebbe a favore di tutti (furbetti esclusi) ti pare il caso di vaneggiare in questo modo?
# - Inserito da inserito il 26 Ottobre 2011 - 18:05
21
guarda che il mio farneticare in voli pindarici era un adattamento al tuo scritto, per farti capire ciò che non hai capito o non vuoi capire, mi sono adattato, nello scritto, al tuo pensiero...
quando tu eri un privato, facevi le medesime cose che fanno ora i privati, ed il ceco o l'ungherese di turno erano i tuoi alleati, ora che hai p.iva, ma soprattutto ora che c'è crisi, ti lamenti di questo sistema.
non hai ancora capito che il prezzo basso degli stranieri può essere vantaggioso per loro e che gli stessi possono essere perfettamente legali, ripeto, dovrebbero pagare le tasse in italia? tu le paghi le tasse spagnole, quando fai le fiere a barcellona?la parola "libero mercato europeo" non ti dice proprio nulla?
permettimi, con il tuo scritto su di un forum pubblico adducendo che per un commerciante " è normale che si venga costretti a fare una fattura più bassa..." QUESTA SI CHE è UNA FARNETICAZIONE DA PARTE TUA, o almeno è una grossolana dichiarazione fiscale, un po' folle a dire il vero!
questo tuo ultimo post (20) non ha stimolo di riflessione, quindi non serve.
potresti analizzare i miei due post precedenti, e farmi un commento punto per punto, io ho sprecato il mio tempo sui tuoi, giusto perchè la mia reale intenzione è quella di chiarire i punti e le proposte fatte da te, che non considero utili per la crescita o per il mantenimento dell'erpetofilia italiana.
veramente pensi che aumentare le gabelle burocratiche sia utile al privato che compra?
veramente pensi che il privato che compra la morph da 5000€, pardon da 350€(dato che bisogna fare fatture più basse per sopravvivere) debba pagare le tasse?
credi che con le regolamentazioni che chiedi, aumentino gli erpetofili e quindi il mercato?
se poi tra noi non vi è punto di incontro, pace, il mio tentativo da ex erpetofilo l'ho fatto, lascio a te la guerra dei mulini a vento, sicuro che così facendo, la prima pala del mulino rotto ti si abbatterà contro.
o si scrive in maniera costruttiva o è meglio lasciare perdere, tra l'altro pare che solo io e te siamo interessati, su fronti contrapposti, ai fatti accaduti, nessun commento oltre ai nostri, sarà che gli erpetofili sono pochi?sarà che a nessuno frega nulla, finchè non viene direttamente interessato?
bha, per quel che mi interessa, ti lascio continuare nella tua crociata, dato che non mi hai capito e che credi di essere nel giusto, il tempo darà ragione a uno di noi e spero per il bene di questo mercatino, che non sia io ad aver ragione..

saluti
aru
# - Inserito da Dassetto Paolo inserito il 27 Ottobre 2011 - 11:29
22
Magari ti pare strano ma ho anche da lavorare con i rettili ed ho risparmiato tempo dicendoti che in post precedenti ho già ampiamente risposto alle tue domande. Perchè devo rispondere di nuovo? Leggi i post precedenti ed hai le risposte. E' evidente che la pensiamo in modo differente e non si tratta di convincersi a vicenda o avere torto o ragione. Ognuno espone il suo pensiero per stimolare ulteriori riflessioni, tutto quà. Ma secondo te perchè ho esposto il mio pensiero in un blog visibile a tutti se non per invitare a riflettere su alcune questioni importanti? Certo sono importanti riferite al nostro mercatino e non alla fame ed alle ingiustizie del mondo. Quindi focalizzando l'attenzione al nostro microambiente provo a ribadire alcuni concetti base: un privato può vendere solo in maniera occasionale e non in forma organizzata. Occasionale ed organizzata non solo parole a caso e la legge parla molto chiaro a riguardo. Sempre per il privato c'è anche l'obbligo di emettere una ricevuta ad ogni vendita e riportare nella dichiarazione dei redditi (sotto altri redditi) la differenza tra queste entrate e le spese "di produzione" documentabili. Assolutamente non si potrebbero avere uno stand espositivo, un sito internet, striscioni, molte partecipazioni a fiere (come venditori ovviamente), etc. Se fai tutto questo per la legge sei un commerciante e quindi dovrebbero scattare tutti gli obblighi sanitari e fiscali che si applicano al commercio di animali (trasporto compreso). Questa è la legge italiana (e non solo). Prova a rivederti la posizione di quasi tutti quelli che sono alle fiere con queste nozioni base che evidentemente non hai. Chiedo solo di ristabilire un minimo di ruoli, oppure possiamo commerciare tutti senza regole? Il guadagno o giro di soldi non determina se commercio o meno. Per esempio per aprire un ristorante (cioè per far mangiare le persone) occorrono delle autorizzazioni sanitarie e fiscali. Dove sta scritto il giro di soldi o il guadagno minimo? potrebbe non entrare nessuno a mangiare ma ciò non toglie che io debba essere autorizzato. Certo che il mondo cambia e quando io ero privato (1985-1994 e 1999-2003) la situazione era molto differente e quello che nasceva si vendeva per la quasi totalità ai negozi perchè unici posti rintracciabili e quasi sempre con autofattura. Adesso la rete internet favorisce un commercio da parte di soggetti privati che propongono in forma "imprenditoriale" animali. Ti invito a leggere attentamente la risposta che l'Agenzia delle Entrate ha dato ai quesiti posti dall'Associazione Linneaus. Apro una parentesi: ma veramente credevano che le cose che dico fossero accuse gratuite? Adesso inviterei la stessa associazione a porre un quesito più specifico: può un privato avere un sito internet con disponibilità (o più discretamente "eccedenze"), strutture espositive, striscioni, partecipare come venditori a 5-10 fiere l'anno, etc.? In pratica lo stereotipo di molti partecipanti alle fiere e vediamo cosa risponde l'AE. Dico questo per far capire quanto siamo fuori strada nel modo di operare ed è ora che si inizi a prenderne coscienza per vari motivi sopra esposti.
Mi rendo conto della situazione reale e per questo chiedo di ristabilire almeno un pò i giusti ruoli perchè alcuni esagerano proprio.
Poi ti farei notare, visto che ti piace analizzare la mia situazione personale, che ho preso partita iva molti anni fa autonomamente ritenendolo necessario in coerenza con il mio pensiero attuale. Del mio modo di operare ne renderò conto alle auorità sanitarie e fiscali visto che sono soggetto ad obblighi ben precisi.
In riferimento alla parte sanitaria ritengo opportuno tentare di intervenire sulle normative a livello nazionale (so che è molto difficile) perchè tutte le situazioni siano normate e quindi autorizzate. Adesso in molti casi i privati devono stare nascosti come ladri, ma ti pare normale? Se lasci stare la strada è segnata: sempre maggiori restrizioni fino al divieto. Proprio perchè ci tengo a questo mercatino ritengo questa l'unica strada da tentare.
Le leggi nazionali esistono, te ne ho dato conto e lasciano il vero privato hobbysta libero di agire entro dei limiti. Perchè questi limiti non devono valere nel nostro settore?
# - Inserito da MCS Marco inserito il 28 Ottobre 2011 - 15:45
23
Le leggi nazionali esistono, te ne ho dato conto e lasciano il vero privato hobbysta libero di agire entro dei limiti. Perchè questi limiti non devono valere nel nostro settore?

si facessero rispettare le leggi esistenti allora, non spingere per crearne di nuove che porteranno alla distruzione dell'hobby.

Guarda che sta succedendo nella gia' regolatissima Austria. Li le leggi ci sono, e in ogni caso ora c'e' una proposta per bandire velenosi e boidi (tutti i boidi).
La terraristica non ha nessun peso, probabilmente non avra' neanche futuro e gli allevatori saranno costretti ad allevare in clandestinita' e riunirsi in sette segrete nelle notti di luna piena. Non credo sia saggio andare a sfruculiare la mazzarella (come dicono a napoli) ora ed accorciare i tempi.

Tornando alle leggi esistenti poi, permettimi di notarlo, sei un po' troppo inflessibile.
Primo perche' un poco di flessibilita' ci vuole, e fare una distinzione tra chi ha un banchetto con un cartellone, un sito internet amatoriale e vende qualche decina di guttata e chi invece vende reali per decine di migliaia di euro bisognerebbe farla.
Secondo, perche' se proprio devi essere inflessibile, sii sempre inflessibile. Sul facebook di Angelo Cabodi scrivi "e' normale che poi si venga costretti a fare una fattura piu' bassa", riferendoti non so se ai commercianti in generale, alla tua situazione particolare, o ambedue.
E invece ti dico no, non e' normale, quella e' evasione bella e buona, quel tipo di evasione che fa male all'italia. Chi vende qualche decina di guttata si evadera' qualche euro, ma non e' la fine del mondo no? e' un hobby, e' qualche spicciolo e le sue tasse le paghera' con il suo lavoro che gli da gia' abbastanza pensieri. Se si deve mettere a pensare anche a fatture, dichiarazioni e rotture di palle varie per qualche colubridetto da 30 euro, o qualche lucertolina della Galizia da 50 euro, gli passa la voglia e non riproduce piu'. Sono gli hobbisty gli unici a riprodurre animali particolari ormai, gli altri , quelli che lo fanno per soldi, riproducono solo palla e boa, che e' piu' facile e, teoricamente, economicamente piu' vantaggioso. Se allontaniamo gli hobbisti dalla passione e' la fine e si accellera quel percoso verso un allevamento monospecie che gia' e' stato intrapreso da tempo.
Il commerciante che evade invece, evade per cifre grosse, essendo questo il suo principale e spesso unico lavoro. E leva 2000 euro su una fattura a un palla qua, 10000 euro a un palla la' ed ecco che con un palla solo evade quando 100 appassionati di Lacerta messi insieme.
Quindi il mio consiglio sarebbe non di cercare dannose nuove leggi, ma di essere inflessibile contro i commercianti che evadono e inflessibile contro chi alleva e vende animali per decine di migliaia di euro, inflessibile insomma con quella tua parte di clienti e amici che compra palla supercostosi da te (non crederai certo che li tengano per soprammobile?) , non con quella parte di clienti che hai che ti compra una coppia di frustini verdi americani e dopo tanto amore li riproduce e vende i piccoli a 10 euro l'uno senza fattura.
Ce l'hai contro chi ti rovina il mercato? hai ragione. Se proprio vuoi fare qualcosa, passa alla finanza la lista dei tuoi clienti che hanno comprato animali dai 2000 euro in su
per favore non farti venire idee strampalate che, se ascoltate dalla persona sbagliata, possono distruggere la terrariofilia italiana.
# - Inserito da Nazzza Nazzareno miele inserito il 29 Ottobre 2011 - 22:27
24
A volte mi pare che venga messo tutto in frullatore e mescolato.
Quelle che esistono già sono le leggi fiscali che nessuno nel nostro settore pare conoscere. Nei blogs ho visto le più strampalate opinioni su quello che si può o non si può fare, anche da parte di "esperti". Alla fine l'associazione Linneaus ha posto dei quesiti all' AE ed io mi domando: ma fino ad adesso allora agivano tutti senza conoscere le regole? La risposta è si.
Su questo fronte ho solo detto che ognuno ne sia conscio ed agisca con maggiore responsabilità e per far questo ho ritenuto di doverle richiamare nel generale stupore, come se stessi parlando una lingua aliena. Sempre su questo fronte il problema lo pongono solo alcuni (non i piccoli poveri appassionatissimi allevatori). Parlo di chi commercia veramente molti animali senza regola e quindi mi riferisco a molti stranieri ed anche a qualche italiano. In proporzione è come se la fiat, la reanult, le ford e la mercedes agissero completamente in nero. Non credi che gli altri si risentirebbero? Il problema non è certo sul fronte reali morph, ma su quello degli animali più commerciali, che tra l'altro sono la mia attività principale. Quindi su questo fronte (fiscale) chiedo solo un pò di buon senso da parte di tutti per evitare le macroscopiche (in proporzione al settore) situazioni fuori regola. Ti pare inflessibilità? forse confondi lo spiegare la normativa (questa si inflessibile come logico che sia) con la "richiesta".
Una normativa nazionale servirebbe invece sul fronte igienico-sanitario a mio parere. Il perchè è semplice: gli animalisti sono politicamente molto forti e vogliono vietare la detenzione degli esotici. In altri settori con le spalle ben più larghe ce l'hanno dura ma il nostro settore lo possono fare a pezzi quando vogliono. Vedo come unica possibilità quella di anticiparli e proporre qualcosa che normi tutte le nostre varie situazioni in maniera da averle autorizzate al 100%. Mi rendo conto delle difficoltà ma lasciare stare è come mettere la testa sotto terra e prima o poi ti passano sopra.
Per ultimo vorrei dire a te Nazzareno ed altri che fanno gli stessi appunti di non parlare a sproposito di cifre e guadagni supposti senza conoscere le cose e mi pare anche senza sapere quanto è difficile avere una piccola attività oggi in Italia. Grazie comunque per l'intervento.
# - Inserito da MCS Marco inserito il 30 Ottobre 2011 - 10:41
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Il problema non è certo sul fronte reali morph, ma su quello degli animali più commerciali, che tra l'altro sono la mia attività principale.
Forse non e' sul fronte dei morph di reali perche' in Italia non c'e' nessuno che puo' competere con te a reali, per questo il problema e' sugli animali di valore piu' basso. E dove li prenderesti tutti gli animali da rivendere, visto che non sono i morph la tua attivita' principale? I boa, le guttate e le altre bestie le pagheresti pochi spiccioli da allevatori privati italiani e stranieri, come sempre hanno fatto i negozianti. In questo caso andrebbe bene "svalutare" (come tu dici facciano i privati) l'animale solo per metterci poi sopra il tuo ricarico? Insomma a te non va proprio giu' che il passaggio tra le tue mani venga saltato. E dove mai avrei parlato a sproposito di cifre e di guadagni? I prezzi dei morph di reali li conoscono tutti, sono in rete, e purtroppo ne ho comprati anche io in passato. Se ci guadagni o meno tu o gli altri non mi interessa, non e' questo il punto della discussione. Chi non ci guadagna farebbe meglio a cambiare lavoro, non a rompere le scatole agli altri che non lo fanno per lavoro / guadagno.
Gli animalisti sono forti e spingeranno verso il ban totale nonostante qualsiasi regolamento e autorizzazione tu possa avere. Lo stanno facendo in ogni parte del mondo, piu' o meno regolata. O credi che avendo l'autorizzazione dell' ASL e altre fantomatiche autorizzazioni un terrarista possa stare tranquillo? Guarda cosa stanno facendo i politici dappertutto, guarda cosa fanno gli animalisti agli allevamenti di animali da laboratorio, e credo che nessuno abbia piu' controlli sanitari e piu' autorizzazioni di laboratori del genere. E i politici non fanno altro che appoggiarli perche' e' sicuramente piu' facile prendere voti appoggiando gruppi animalisti, che appoggiando pochi che torturano, ammazzano e confinano animali in gabbia. E questo anche se per fini medico scientifici, immagina un poco se per diletto o per soldi.
# - Inserito da Nazzza Nazzareno miele inserito il 31 Ottobre 2011 - 03:44
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una domanda per tutti , appassionati e commercianti che vale in questo piccolo mondo come in tutto il resto : preferite acquistare da un commerciante-allevatore che ha un cites sicuramente regolare ( al 99% se è onesto , l'1 % lo lascio per chi non lo è già di suo ) , da garanzie e vi consegna l'animale in tempi brevi con regolare fattura/cessione ( anche SE FOSSE poi leggermente ritoccata ) , o da uno qualsiasi che non vi da garanzie , magari vi truffa , vi fa aspettare mesi , magari rilascia cites (?) inventati o strani senza garanzie poi sull'animale stesso in termini prettamente economici e di salute ?
nel mezzo tra i due ci sono poi i privati seri che rilasciano regolari cessioni verificabili presso il C.F.S. con una semplice telefonata se si parla di animali CB quindi persone serie che ovviamente vogliono e pretendono che i furbi forse la smettano di " rovinare un piccolo settore cosi chiamato e che potrebbe crescere ".

altra cosa in merito ad eventuali animalisti o politici che se vogliono possono rovinare comuque tutto.
altra domanda : preferite perdere una " guerra " in partenza senza nemmeno lottare e poi magari lamentarvi senza titolo poi , oppure preferite combattere una " guerra " magari perdendola , ma combattendola sul campo ?
tra il fare una proposta , applicarla e poi magari vederla schiacciata e tra il non farla e venire schiacciati comunque , penso sia sempre meglio la prima.
Almeno dopo si che ci si può " incazzare " . La guerra se la perdi combattendo hai il diritto di incazzarti , se la perdi da coniglio in un angolo , devi tacere e andare via con la codina tra le gambe.
Quindi lo spirito arrendevole lo lascio ai perdenti in partenza.
Da qui in poi ci sono mille varianti che possono essere discusse della proposta del Sig. MC Serpenti , cambiate , valutate , quello che volete , ma tra lui che ci mette la faccia , si espone prende insulti gratuiti ( spesso a mio avviso inutili e dannosi non per lui ma in generale ) e chi invece nascosto nell'agolino prolifera nel danneggiare sia un settore ( quello commerciale ) sia quello privato ( privati illusi che poi non credono più nella passione ) preferisco sempre la prima.
Nessuno dice che dobbiamo essere tutti amici , ma la correttezza e la serietà ci vogliono sia con gli amici che con i nemici.
E poi , vedo contestazioni al fatto che il Sig. MC Serpenti difenda la sua attività e voglia correttezza ... ma tanto di cappello , cosa dovrebbe fare ? se non difendere una cosa per la quale vive e ci campa ?
Voi ( per chi ha attività ) non difendereste il vostro negozio/attività/allevamento se arriva uno e davanti alla vetrina magari abusivamente si mette a vendere le stesse vostre cose magari a prezzi inferiori in barba ad ogni legge o regola almeno civile ?
Quindi prima di cadere nell'incoerenza e nell'ipocrisia , sarebbe meglio riflettere a fondo.
Ho letto tante chiacchere , ma di controproposte niente... se non quella appunto di nascondere la testa.
Ecco , fino ad oggi in questo Paese si è fatto cosi in tutti i settori e la situazione attuale non devo certo descriverla io .
La rovina di questo Paese sono proprio quelli che nascondono la testa.
Non lamentatevi poi se il Paese collassa.
" Solo i morti e gli stupidi non cambiano mai opinione " (James Russell Lowell)
# - Inserito da Un piccolo Appassionato inserito il 31 Ottobre 2011 - 15:36
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Non capisco perchè disturbi tanto il fatto che il commercio debba essere fatto dai commercianti, lasciando ai privati quello che compete loro come in ogni altro settore. Non si tratta di voler avere tutto nelle mie ma in quelle di tutti coloro che sono autorizzati a commerciare. Ho detto forse un'eresia? Forse il commercio deve essere fatto dai privati senza limitazioni? Ti faccio un esempio per intenderci meglio: un medico dentista che non fattura tutto (spesso su richiesta del cliente che paga meno) non è la stessa cosa di chi esercita la stessa professione senza averne titolo ed in totale evasione fiscale.
Un commerciante acquista ai prezzi che gli permettono un guadagno decente. E' chiaro che se le guttate si trovano a 10€ o i boa a 25€ in fiera per colpa degli stranieri che ne vendono grandi quantità a nero e praticamente senza ricarico, quanto dovrebbe offrire un commerciante ad un allevatore italiano per una guttata od un boa? Inoltre c'è da tener presente che un commerciante (soprattutto un grossista) deve acquistare nel periodo delle nascite notevoli quantità da rivendere poi nei mesi successivi ed il mantenimento del magazzino ha un ulteriore costo. Pagare un animale 10 e venderlo a 20 non significa guadagnare 10. Ma queste sono ovvietà talmente grandi che mi pare quasi incredibile doverle scrivere. Ne dico anche un'altra: se il mercato fosse un pochino più regolare magari un'elaphe guttata si venderebbe a 35/40€ ed un boa a 70/75€ in fiera ed il commerciante potrebbe anche acquistare dal privato italiano ad un prezzo maggiore.
Altro che mancanza di competizione, sul fronte reali morph c'è molta concorrenza invece (tu stesso dici che ci sono solo reali in giro) e pure sleale. Il fatto è che hanno ancora un margine tra il costo di produzione ed il prezzo di vendita e quindi non si manifesta ancora il problema; ci sono ancora in altre parole margini di manovra che abbiano un senso commercialmente parlando. Pongo una domanda: perchè cechi ed un ungheresi non li hanno? Io do la mia risposta (magari ce ne sono altre plausibili): Commerciano con margini che a stento gli permettono di vivere operando in nero (figuriamoci se dovessero farlo con un pò di tasse ed autorizzazioni) e questo non gli permette di acquistare animali "di valore". Appena arriveranno ad averli distruggeranno anche quel settore. Questo è uno motivi che ha spinto gli altri ad avere solo reali o boa costosi, animali insomma sui quali ancora non ci hanno messo le mani e che possono ancora essere commercialmente convenienti. Infatti nella mia dittà ho dovuto smettere di allevare, perchè non più conveniente, cenchria c., morelia variegata e viridis, guttate, lampropeltis, a. madagascariensis, a. dumerili, sanzinia, molurus, a. papuana, boa c.c., pogona , leopardini ed altro. Non sono certo contento di avere solo python regius in allevamento, avrei preferito portare avanti progetti per me più interessanti che come ditta avrei potuto sviluppare ad alto livello, ma poi i conti non sarebbero quadrati a fine mese ed io, come credo qualunque altra persona che lavora, non mi alzo la mattina per la gloria.
# - Inserito da MCS Marco inserito il 31 Ottobre 2011 - 18:31
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Paragonare chi vende qualche guttata senza fattura a chi esercita abusivamente la professione medica mi sembra abbastanza fuoriluogo. Quelle che per te sono ovvieta' lo sono anche per me, non c'e' bisogno di spiegare i costi di un negozio. Quella che a me sembra una ovvieta', e che mi sembra assurdo spiegare, e' come alcuni negozianti non capiscano che nel 2011 un negozio non possa piu' vivere vendendo guttatine e boa. Il mercato americano dovrebbe essere un esempio, non solo un posto dove comprare animali da rivendere in Italia. I negozi che funzionano qui sono prehistoric pet, ben siegel, o allevatori come BHB.
Questi si sono adeguati ai tempi. Qui in USA c'e' una concorrenza maggiore dei privati rispetto a quella che c'e' in Italia, ci sono fiere ogni settimana, su Internet si muovono davvero quantita' grosse di animali. E in ogni caso sono favorevoli alle fiere, ad internet e non hanno nulla contro i privati che riproducono, semplicemente perche' hanno saputo sfruttare i cambiamenti. vendono e si fanno pubblicita' su facebook, su youtube, i ragazzi di BHB sono delle star che in fiera firmano autografi. Sono i principali finanziatori dell' Usark, e non ci pensano neanche un secondo ad appoggiare ulteriori legislazioni, anzi sborsano soldi proprio perche' queste nuove leggi non passino. Poi continui con sta storia dei cechi, ma tu per caso sai che legislazione sanitaria e fiscale c'e' da loro? , non credo che gli Spagnoli, gli Olandesi o i Tedeschi ti vengano a fare i conti in tasca o a controllare come operi in Italia quando vai in fiera da loro. E in ogni caso, anche se tutti emettessero fattura, tu credi che il privato che vende in fiera una guttata a 15 euro, emettendo fattura alla fine la venderebbe a 30? non credo proprio, non sono quei 15 dollari che fanno la differenza. Molti riproducono per divertimento e vanno alle fiere per divertimento, quei 15 euro di differenza non gli interessano. Infine non capisco una cosa, mi sembra che tu ti contraddica, ma forse sono solo stanco , potrai spiegarmi meglio. Poche righe piu' in alto scrivi: "Il problema non è certo sul fronte reali morph, ma su quello degli animali più commerciali, che tra l'altro sono la mia attività principale". Nel post seguente scrivi: "Infatti nella mia dittà ho dovuto smettere di allevare, perchè non più conveniente, cenchria c., morelia variegata e viridis, guttate, lampropeltis, a. madagascariensis, a. dumerili, sanzinia, molurus, a. papuana, boa c.c., pogona , leopardini ed altro. Non sono certo contento di avere solo python regius in allevamento, avrei preferito portare avanti progetti per me più interessanti che come ditta avrei potuto sviluppare ad alto livello, ma poi i conti non sarebbero quadrati a fine mese ed io, come credo qualunque altra persona che lavora, non mi alzo la mattina per la gloria". Insomma allevi solo reali per far quadrare i conti a fine mese, pero' non allevi piu' pogona , leopardini, guttata e lampropeltis che sono la tua attivita' principale. Ma se non li allevi e sono la tua attivita' principale, tutti sti animali da chi li compri? Dai cechi a 4 soldi? Boh, credo mi sfugga qualcosa. Cmq non e' compito e nemmeno interesse mio dire come tu debba portare avanti i tuoi affari, ma da osservatore quello che vedo e' un tentativo affannoso di mantenere in vita un modello che non e' piu' valido, e questo tuo modo di fare, questo si mi interessa, e' rischioso per tutta la categoria.
# - Inserito da Nazzza Nazzareno miele inserito il 01 Novembre 2011 - 04:44
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ciao marco
sai quante leggi ci sono attive in italia? no? te lo spiego io, feci questa domanda ad uno dei miei avvocati che mi rispose" secondo una linea di pensiero del prof. x si parla di 700.000/800.000 leggi, ma secondo l'altra linea di pensiero del prof. y si pensa che superino il milione".
nessuno le conosce tutte, figuriamoci il privato che dovrebbe seguirle per essere in regola.
il problema è proprio quello, le leggi ci sono e con un milione di leggi, è facile per gli organi competenti cadere nella tentazione di utilizzarne una o l'esatto opposto in base a come tira il vento.
la mia proposta è quella di non spingere i legiferanti a farne altre o a far casino per attirare l'attenzione, magari facendo credere ad una dimensione di mercato che in realtà non è, il rischio di esser schiacciati è + alto del rischio di un ipotetico benefit alla categoria.
la tua proposta è regolamentare, magari creando altre leggi, altro casino, pensi di essere nel giusto e te lo auguro, per me sbagli in pieno, e te lo dimostrerò dandoti corda in questa tua crociata, TU SEI IL COMMERCIANTE CHE TRATTA ANIMALI, io ho un'altra tipologia d'azienda e ad oggi, sugli animali mi interessa solo più ciò che esce sul nuovo documentario del national.
UN PICCOLO APPASSIONATO: sei una contraddizione unica, io ho dato proposte e non ho nascosto la testa, rileggimi, e non nascondere tu la testa non mettendo il tuo nome e cognome ma un semplice nick name.
da come scrivi, credo che tu sia un quindicenne che prende le parti a partito preso, forse per ottenere uno sconto sullo spider di turno.
nessuno attacca marco, lui ha messo la faccia (+o-) nell'esposto ed io gli ho esposto il mio pensiero, magari irritato, ma irritato a ragion veduta.
non ho capito bene il paragone con la fiat e la ford sul privato commercianteinnero...praticamente intendi che quei 3o 4 privaticommerciantiinnero italiani e 2 stranieri d'oltrelpe abbiano in mano il 99% del mercato dei rettili?
in riferimento alla tua ipotesi sul perchè i cechi/ungheresi non hanno reali morph.
feci a loro io stesso a suo tempo questa domanda, mi risposero che a loro non interessa un serpe che fa poche uova, vogliono riprodurre numeri a basso prezzo, non pochi animali a migliaia di € entrando in concorrenza con mezzo mondo.
pagano l'energia elettrica un quinto ed il gas un sesto di quello che paghiamo noi, ma fidati, se volessero, li hanno i soldi per comprarsi il banana ball di turno e fidati ancora, quando il banana ball costerà 300€ usciranno fuori con centinaia di esemplari, già ci stanno lavorando.

permettimi marco, credo che tu non abbia capito una cosa fondamentale, non siamo in usa ed il modello di allevamento/commercio che hai importato non regge qui in italia.
la sudderland, i barker,ron tremper,e compagnia cantando, sono partiti allevando e vendendo topi e ratti, con il ricavato si sono dati ai serpi, ma il loro guadagno principale deriva sempre dai topi e ratti che vendono, mica da un bananachampagnepiebald che vendono a 50.000$
in usa ci sono poche chiare e seguite leggi che permettono a chiunque di essere in regola e che non soffocano il mercato, qui in italia no!
gli allevatori di ball delle balle, seguono il mercato permettendo ai privati che comprano da loro di guadagnarci dagli acquisti, così facendo lo alimentano, se non capisci ti farò degli esempi.
se già hai smesso di allevare altre specie di serpi non più remunerative, avresti dovuto capire che il mercato dei morph stava finendo, già due anni fa.
il tuo errore è stato entrarci in ritardo, quando già era "sputtanato"
consiglio mio, spremi lo spremibile da ciò che può ancora dare, ma comincia a guardarti attorno su altre fette di mercato, se non l'hai ancora fatto.
una domanda, continuamente ti reputi un commerciante, ma hai fatto investimenti per allevare, è un controsenso.
se facevi il commerciante puro, potevi benissimo importarti 100 pied, i 3 più belli li mettevi in vendita a 10.000, se li vendevi meglio, sennò quando erano adulti ed invenduti te li riproducevi, poche bestie, poco lavoro, alta resa.
invece hai investito in rack da allevamento, in femmine ancestrali e maschi morph, in tonnellate di ratti e topi che togli alla vendita per alimentazione interna(quelle due o tre volte che sono venuto da te volevo per l'occasione ratti e topi che non mi hai venduto perchè ti servivano per il tuo allevamento)
hai investito probabilmente in dipendenti che devono pulire/accudire i riproduttori, in un ecografo, hai spazio aziendale di cui paghi affitto o rendita catastale, occupato dall'allevamento,spazio che potrebbe essere utilizzato per stoccare altri beni commerciabili ed hai capitale fermo che avresti potuto investire semestarlmente in animali da basso valore ma da grande smercio.
sei a rischio malattie in allevamento e rischio di produrre 500 enchi pastel che il mercato non richiede per quell'anno, quando invece di tale impegno lavorativo, ti mettevi d'accordo con i privatiallevatoriinnero che ti avrebbero rifilato volentieri le loro eccedenze anche in conto vendita, quando avresti potuto con questo stesso sito e la seria nomea che ti sei fatto, fare prevendita ad inizio anno per poi capire cosa mercato richiede.
bho, io avrei agito diversamente.
....curioso il tuo paragone con il dentista che dichiara meno...magari ha poi un fracco di liquidi da ripulire, è un rischio anche quello!
un saluto
aru
# - Inserito da Dassetto Paolo inserito il 02 Novembre 2011 - 04:26
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In riferimento al post #28: Nessuno vuol far quel paragone. Infatti vendere qualche guttata rientra nel libero operare di un privato mentre non vi rientra chi partecipa a 20/30 le fiere l'anno e vende decine o centinaia di animali (migliaia in alcuni casi). Il tutto condito con listini, siti, strutture e quant'altro. Ti piace molto insistere sul povero appassionato che vorrei tartassare perchè vende 2 guttate. Mi pare di aver più volte chiaramente spiegato che non è così e francamente non capisco perchè ripeti sempre questa cosa. Perchè un negozio (luogo controllato ed autorizzato al commercio) che vende guttate e boa non dovrebbe esistere nel 2011? Chi dovrebbe vendere questi animali? Quello che non dovrebbe esistere nel 2011 sono soggetti palesemente commerciali che operano senza esserne autorizzati con la complicità di altri soggetti. Non si tratta solo della non emissione di fattura. Prima di questa occorre essere una ditta, avevre locali a norma con autorizzazioni sanitarie, essere in regola con la normativa CE sul trasporto, nel caso degli stranieri fare le comunicazioni UVAC per portare in Italia i propri animali ed altro. Tutto questo, sommato alla non emissione di documenti fiscali, ha un costo che oggi alcuni soggetti eludono in parte od in toto, permettendo loro di praticare prezzi bassi ripsetto ad un soggetto che opera regolarmente.
Circa il paragone americano ti faccio solo presente che oltre ad una pressione fiscale italiana pazzesca (e non mi riferisco solo alle tasse sul reddito) esiste l'iva oggi al 21%. Su ogni vendita commerciale il cliente deve pagare questa percentuale in più. Ti pare uno svantaggio da poco rispetto al furbo di turno? vuoi che ti faccia il solito esempio fatto 1000 volte per vedere cosa rimane in tasca al furbo e quanto al commerciante con la solita cifra pagata dal cliente? In america questo non esiste e quindi non esiste questo problema. Circa l'osservazione del male italiano dell'evasione ti faccio presente che l'iva (21% sulla maggior parte dei beni) è pagata dal cliente finale. Tradotto: il solito cittadino pagherebbe molto più salato il conto dell'elettricista, imbianchino, dentista, idraulico, etc.. Questo non vuol dire che vada bene evadere ma che il problema è complesso e non sono certo le grandi ditte a fare del nero ma una infinita somma di piccole situazioni.
La mia attività prevede allevamento si ma anche acquisto e vendita. Gli animali che ho smesso di allevare ed altri li acquisto principalmente dall'estero sia CE che extra CE con tutta la documentazione prevista dalla normativa (fatture, certificati sanitari e comunicazioni alla ASL dell'arrivo). Così deve lavorare un soggetto che commercia e questo è ciò che chiedo. Il privato ha tutta la libertà che vuole di praticare il suo hobby ed io sono il primo a volerlo per ovvi motivi, ma ha delle limitazioni sopra esposte, altrimenti non è più un privato ma svolge attività imprenditoriale abusivamente praticando una concorrenza sleale.
Termino notando che tieni molto più a farmi osservazioni personali e conti in tasca (aggiungerei piuttosto confusamente essendo poco e male informato) che a parlare dei veri problemi che ho posto. Quindi ti pongo io qualche domanda allo scopo di riportare la discussione in tema. Convieni che alle fiere e su internet molti non sono l'appassionato con 2 guttate? Convieni che se si vuol vendere animali in forma imprenditoriale (definito dalla legge) occorra averne titolo? Convieni che le spinte animaliste danno poca speranza di lasciare in pace il nostro settore? faresti un tentativo anche se difficile o preferisci restare a guardare? Eventualmente che tentativo faresti?
# - Inserito da MCS Marco inserito il 02 Novembre 2011 - 10:33
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in riferimento al post #29:
sappiamo benissimo che l'Italia è il paese con più leggi e commercialisti. La legge in materia fiscale già esiste e nessuno ha proprosto niente. Ho solo voluto informare tutti della sua esistenza perchè ho avuto la vaga sensazione, magari mi sbaglio, che molti la ignorassero completamente. Questo al fine di riportare almeno un pò dell'ordine che essa richiede, evitando le macroscopiche (in rapporto al settore) sue infrazioni.
Quello che invece propongo di discutere non è una nuova legge, ma lo strumento da dare all'organo competente di controllo (ASL nel nostro caso) per evitare grossolani errori nel valutare certe situazioni. Avere condizioni più che ragionevoli per tenere animali a livello privato in cambio della completa legittimazione mi pare un traguardo importante. Inoltre la vedo come unica possibile soluzione con i venti di proibizionismo che soffiano. Magari non sarà sufficiente ma se l'alternativa è solo la rassegnazione permettimi che preferisco fare un tentativo.
Circa le marche d'auto ti pare che quelle che ho elencato abbiano il 99% del mercato europeo delle quattro ruote? Ti pare anche che siano 3/4 le solite facce ad ogni fiera europea con decine e centinaia di animali in vendita?
Anche a te Paolo domando perchè, come altri, porti sempre la discussione sulla mia situazione personale? Pongo problemi generali riferiti a tutto il nostro settore, con argomenti e dati di fatto, ma puntualmente si cerca di analizzare la mia situazione cercando la contraddizione o il difetto. Credo siano poche le persone, forse nessuna, che non sbagliano mai, ma questo è un altro argomento ed analizzare le situazioni del singolo non serve a risolvere i problemi che ho posto. Pertanto invito anche te, se credi,a rispondere alle domande che ho fatto nel post precedente.
# - Inserito da MCS Marco inserito il 02 Novembre 2011 - 11:09
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Ti faccio notare che a te per nulla e' chiara la legislazione e pressione fiscale americana. E ti ripeto per l'ennesima volta che secondo me sei un po' confuso, perche' prima scrivi che le leggi ci sono, e poi non si capisce perche' ne vuoi promuovere altre se non si e' capaci di applicare neanche quelle che ci sono.
Io non dico che bisogna proteggere l'evasore e chi vende migliaia di animali. Dico che e' il caso di far rispettare le leggi esistenti, senza promuovere inutili e, permettimi, ridicoli regolamenti / leggi. proposte su controlli di mercatini online, di permessi sanitari per privati che allevano piu' di tot animali, posizioni contro le fiere di serpenti, queste sono le proposte che trovo ridicole.
Tu paghi le tasse (piu' o meno da quello che scrivi), hai certificati sanitari perche' questo la legge richiede, comunichi spostamenti degli animali perche' sei un commerciante? Benissimo, allora mi sembra che le regole ci sono. Che rispettino anche gli altri che fanno il tuo stesso lavoro queste regole.
Chi riproduce animali per decine di migliaia di euro e non rispetta queste leggi fa esattamente il tuo lavoro, ma illegalmente. Perche' non far rispettare le leggi esistenti allora (visto che tu le rispetti), invece di promuoverne altre? L'associazione ha fatto un buon lavoro.
c'e' la risposta dell agenzia delle entrate per le dichiarazioni sulle vendite degli animali, il ministero della sanita' per quanto riguarda il trasporto dei rettili. Di cosa altro hai bisogno?
# - Inserito da Nazzza Nazzareno miele inserito il 02 Novembre 2011 - 15:12
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Vedo che non ritieni opportuno rispondere alle mie domande, pazienza. Provo con altre. Esiste l'iva negli Stati Uniti oppure solo qualche piccola tassa locale sulle vendite valida per tutti? 1000usd incassati da un privato americano in cosa differiscono da quelli incassati da un professionista sempre nord americano? poi ti faccio la stessa domanda riferita all'Italia.
Vista la legge fiscale italiana che più volte ho richiamato, ribadita anche dall'AE, è fuori dubbio che molte situazioni siano fuori regola; tu cosa proponi? Denunciare tutti? Io ho solo richiamato la normativa, che pare fosse sconosciuta, chiedendo dall'interno una maggiore responsabilità di tutti per evitarne gli abusi? Vuoi vedere che l'inflessibile alla fine sei tu?
Fiscale, sanitario, fiscale, sanitario, fiscale, sanitario,...provo con la ripetizione: sono due ambiti separati, divisi. Circa il primo esiste già una legge nazionale uguale per tutti sia che tu venda pitoni o elaphe oppure quadri o vestiti e non ho proposto niente di niente ed è quella di cui parlavo poco sopra. E' il secondo ambito che è scoperto da una normativa che consenta alle ASL di valutare le singole situazioni private per la detenzione di animali "esotici". Adesso dipende da chi trovi a farti il controllo, e già questo mi farebbe paura, ma domani ci sarà una legge che ne impedirà la detenzione oppure, con maggiore probabilità, lo permetterà a condizioni di fatto inattuabili. Proporre noi una regolamentazione a step con doveri/diritti anticipando altri che la nostra passione la odiano mi pare oltre che sensato anche l'unica possibilità di continuare ad esistere. Ovviamente è solo la mia opinione.
# - Inserito da MCS Marco inserito il 02 Novembre 2011 - 18:28
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Marco scusami ma quali sono le domande a cui non risponderei? per piacere riformulale.
Non esiste l'IVA cosi' come e' in Italia, esistono tasse che cambiano da stato a stato, per esempio qui a NY e' l'8 , qualcosa. In ogni caso le tasse qui non sono basse come molti pensano. Qui le tasse sono basse solo per i multifantastimiliardari (per questo sta tanta gente incavolata nera). Per farti il mio di esempio, al momento pago fino al 41% di tasse su quello che guadagno, e ti assicuro e' doloroso.
Non capisco cosa intendi per la differenza tra i 1000 dollari del privato americano e del professionista. Se intendi che pagano tutti e due le tasse ti sbagli di grosso. Qui in fiera a whiteplain le fatture le fanno solo BHB e pochissimi altri grandi, nessuno dei privati le fa. Su decine di animali che ho comprato qua , se ricordo bene, solo due mi hanno fatto la fattura, e nessuno dei due, o forse uno solo, non ricordo, e' un privato. Neanche sul commercio su internet nessuno fa la fattura a meno che non siano negozi o professionisti. E questi si la fanno per intera, non come gli italiani che le sgonfiano.
Perche' mai vorresti spingere per dei controlli sanitari a casa delle persone? Hai visto come funziona in italia con le guardie zoofile e simili. Quelli che devono controllare non capiscono nulla di animali, di esotici meno che zero. Se vogliono, per "animalismo" o ignoranza non importa, la prima cosa che fanno e' sequestrarti gli animali. Povere bestie che verranno mandate, a spese del malcapitato, a morire in mano di qualche incapace. E' questa non e' la mia opinione, questi sono fatti. Basta leggere i giornali o vedere quei delinquenti di striscia.
In ogni caso credo che in caso di ambiente malsano i servizi sanitari possano prendere provvedimenti. Quando vivevo in Italia un vicino aveva un canile infestato di zecche, chiamarono , disinfestarono e gli fecero anche la multa. Immagino sia simile per i rettili, no? perche' farne altre? Affidiamoci al buon senso delle persone e, se ti devo dire la mia per esperienza personale, le cose mostrouse le ho viste solo da negozianti, importatori e grossisti. I privati di solito gli animali li tengono bene tranne rari casi.
Cmq, tornando a questa regolamentazioni, sai benissimo che anche se sei a posto, prima ti sequestrano gli animali e poi il giudice decide, intanto devi pregare che la meta' ti ritorni viva. Credo che questa tua sia solo una iniziativa per scoraggiare il privato dal riprodurre animali, e che tu la stia nascondendo dietro un goffo tentativo di regolamentazione per il bene futuro della tarrariofilia. Ovviamente questa e' solo la mia opinione.
Cmq per finire si, se vuoi fare qualcosa , invece che pensare a regole nuove, denuncia chi non rispetta quelle esistenti. Quale sarebbe il problema? che sono amici che ti ritrovi in allevamento un giorno si e l altro pure?
# - Inserito da Nazzza Nazzareno miele inserito il 03 Novembre 2011 - 01:15
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ti rispondo, anche per riportare il tema a qualcosa di costruttivo.

"Convieni che alle fiere e su internet molti non sono l'appassionato con 2 guttate? "
no non convengo, su internet ci sono (vado a memoria) 12 "venditori" di origine privata che mettono in vendita non occasionalmente nel numero di post, sempre i soliti 30 animali annuali, di questi 12 ne conto 7 che hanno aperto partita iva e si son lanciati sul commercio di animali in grande(100-300 animali annui).
se vuoi mandami una mail dove TU mi fai i nomi ed i cognomi, a me risultano solo 12.
poi ci saranno, ipotizzo per eccesso, 20/30 privati con 20-30 animali nati a loro che postano saltuariamente per cederli.
questi a parer mio non sono numeri che dovrebbero spaventare un commerciante quale tu sei, se mi contesti, mandami una mail privata, ove mi elenchi nel dettaglio tutti quelli che reputi grandi evasori fiscali che vendono migliaia di animali in nero, secondo me non arriviamo a 20 personaggi in tutta italia, ma potrei sbagliarmi, son fuori dal giro ormai da un paio d'anni

"Convieni che se si vuol vendere animali in forma imprenditoriale (definito dalla legge) occorra averne titolo?"

dipende, se sono un appassionato che ha 10 coppie che sfornano 50 piccoli, non posso avere un sito internet?non posso scimmiottare(come fai tu) gli ammericani con striscioni, magliette e mutandine con il logo del mio allevamento?
ma tu parli di gente che commercializza migliaia di bestie in nero, io non li conosco, mi mandi una mail privata, perchè sul blog pubblico non si possono fare nomi, ove tu mi dici direttamente di chi stai parlando?se non mi invii nulla ma mi contesti solo, mi sembri sempre come gli ammericani che hanno fatto la guerra del golfo contro saddam perchè aveva armi di distruzione di massa...mai trovate!

"Convieni che le spinte animaliste danno poca speranza di lasciare in pace il nostro settore? "
qui ne convengo, personaggi ombra, sfruttando gli animalisti dirottano il pensiero del popoletto al benessere animale che sarebbe anche corretto se non che è palesemente esagerato.
probabilmente si dirotta il pensiero del popoletto per evitare che pensi ai veri problemi...pane e circo per tenere buona la plebe, lo dicevano già i romani 2000 anni fa

"faresti un tentativo anche se difficile o preferisci restare a guardare? Eventualmente che tentativo faresti? "

contro queste forze, che non sono i 4 animalisti da stadio, tu, io e i 180 appassionati di rettili italiani hanno poco da fare, io non farei nessun tentativo, starei ad aspettare, come ho già ribadito innumerevoli volte su questo blog.
continuo ad essere convinto che meno ci facciamo notare, meno ci romperanno le scatole, il tuo discorso sanitario va a farsi friggere al pensiero che tutte le usl d'italia seguano uno schema base.
esempio, anni fa chiesi al comune di torino la documentazione su come detenere i serpi, io non potevo adeguarmi alla normativa torinese, ma dovevo fare capo alla usl di mia competenza, che per il reparto serpi faceva capo ad altro paese, persi 2 settimane per sentirmi dire da quella usl che per quanto mi riguardava ne faceva capo il sindaco del mio paese, andai da lui e mi disse di parlare con i vigili, i quali mi indicarono, dopo molteplici ricerche, o la forestale(che non centra) o la stessa usl di torino, al secondo giro, mi si disse che ogni usl ha parametri differenti.
questo ho scoperto, vale per le usl ed anche per la questura, che per un problema di katane cinesi da 15$ mi hanno risposto che per il permesso, dipende da che questura si interpelli,ed in base alla legge utilizzata si passa da articolo 49 (parte o arma da guerra)a libera vendita perchè considerato attrezzo ad uso sportivo.
e tu su questa già esistente confusione amministrativa cosa vorresti fare? regolamentare? magari ci riesci per il tuo paese, se sei fortunato ottieni un regolamento regionale, ma il tutto finisce li.


"Ho solo voluto informare tutti della sua esistenza perchè ho avuto la vaga sensazione, magari mi sbaglio, che molti la ignorassero completamente. Questo al fine di riportare almeno un pò dell'ordine"

informare? dalle voci che circolano ti sei spinto ben oltre, basta mi fermo.
com'è che diceva il robot in quel film? "ho visto cose che voi umani neanche immaginate", fa conto che io, fuori dal giro ho saputo, senza neanche perder tempo a cercare info forse il 90% di quello che hai fatto o di quelle che sono le tue intenzioni, per capire come è piccolo il mondo, non so la misura di reggiseno di tua moglie, ma di quanti grammi è cresciuta la tua ultima combo, ne sono involontariamente costantemente informato !
se vuoi, dopo che tu mi invii in forma privata l'elenco dei contrabbandieri che reputi dannosi ed evasori, ti risponderò con l'elenco di cosa ho saputo e da chi, do ut des

chiudo qui, se non mi fai altre domande in merito, il mio vero pensiero.
da ora come promesso, per dimostrare la fragilità del tuo operato, mi dedico, come hobby ad assecondarti ed ad aiutarti nella tua crociata, tanto come ripeto, non avendo più a che fare con i serpi, non mi frega dei risultati che otterrai.

quindi, riassumiamo il tuo pensiero, ad oggi quali sono le tue intenzioni? come pensi di ottenerle? ci sono riunioni in previsione a cui posso partecipare?
un saluto
aru
# - Inserito da Dassetto Paolo inserito il 03 Novembre 2011 - 01:56
36
ops, avevo dimenticato di rispondere a tutte le tue domande del post 30.
" Perchè un negozio (luogo controllato ed autorizzato al commercio) che vende guttate e boa non dovrebbe esistere nel 2011?"
non hai capito il senso di nazza, un negozio di animali nel 2011 NON PUò VIVERE DI SOLE GUTTATE E BOA.nel senso che oggi, un negozio specializzato non riesce a sopravvivere alla concorrenza.
non ha detto che il negozio che vende guttate e boa non debba esistere
per quanto mi riguarda, concordo con nazza
"Chi dovrebbe vendere questi animali?"
questi animali a parer mio, il negoziante li dovrebbe regalare, aumenterebbero gli appassionati ed i clienti che comprano terrari,topi,ratti, li ci sono i guadagni, non sul ricarico da 30€ dell'animale in sè, un po' come si fa con le stampanti, dove costano care le cartucce.
"Circa il paragone americano ti faccio solo presente che oltre ad una pressione fiscale italiana pazzesca (e non mi riferisco solo alle tasse sul reddito) esiste l'iva oggi al 21%. Su ogni vendita commerciale il cliente deve pagare questa percentuale in più. Ti pare uno svantaggio da poco rispetto al furbo di turno?"
concordo, ma questo è un problema del commerciante, a cui voi dovete trovare una soluzione, il privato che ha comprato la guttata ivata, può regalarla, può rivenderla a 10€ se non la vuole più o regalare o vendere al prezzo che vuole i piccoli da lei riprodotti, come puoi pensare di bloccare ciò?
come fai a distinguere il privato che fa ciò dal privato che commercializza tonnellate di animali?se mai esiste
mia domanda, tale comportamento del privato è da te considerata evasione fiscale?concorrenza sleale?
...ho risposto alle altre domande nel post precedente..
# - Inserito da Dassetto Paolo inserito il 03 Novembre 2011 - 02:13
37
PER POST #34 le domande poste erano: Convieni che alle fiere e su internet molti non sono l'appassionato con 2 guttate? Convieni che se si vuol vendere animali in forma imprenditoriale (definito dalla legge) occorra averne titolo? Convieni che le spinte animaliste danno poca speranza di lasciare in pace il nostro settore? faresti un tentativo anche se difficile o preferisci restare a guardare? Eventualmente che tentativo faresti? Perchè un negozio (luogo controllato ed autorizzato al commercio) che vende guttate e boa non dovrebbe esistere nel 2011? Chi dovrebbe vendere questi animali al suo posto?
L'iva è un'imposta sul valore aggiunto che grava su ogni vendita commerciale ed è pagata dal cliente finale. Ti faccio l'esempio con iva al 20% (oggi è al 21%) per comodità: se un bene viene venduto da un privato a 2500€ lo stesso bene una ditta lo deve vendere a 3000€ per incassare i soliti 2500€ visto che 500€ vanno allo stato solo per l'atto di vendita (non si parla di tasse sul reddito). Questo "svantaggio" in america non esiste e tutti possono proporre agli stessi prezzi.
E' proprio per evitare quello di cui parli che vorrei dare alle autorità dei parametri oggettivi e non interpretabili. I sequestri avvengono proprio per mancanza di questi parametri. Ovviamente si tratta di opinioni ed è chiaro che la tua è differente dalla mia. Se un negozio tiene male gli animali può essere chiuso e multato perchè è un luogo pubblico e soggetto a controllo ma il privato che li tiene male come può essere individuato?
Prendo anche atto che la denuncia personale è la soluzione che indichi.
# - Inserito da MCS Marco inserito il 03 Novembre 2011 - 20:10
38
PER POST #35-36 Caro paolo, ti ricordo che stiamo parlando di un mercatino e anche solo 4/5 stranieri che smerciano continuamente centinaia di rettili irregolarmente fanno una concorrenza sleale arrecando un danno a tutto il settore regolare (negozi e ditte autorizzate). Oppure adesso il mercato è grande? Comunque i numeri che tu riporti fanno sorridere. Basta consultare gli elenchi degli espositori delle principali fiere con centinaia di tavoli pieni di animali in vendita per capire che i numeri sono diversi.
Non puoi "scimmiottare" proprio niente, anche se ti pare strano, la legge italiana lo vieta perchè quelli da scimmiottare sono considerati strumenti commerciali ed imprenditore chi li utilizza. Infatti sono gli stessi strumenti che utilizza qualsiasi ditta ad a caro prezzo. Se vuoi sapere chi è fuori regola basta girare su internet ed alle fiere, ovviamente essendo al corrente della normativa fiscale.
Che tu ritenga inopportuno proporre una regolamentazione con dei parametri per le ASL e che sia meglio stare nascosti è la tua rispettabilissima opinione diversa dalla mia, in linea con quella di Nazzareno e che è comunque utile al pari della mia. E' di questo che si dovrebbe argomentare, non degli aspetti personali.
Ti pare molto intelligente ed attendibile attribuirmi azioni ed intenzioni solo per sentito dire? Non sarebbe più semplice e sicuro chiedere direttamente al sottoscritto che mi pare non mostri alcun problema a rispondere? Le mie intenzioni sono di organizzare una riunione videoregistrata con esponenti rappresentativi sia delle varie realtà del nostro panorama sia delle istituzioni. Una riunione diciamo "preparata" nel senso che ognuno esponga il proprio punto di vista come le istituzioni il loro in modo chiaro evitando la ressa verbale che non permetterebbe di capire niente a chi ascolta. Inoltre ritengo sacrosanta la linea di federfauna circa il richiamare le istituzioni ad un maggior controllo oggi totalmente assente e per questo fornisco la mia opinione alle loro iniziative quando richiesto. Il fatto che un negozio debba regalare gli animali è alquanto opinabile tanto quanto non è opinabile che sia il luogo preposto alla vendita degli animali. Negozi che vendono solo rettili sono pochi e la maggior parte hanno solo un angolo di rettili ma trattano principalmente altro. Questo cosa vuol dire? restano comunque il luogo dove gli animali possono essere commerciati a pieno titolo.
Circa l'iva e chi opera irregolarmente il fatto è semplice: il privato che non pratica commercio (a termini di legge) infatti può anche regalare gli animali e non farà mai un danno in quanto eventi occasionali. Tutti gli altri dovrebbero trovare la forma di regolarizzazione a loro più congeniale (sempre a termini di legge) che comunque li espone a controlli (anche i semplici studi di settore) come giusto che sia. Oggi per vendere ci si espone pubblicamente forti del fatto che nessuno controlla. Basterebbe seguire le fiere ed andare su internet (FB incluso) per scoprire che molti (stranieri ed italiani) commerciano sempre secondo la legge italiana (non secondo la mia opinione). Ti ripeto, leggi attentamente la legge e la risposta dell'AE e vedrai che la loro individuazione è molto semplice. Ovviamente siamo nel campo della teoria (la legge), poi nella pratica sappiamo come sono lenti ed inefficienti per troppa burocrazia gli organi preposti ai controlli ma questa è un'altra storia.
# - Inserito da MCS Marco inserito il 03 Novembre 2011 - 20:18
39
credevo di averti risposto, cmq ecco qua, una alla volta (rispondo in maiuscolo non per gridare ma per rendere piu' semplice la distinzione tra domande tue e risposte mie)
Convieni che alle fiere e su internet molti non sono l'appassionato con 2 guttate? SI , CONVENGO CHE ALCUNI SONO VERI E PROPRI COMMERCIANTI, CONVENGO ANCHE, PER L'ENNESIMA VOLTA, CHE L"AGENZIA DELLE ENTRATE GIA' HA FORNITO UNA RISPOSTA
Convieni che se si vuol vendere animali in forma imprenditoriale (definito dalla legge) occorra averne titolo? CERTO CONVENGO, E COME HO SCRITTO N VOLTE LA LEGGE GIA' C'E', PERCHE' FARE DELLE ALTRE CHE VANNO A QUEL SERVIZIO A TUTTI? Convieni che le spinte animaliste danno poca speranza di lasciare in pace il nostro settore? faresti un tentativo anche se difficile o preferisci restare a guardare? SI CONVENGO ANCHE A QUESTO, E RIPETO CHE GLI IL FINE ULTIMO DEGLI ANIMALISTI E' VIETARE LA DETENZIONE, TU PUOI METTERE TUTTI I REGOLAMENTI CHE VUOI, MA GLI ANIMALISTI AVRANNO SEMPRE LA SIMPATIA DELLA MAGGIOR PARTE DELLA POPOLAZIONE, DELL'INFORMAZIONE E DEI POLITICI. . Eventualmente che tentativo faresti? LA MANIERA PER SOPRAVVIVERE PIU' A LUNGO E' EVITARE REGOLAMENTAZIONI RESTRITTIVE. REGISTRI, CONTROLLI SANITARI DA PARTE DI INCAPACI (NEL SENSO DI PERSONE NON PREPARATE) CHE HANNO POTERE DI SEQUESTRARE, E QUINDI DI VITA E DI MORTE SUI TUOI ANIMALI, FACILITARE L'AZIONE DI INCOMPETENTI COME LE GUARDIE ZOOFILE, FINIREBBERO PER FARLA FINITA CON LA TERRARISTICA. Perchè un negozio (luogo controllato ed autorizzato al commercio) che vende guttate e boa non dovrebbe esistere nel 2011? PERCHE' NON PUO' REGGERE LA CONCORRENZA CON I PRIVATI. ANCHE SE UN PRIVATO VENDE LEGALMENTE DICHIARANDO AL FISCO QUELLE 50 GUTTATE CHE GLI NASCONO ALL'ANNO DALLA SUA SINGOLA FEMMINA, IL PREZZO SARA' INFINITAMENTE INFERIORE A QUELLO CHE CHIEDE UN NEGOZIANTE. IL NEGOZIANTE HA COSTI MOLTO PIU' ALTI DI GESTIONE, DI PUBBLICITA', DI PERSONALE, HA LA NECESSITA' DI GUADAGNARE. AL PRIVATO QUELLE 50 GUTTATINE NON COSTANO NULLA, LE SUE DUE GUTTATE GLI MANGIANO UNA 80INA DI PREDE ALL ANNO, NON CONSUMANO NIENTE DI CORRENTE, NIENTE DI SPAZIO, LE CURANO DURANTE IL TEMPO LIBERO. IL PRIVATO LE RIPRODUCE PER DIVERTIMENTO, NON GLI INTERESSA GUADAGNARE. SE LE VENDE A 10 EURO L UNO PER LEVARSI I PICCOLI IL PIU' VELOCEMENTE POSSIBILE HA UN INTROITO DI 500 EURO ED E' PIU' CHE SODDISFATTO. QUANTI SARANNO IN ITALIA AD AVERE GUTTATE A CASA? QUANTE NE NASCERANNO OGNI ANNO? E TU VORRESTI CHE UN PRIVATO A CUI NASCONO STE GUTTATINE LE VENDA A QUANTO LE VENDE UN NEGOZIANTE? NO, L'IMPRESSIONE CHE DAI E' CHE TU VORRESTI CHE I PRIVATI VENDESSERO TUTTE LE LORO NASCITE A TE A 5 EURO AL KG, COSI' TU PUOI RIVENDERLE A PREZZO DA NEGOZIANTE (ATTENZIONE NON DICO CHE IL PREZZO DA NEGOZIANTE SIA UN PREZZO DA LADRO, HA LE SUE SPESE E CI VIVE) Chi dovrebbe vendere questi animali al suo posto? I PRIVATI, VISTO CHE IL VALORE REALE E' TROPPO BASSO PER ESSERE VENDUTE DAI NEGOZI. QUA SI CAPISCE IL PERCHE' DI TUTTO QUELLO CHE STAI FACENDO. SICCOME NON PUOI SOPPORTARE LA CONCORRENZA DEI PRIVATI, FAI DI TUTTO PERCHE' QUESTI NON RIPRODUCANO E NON VENDANO. MA PUOI FARE QUELLO CHE VUOI, IL VALORE REALE DI UNA GUTTATA E' QUELLO, IL PASSAGGIO NELLE TUE MANI ORA E' SUPERFLUO. IL TUO PROBLEMA E' CHE NON FAI DISTINZIONE TRA APPASSIONATO E ALLEVATORE DISONESTO CHE NON PAGA LE TASSE. L'APPASSIONATO RIPRODUCE PERCHE' SI DIVERTE A FARLO, NON HA LE TUE SPESE E ANCHE AVENDOLE SE NE FREGA,L'iva è un'imposta sul valore aggiunto che grava su ogni vendita commerciale ed è pagata dal cliente finale. Ti faccio l'esempio con iva al 20% (oggi è al 21%) per comodità: se un bene viene venduto da un privato a 2500€ lo stesso bene una ditta lo deve vendere a 3000€ per incassare i soliti 2500€ visto che 500€ vanno allo stato solo per l'atto di vendita (non si parla di tasse sul reddito). Questo "svantaggio" in america non esiste e tutti possono proporre agli stessi prezzi. TI HO GIA' DETTO CHE CI SONO DELLE TASSE STATALI, NON SONO IL 21% MA QUI A NY SONO L'8 E QUALCOSA, IN ALTRI STATI SONO DIVERSE, E SINCERAMENTE NON CAPISCO COSA C'ENTRI LA TUA AFFERMAZIONE "tutti possono proporre agli stessi prezzi" . E CMQ TUTTI HANNO DEI SISTEMI DIVERSI, BASATI NON SOLO SULL'IVA, MA SU COSTI DELLA VITA, DEI MATERIALI, DELLA BENZINA E MILLE ALTRE VARIABILI. ANCHE I CECHI HANNO COSTI DIVERSI E PER QUESTO VENDONO A PREZZI DIVERSI.
RIPETI PIU' VOLTE CHE MOLTI COMMERCIANO SECONDO LA LEGGE ITALIANA, MA ALLORA QUAL'E' IL TUO PROBLEMA? SE LA LEGGE ITALIANA GIA' DEFINISCE CHI E' COMMERCIANTE E CHI NO FAI APPLICARE LA LEGGE, NON RENDERE A TUTTI PIU' DIFFICILE RIPRODURRE GLI ANIMALI SOLO PER AVERE UN VANTAGGIO ECONOMICO, MASCHERANDOLO DA INTERESSE PER IL FUTURO DELLA TERRARISTICA.
# - Inserito da Nazzza Nazzareno miele inserito il 04 Novembre 2011 - 03:12
40
Convieni che alle fiere e su internet molti non sono l'appassionato con 2 guttate?
SI , CONVENGO CHE ALCUNI SONO VERI E PROPRI COMMERCIANTI, CONVENGO ANCHE, PER L'ENNESIMA VOLTA, CHE L"AGENZIA DELLE ENTRATE GIA' HA FORNITO UNA RISPOSTA Infatti questa risposta dice che non si possono avere strutture espositive, siti internet, partecipare a molte fiere, listini, proporre insomma alla vendita animali in forma continuativa ed organizzata anche se sono 50 guttate, figuriamoci tutto il resto. Convieni che se si vuol vendere animali in forma imprenditoriale (definito dalla legge) occorra averne titolo?CERTO CONVENGO, E COME HO SCRITTO N VOLTE LA LEGGE GIA' C'E', PERCHE' FARE DELLE ALTRE CHE VANNO A QUEL SERVIZIO A TUTTI? la fine di questa frase non è capibile ma ho ripetuto molte volte che nessuno infatti a proposto nulla sul fronte fiscale, eventualmente ho suggerito come "controllare" gli abusi.
Circa il come arginare le future leggi è chiara, e ripeto, rispettabile ed utile quanto la mia la tua opinione.
Perchè un negozio (luogo controllato ed autorizzato al commercio) che vende guttate e boa non dovrebbe esistere nel 2011? PERCHE' NON PUO' REGGERE LA CONCORRENZA CON I PRIVATI. ANCHE SE UN PRIVATO VENDE LEGALMENTE DICHIARANDO AL FISCO QUELLE 50 GUTTATE CHE GLI NASCONO ALL'ANNO DALLA SUA SINGOLA FEMMINA, IL PREZZO SARA' INFINITAMENTE INFERIORE A QUELLO CHE CHIEDE UN NEGOZIANTE. IL NEGOZIANTE HA COSTI MOLTO PIU' ALTI DI GESTIONE, DI PUBBLICITA', DI PERSONALE, HA LA NECESSITA' DI GUADAGNARE. AL PRIVATO QUELLE 50 GUTTATINE NON COSTANO NULLA, LE SUE DUE GUTTATE GLI MANGIANO UNA 80INA DI PREDE ALL ANNO, NON CONSUMANO NIENTE DI CORRENTE, NIENTE DI SPAZIO, LE CURANO DURANTE IL TEMPO LIBERO. IL PRIVATO LE RIPRODUCE PER DIVERTIMENTO, NON GLI INTERESSA GUADAGNARE. SE LE VENDE A 10 EURO L UNO PER LEVARSI I PICCOLI IL PIU' VELOCEMENTE POSSIBILE HA UN INTROITO DI 500 EURO ED E' PIU' CHE SODDISFATTO. QUANTI SARANNO IN ITALIA AD AVERE GUTTATE A CASA? QUANTE NE NASCERANNO OGNI ANNO? E TU VORRESTI CHE UN PRIVATO A CUI NASCONO STE GUTTATINE LE VENDA A QUANTO LE VENDE UN NEGOZIANTE? NO, L'IMPRESSIONE CHE DAI E' CHE TU VORRESTI CHE I PRIVATI VENDESSERO TUTTE LE LORO NASCITE A TE A 5 EURO AL KG, COSI' TU PUOI RIVENDERLE A PREZZO DA NEGOZIANTE (ATTENZIONE NON DICO CHE IL PREZZO DA NEGOZIANTE SIA UN PREZZO DA LADRO, HA LE SUE SPESE E CI VIVE) Chi dovrebbe vendere questi animali al suo posto? I PRIVATI, VISTO CHE IL VALORE REALE E' TROPPO BASSO PER ESSERE VENDUTE DAI NEGOZI. QUA SI CAPISCE IL PERCHE' DI TUTTO QUELLO CHE STAI FACENDO. SICCOME NON PUOI SOPPORTARE LA CONCORRENZA DEI PRIVATI, FAI DI TUTTO PERCHE' QUESTI NON RIPRODUCANO E NON VENDANO. MA PUOI FARE QUELLO CHE VUOI, IL VALORE REALE DI UNA GUTTATA E' QUELLO, IL PASSAGGIO NELLE TUE MANI ORA E' SUPERFLUO. IL TUO PROBLEMA E' CHE NON FAI DISTINZIONE TRA APPASSIONATO E ALLEVATORE DISONESTO CHE NON PAGA LE TASSE. L'APPASSIONATO RIPRODUCE PERCHE' SI DIVERTE A FARLO, NON HA LE TUE SPESE E ANCHE AVENDOLE SE NE FREGA, Ecco che quì ti dimentichi di quello che, secondo la legge, un privato è libero di fare: come può "piazzare" sul mercato 50 guttate (giusto per rimanere nell'esempio ma chiaramente è a maggior ragione valido per chi ha ben più animali)? Forse con annunci ripetuti? Forse partecipando a varie fiere con un banco di vendita? Forse con un sito internet? forse con espositori? forse con un logo e bilgiettini? Forse con un listino? Forse con disponibiltà su FB? Forse con...etc.? Il privato può fare concorrenza ai commercianti solo utilizzando strumenti commerciali. Vedi che si va in contraddizione con la legge. Ed allora? Il grossista ed il negozio servono per la distribuzione come avviene in tutti i settori ed è naturale che acquistino e distribuiscano. Come sono ingenuo, ma adesso ci sono le fiere che permettono di fare i piccoli imprenditori e di raggiungere più luoghi possibile e quindi capisco perchè noi fessi commercianti siamo di troppo. Ovviamente mi sono attenuto al tuo esempio estremo di un privato con 50 guttate ma pensa quanti ce ne sono, soprattutto stranieri, con numeri decine di volte superiori che nell'arco di un anno si fanno l'Italia e l'Europa in lungo ed in largo.
Forse non hai capito bene cos'è l'iva: in Italia un animale da 2500 di un privato costa 3000 da un commerciante. In America sono 2500 per entrambi. Se poi ci sono delle tasse locali sulla vendita ci sono per entrambi.
ANCHE I CECHI HANNO COSTI DIVERSI E PER QUESTO VENDONO A PREZZI DIVERSI. RIPETI PIU' VOLTE CHE MOLTI COMMERCIANO SECONDO LA LEGGE ITALIANA, MA ALLORA QUAL'E' IL TUO PROBLEMA? SE LA LEGGE ITALIANA GIA' DEFINISCE CHI E' COMMERCIANTE E CHI NO FAI APPLICARE LA LEGGE, NON RENDERE A TUTTI PIU' DIFFICILE RIPRODURRE GLI ANIMALI SOLO PER AVERE UN VANTAGGIO ECONOMICO, MASCHERANDOLO DA INTERESSE PER IL FUTURO DELLA TERRARISTICA. I paesi dell'est sono entrati in Europa di recente e la "pacchia" dei costi minori si sta livellando. I prezzi che fanno sono dovuti al commercio in nero sia sul lato fiscale che sanitario. Molti girano l'Europa come fossero privati appassionati e vendono centinaia anche migliaia di animali e questo non mi pare giusto. In quale modo vorrei rendere più difficile l'hobby dei privati? La mia intenzione è quella di legittimarli al 100% e metterli al riparo dal cretino di turno. Può essere discutibile il metodo ma l'intenzione è quella. Se ti riferisci alla normativa fiscale esiste da anni e non l'ho certo fatta io. Oggi molti anzi troppi esagerano nel disattenderla ed il fatto che per anni ognuno a fatto quello che gli pareva non giustifica che si debba continuare a farlo. Si abusa per mancanza di controlli ma la normativa fiscale esiste ed è chiarissima. Nessuno contesta il tenere e riprodurre gli animali, anzi vorrei che fosse "garantito" e sempre più diffuso ma è la vendita dei piccoli che ha delle limitazioni di legge. In Italia questa è la legge, in America è diverso. Mi pare che anche tu abbia detto che tutto cambia e si evolve qualche post indietro se non sbaglio, perchè allora su questo fronte dovrebbe rimanere tutto immutato?
# - Inserito da MCS Marco inserito il 04 Novembre 2011 - 09:39
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Marco sono due posizioni inconciliabili, credo sia inutile andare avanti, non per evitare un confronto, ma perche' ormai tutti e due stiamo dicendo sempre le stesse cose. Con l'ultimo post hai chiarito definitivamente quello che si era capito dall'inizio e che avevo gia' scritto.
Tu non fai nessuna differenza tra chi riproduce 50 guttate e chi vende migliaia di animali in nero. E non la fai perche' 50 guttate uno, 50 guttate un'altra , 50 guttate un'altro le guttate non le compra nessuno piu' da te. Trovi siti internet per qualsiasi cagata, non solo chi alleva rettili. Lo fa per scimmiottare gli allevatori grandi, per far vedere agli altri appassionati cosa riproducono e quanto sono bravi a fare foto. Vedi tutti, compreso questi che riproducono la loro unica femmina di guttata, come dei concorrenti sleali. E a mio parere sbagli anche. Perche' si le guttate vengono comprate a 10 euro, ma dopo i rack, gli accessori e il cibo vengono comprati da commercianti / imprenditori regolari. davvero non so come tu faccia a frequentare fiere e questo ambiente, visto che da quanto hai appena detto sono TUTTI fuori dei concorrenti sleali fuorilegge, tranne quella manciata di persone che lo fa per lavoro in Italia. Per toglierti il dubbio denuncia tutti in Italia e vedi se hai ragione tu a considerare chi vende 50 guttate come un commerciante regolare.
Ammiro il tuo coraggio nell'esporti cosi' , a me il tuo coraggio manca, dopo essermi attirato il risentimento dell'intera comunita' con cui lavoro avrei imbarazzo nel continuare a frequentare le stesse persone. Spero sinceramente che quello che tu ti auguri non avvenga. Saluti
Dimenticavo, giusto per capire fino a che punto riesco a NON essere chiaro. scrivi In America sono 2500 per entrambi. Se poi ci sono delle tasse locali sulla vendita ci sono per entrambi. Come te lo devo spiegare che il privato in america non e' che non paghi le tasse locali, ma non paga proprio nulla perche' nulla dichiara?
# - Inserito da Nazzza Nazzareno miele inserito il 04 Novembre 2011 - 10:56
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Direi proprio che le due posizioni sono differenti e non ci vedo niente di strano in questo. Invece è oggettivamente strano che tu neghi le cose oggettive. Tu dici: (Con l'ultimo post hai chiarito definitivamente quello che si era capito dall'inizio e che avevo gia' scritto. Tu non fai nessuna differenza tra chi riproduce 50 guttate e chi vende migliaia di animali in nero.) Ma ci fai o ci sei? Non sono io che non faccio differenza ma la normativa fiscale. Sei tu che proponi di denunciare tutti indistintamente mentre io chiedo che, alla luce della normativa ferrea ed inflessibile che nessuno conosceva, almeno si evitino le situazioni più evidenti con piccoli accorgimenti (fiere ed internet). Continui a confondere cosa dice la normativa con quello che farei io. La legge dice che vendere 50 guttate con un sito internet, partecipando a più fiere annualmente con un banco di vendita, avendo strutture come espositori o striscioni, etc. è attività commerciale. Io invece vista la sitiuazione dico che ognuno sia responsabile delle sue azioni ed invito chi gestisce fiere e meractini on-line a prendere alcuni accorgimenti affinchè vengano scoraggiati almeno gli abusi più evidenti. Ma parlo arabo forse? circa l'iva e la differenza con l'America ci rinuncio, tanto hanno sicuramente capito quasi tutti gli altri che leggono questo blog.
Circa l'astio ed il risentimento di tutta la comunità sarei più cauto e vorrei sapere chi fa parte della comunità alla quale tu ti riferisci?
# - Inserito da MCS Marco inserito il 04 Novembre 2011 - 13:52
43
si hanno capito tutti non ti preoccupare, hanno capito quello che pensi, quello che vuoi fare e perche' lo vuoi fare. Hanno capito come fatturi gli animali che vendi, da chi compri, da quanta ipocrisia ci sia in tutto quello che dici. E cmq io non ho offeso , forse sei tu che ci sei. Sei forse un giudice che interpreti la legge e sei sicuro che chi vende 50 guttate all'anno deve essere considerato un commerciante? Se dovessi erigermi a giudice come tu poco modestamente fai, mi sembrerebbe abbastanza chiaro il carattere occasionale della vendita. Per fortuna non sono un giudice io e non lo sei nemmeno tu. Vuoi levarti il dubbio? Vai sui forum italiani nella sezione riproduzioni e denuncia tutti gli utenti che trovi. Saluti
# - Inserito da Nazzza Nazzareno miele inserito il 04 Novembre 2011 - 16:58
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caro marco, lascia perdere nazza che non capisce un tubo, come ti avevo detto vari post fa, ora ti seguo in tutto e per tutto.
grazie per avermi spiegato che non posso aprirmi un sito internet per pubblicizzare quanto sono bravo a fare bonsai, perchè rischio di essere considerato un commerciante senza titolo.
mi sarebbe piaciuto farmi un sito con tanto di magliette,poster, biglietti da visita(sai tra l'altro sono anche un "maestro" riconosciuto dai jap)ed un mega striscione da utilizzare alle fiere del settore.
sinceramente non lo sapevo.

concordo in ciò che dici, anche se non hai capito la mia provocazione nel regalare guttate da parte del negoziante, trattasi di businness, il privato dubbioso sull'eventuale acquisto, al fatto della donazione, 1° si sente in obbligo di ricambiare e compra teca,riscaldatore ed altre puttanate,2° diventa un affezionato acquirente di topi e ratti, un po' come i vet dovrebbero regalare cuccioli di alano, dato che l'alano è un mutuo dal vet.
per fermare il tuo problema, come ci possiamo comportare?pensavo ad una denuncia specifica, io ho già scaricato l'elenco degli espositori di verona reptiles, a chi inoltro, se non l'hai già fatto tu, tale elenco di espositori? alla finanza perchè facciano dei serrati controlli su chi si spaccia per privato, ma in realtà non lo è?
pensavo anche di fare un elenco di siti internet di privati, tutti quelli che hanno un sito e non hanno p.iva sono da inviare alla finanza e usl per dei seri controlli!
però sarebbe bene creare una seria associazione di categoria(commercianti), perchè federfauna non va bene, da voci di corridoio ha una posizione non chiara e se ci legge dovrebbe scrivere qui per spiegare bene ed una volta per tutte quale posizione intende mantenere, per il momento sembra una banderuola che gira in favore del vento.
ho già contattato vari commercianti di rettili della mia zona, ma per il momento nessuno ha intenzione di esporsi con te e con me, tutti buoni a parole, ma quando c'è da metterci la faccia si tirano tutti indietro!
tu hai già fatto questi elenchi?
hai già idea di quando ci si incontrerà?
io vorrei veramente partecipare a tale incontro, fammi il favore di farmi sapere quando e dove ed io ci sarò, se vuoi partecipo come rappresentante dei commercianti(mi farò fare delle deleghe) o come privato excommerciante in nero, considerami come un jolly, in modo che alla riunione ci sia un equilibrio di categorie.
a tale incontro, si potrebbero definire delle linee guida, che so:
-per essere privato, non devi riprodurre, puoi solo comprare dei maschi
per essere privato puoi riprodurre la tua guttata solo una volta ogni due anni, così non puoi partecipare alle fiere tutti gli anni
-il privato può partecipare solo alla fiera se residente in un raggio di 200 km da casa, così può farne solo una
-il grossista come te deve essere presente nella commissione che va a controllare il privato che detiene 20 animali, così siamo sicuri che ci sia una persona esperta che sa che un reale può essere detenuto in un cassetto, ma il chondro deve avere un terrario ampio e con minimo un bastone in mezzo
-evitiamo di mandare ai controlli la licia colò e fulco pratesi, che vorrebbero il reale libero sul monte bianco e non chiuso in un cassetto.
-ci andrebbe una commissione così composta per i controlli:
1° esperto erpetofilo da elenco linnaeus
2°commerciante di esotici specifico su cosa si controlla
3°esponente usl, anche ignorante in materia, ma che serve per ufficializzare la cosa
4°esponente della finanza, in modo che possa redigere un eventuale istantaneo verbale
5°esponente della forestale
6°esponente animalista, per par condicio, ma bendato, imbavagliato ed ammanettato, perchè non faccia danni
7°altro esperto erpetofilo per compensare l'animalista(diamogliene atto, ci vanno 2 esperti erpetofili per fare un animalista)
8°un carabiniere per ufficializzare il controllo a sorpresa

una commissione da 8 esponenti e si parte a controllare tutti i privati che hanno un sito internet, che sono elencati sui siti delle fiere.

poi pensavo, i 4 ungheresi/cechi/crucchi di merda, li becco sempre dal sito delle fiere, sai che faccio, domani li contatto e gli chiedo se mi portano 4 cobra, 2 varani ed una azzannatrice, magari investo 50€ che gli mando per caparra, poi gli chiedo di portarmi gli animali alla fiera x e quando arrivano gli mando la forestale ed i carabinieri per un controllo alla loro auto, vedrai che gli facciamo un culo quadro e la prox volta non vengono più!
forse qualcuno di noi l'ha già fatta sta storia alla fiera di longarone o al verona reptiles, non ricordo, ma è stata una genialata che dovremmo rifare ad oltranza.
e per gli stranieri che non cadono in questo trabocchetto, potremmo fargli fare i controlli appena sbarcano alle fiere, controlli fatti con 3 animalisti al seguito, il fratello degli animali di striscia la notizia, usl e associazioni di benessere animale, di sicuro questi stranieri che vengono con un auto e migliaia di rettili al seguito, non possono averli tutti inscatolati a dovere e finiranno sicuramente minimo multati!
la prox volta che vengono o vengono con 4 bisci o non vengono più, in ogni caso abbiamo eradicato questa concorrenza sleale!

sono caldo di idee, me le sono già segnate tutte su di un foglio, quando faremo l'incontro verrò ben preparato!
pensa che figo se a quell'incontro nasce un organo di controllo, girerò alle prossime fiere con la maglietta nera" pr.furbetti -controllo fiscosanitario", pr. sta per privati furbetti, ma suona meglio pr.

ciao e non dare retta a quel mentecatto di nazza!

paolo
# - Inserito da Dassetto Paolo inserito il 05 Novembre 2011 - 00:15
45
per POST #43: ti chiedo scusa se ti sei sentito offeso, non era assolutamente mia intenzione. "Ci sei o ci fai" è come dire "ma mi prendi per il culo"? Lo stesso di "ma parlo arabo"? E permetti che dopo aver chiaramente ripetuto la stessa cosa molte volte era pure lecito.
Non è necessario un giudice per tradurre esplicite frasi in italiano e quindi nessuno ha svolto questa funzione. La mia intenzione è quella di argomentare alcune situazioni che a mio modo di vedere vanno riviste nel nostro settore e tu non fai altro che parlare della mia attività attribuendomi azioni ed intenzioni questa volta si giudicando non solo il mio operato ma anche i miei intenti. Forse chi si doveva lamentare avrei dovuto essere io, non credi?
# - Inserito da MCS Marco inserito il 05 Novembre 2011 - 08:52
46
per POST#44: noto con piacere che tempo e umorismo non ti mancano.
# - Inserito da MCS Marco inserito il 05 Novembre 2011 - 08:59
47
a dire il vero ero abbastanza serio in proposito...
ma se consideri la cosa poco seria, alla fine della fiera, dopo tutte queste lunghissime discussioni, non avendo ancora capito che intenzioni hai, mi potresti rispondere:

-1 quando si terrà la riunione?
-2 come intendi procedere contro i privaticommercianti?
-3 come intendi procedere contro gli stranieri che portanno migliaia di animali sotto costo?
-4 come intendi procedere contro gli organizzatori delle fiere che non fanno fattura e che boicottano il businness dei commercianti?
-5 come intendi procedere a favore dell'usl nei confronti dei privati in generale?

un saluto
# - Inserito da Dassetto Paolo inserito il 07 Novembre 2011 - 21:11
48
la riunione è tutta da organizzare quindi ancora non so niente di preciso a parte che si terrà a Bologna. Le altre domande sono poste male nel senso che io non intendo procedere contro nessuno, altrimenti non stavo quà scrivere ma procedevo. Quello che sto facendo è una sorta di sensibilizzazione circa una situazione che a mio avviso ha superato i limiti in molti casi. Allo stesso tempo fornisco il mio parere quando richiesto alle associazioni di categoria che a loro volta richiamano l'attenzione degli organi di controllo su un settore abbandonato a se stesso a parte "la farsa dei cites". Agisco così perchè credo che se non parte dall'interno la volontà di fare le cose seriamente invece delle sole che fanno comodo difficilmente ci sarà un cambiamento ed un futuro.
# - Inserito da MCS Marco inserito il 11 Novembre 2011 - 17:59
49
Io penso che hai fatto un gran casino per nulla....parli di tasse????? Benissimo ma come diceva Paolo sei tu il primo a nn rispetta questo.Fai vendite con prezzi irrisori su animali di un certo valore,parli male degli stranieri e poi a Longarone ti fai il carico di Lampro da Thomas....io penso che se queste richieste venivano fatte in altre modalità forse avebbero avuto un impatto diverso,così ti sei tirato contro tutti,anche perchè io girando le fiere e sentendo tutti di nemici ora ne hai a quantità.Quando eri un privato o meglio operaio nel settore facevi quello che facciamo tutti noi ora,la tua crisi nn la puoi imputare a noi,io ero un artigiano e sono dovuto tornare a fare l'operaio ma nn perchè avevo concorrenza ma perchè la crisi me lo ha imposto.....già ti lamenti che non guadagni,pensa a fatturare tutto quello che vendi che fine faresti,perchè se vuoi dire che il vino fa male non attaccarti alla damigiana......hai un po del PRETE....PREDICHI BENE E RAZZOLI MALE
# - Inserito da Walter71 Walter inserito il 14 Dicembre 2011 - 22:59
50
Ancora una volta vedo che si preferisce parlare dei miei aspetti personali eludendo in toto i temi generali. Pazienza rispondo lo stesso cercando di essere il più chiaro possibile.
Scrivere sul mio blog lo chiami un "gran casino"? Mettere proprie idee con nome e cognome mi pare un modo civile di portare alla luce problemi che secondo me esistono e sono cresciuti col passare degli anni. Lo scopo, come già detto, era ed è quello di far riflettere su questi problemi partendo da una prima fase informativa (questa del blog). Ho pensato che essere tutti bene al corrente delle normative attuali, sia in campo fiscale che sanitario, fosse la premessa fondamentale per evitare poi che un eventuale dibattito fosse impostato su basi errate perdendo solo tempo. Infatti, per quel poco che ho potuto, ho letto in giro anche da parte di gente "esperta" più sfondoni che cose esatte a conferma che davvero pochi avevano idea di come stessero veramente le cose dal punto di vista normativo. Pure le istituzioni dal Ministero della Salute al Corpo Forestale alla Guardia di Finanza spesso non hanno le idee molto chiare su come applicare le normative al nostro settore. Sono compiti che esulano dalla loro routine, non conoscono le particolarità del settore e questo, sommato a normative poco chiare (per essere gentili), rende loro il compito molto difficile.
Quindi nessuna confusione ma anzi il tentativo di chiarire le cose e se questo ti spaventa tanto da fartelo apparire un "gran casino" è perchè magari non ci hai riflettuto più attentamente senza essere prevenuto.
Veniamo alle tasse che forse non ho neppure nominato espressamente. Prima di tutto ognuno è responsabile delle proprie azioni e quindi ne risponde di conseguenza. Per la legge italiana qualunque vendita andrebbe dichiarata sia che tu abbia ditta sia che tu sia un privato cittadino. Diciamo che se è "concesso" al vero privato (vedi chi è il vero privato secondo la legge non secondo le interpretazioni di fantasia) di sorvolare su tale obbligo, non può essere fatto lo stesso per il finto privato, cioè per chi senza avere un'attività commerciale vende animali in forma continuativa ed organizzata. In questa ultima situazione si trovano molti stranieri ed anche vari italiani che commerciano (senza mezzi termini) non solo senza fatture (che sono solo uno dei tanti aspetti coinvolti) ma proprio senza averne titolo. L'averne titolo non è una cosa astratta ma significa essere inquadrati, controllati e controllabili sotto tutti i punti di vista tra cui quello fiscale. Ho fatto sopra l'esempio del medico dentista che dopo un lavoro ti rilascia una fattura inferiore all'importo da te pagato (spesso su tua richiesta per risparmiare) e del dentista fasullo che oltre a non rilasciare niente (e ripeto niente) non potrebbe assolutamente esercitare. Ti sembrano la stessa cosa? Quindi averne titolo è la base imprescindibile per commerciare.
Circa gli stranieri nessuno ne ha parlato male. Anzi quello da te citato lavora benissimo ad esempio. Il punto è un altro: non potrebbe, lui come altri, essere ad una fiera a vendere come se fosse l'appassionato con 4 guttate ed andarsene dall'Italia senza nemmeno lasciare traccia del suo passaggio. E'un soggetto commerciale e come tale dovrebbe agire per venire a vendere in Italia con conseguente aumento dei suoi costi e quindi dei suoi prezzi di vendita. Sempre a scopo informativo per capire meglio la situazione faccio una breve sintesi della normativa (normativa TRACES europea applicata in italia attraverso gli uffici UVAC) che evidentemente tu ed altri non conoscono. E' una normativa che come scopo ha la tracciabilità delle partite di animali (o parti di essi) vivi o morti che circolano a scopo commerciale da un paese all'altro della CE. Ovviamente adesso faccio riferimento al nostro settore e non a quello di suini, pollame o altro. Qualsiasi introduzione in Italia di animali (inclusi insetti) da paesi CE deve essere comunicata (con documenti di provenienza e non a parole) al competente uffico UVAC almeno 24h prima dell'arrivo. Chi deve fare questa comunicazione è il cosiddetto "primo punto di raccolta" cioè il primo luogo italiano che ospita la partita di animali. Questo primo luogo dovrà quindi preventivamente essersi registrato presso l'UVAC della sua regione e per fare questo occorre produrre l'autorizzazione sanitaria a ricevere tali partite. Quindi per la legge non potrebbe arrivare niente da paesi comunitari se non presso un luogo autorizzato e la partita dovrebbe essere preannunciata e corredata da fattura e certificazione sanitaria ove richiesto (mammiferi). Lo scopo commerciale delle fiere e soprattutto delle maggior parte degli stranieri che vi partecipano è innegabile e quindi ti chiedo: ti pare che le fiere rispettino questa legge? Gli allevatori soprattutto della Repubblica Ceca sono i fornitori di animali per mezza Europa perchè hanno qualità e numeri ma questo non vuol dire che siano autorizzati a commerciare senza regole. Se la ditta che assembla i televisori per la Sony si mettesse nelle piazze a venderli in nero a 1/5 del prezzo regolare non credi che qualcuno s'incazzerebbe e sarebbero a rischio molti posti di lavoro? hai mai sentito parlare di filiera produttiva e distributiva? E' una cosa naturale in qualsiasi settore del commercio e comunque anche le poche eccezioni hanno delle regole (vedi vendita diretta di ortofrutta ad esempio). Il privato (vero) è libero di regalare, scambiare o vendere i propri animali (così come di trasportarli) e non andrà mai in conflitto con il settore commerciale perchè si tratta di eventi occasionali e la tipologia di vendita non è organizzata. Non credi che siamo lontani da questa situazione?
Visto che ti piace parlare dei miei affari ti ricordo che importo regolarmente dalla Repubblica Ceca senza necessità delle fiere (indispensabili invece per chi non è in regola) perchè sono regolarmente iscritto all'UVAC e quindi nel rispetto della normativa.
Quando ero "operio nel settore" (e non si parla di ieri ma dall'84-'85 al '94-'95) come dici tu la situazione era molto differente: dove si andavano a portare gli animali eccedenti se non c'erano le fiere? Semplicemente ai negozi che li trattavano perchè non c'era altro modo se non qualche sporadica cessione tramite i vari giornali di annunci locali. In ogni caso nel frattempo sono state emanate nuove leggi e normative alle quali mi sono conformato in maniera autonoma cosa che una parte del nostro settore non ha fatto, con la complicità dell'ineffecienza delle nostre istituzioni, continuando a considerare tali manifestazioni eventi hobbistici e non commerciali come in realtà sono diventati.
Molti hanno detto che tutto cambia ed alcune "figure" sono destinate a sparire; rispondo dicendo che ciò che deve sparire (o meglio si deve adeguare alle leggi vigenti) è la parte irregolare del nostro settore e non certo ditte come la mia che sono già cambiate ed adeguate ai tempi da un pezzo.
Sono conscio del fatto che serve dall'interno una presa di coscienza per poter cambiare è per questo che scrivo e mi prendo gli insulti con "piacere", perchè credo faccia parte della metabolizzazione di regole sconosciute.
C'è un aspetto poi ancora più importante dell'attività irregolare fine a se stessa o come concorrenza sleale. In tutta Europa, ma direi in tutto il mondo, le restrizioni sul nostro settore sono continue. Tornando in Italia tutte le regioni hanno recepito con ispirazione animalista estremista (ed ignorante aggiungo io) una direttiva europea ormai datata circa il benessere animale. In qualche regione già sono state varate leggi, in altre lo saranno, con i relativi regolamenti attuativi, che pongono ulteriori limiti, spesso insensati, alla detenzione di animali "esotici". Forse non si arriverà al divieto di detenzione in forma espressa ma a quello di fatto credo proprio di si ed è per questo che ritengo fondamentale uno scatto da parte del nostro mondo verso una regolarizzazione seria in primis e poi proponendo una regolamentazione per il benessere animale che ci permetta di avere credibilità e quindi un futuro. Il compito è magari impossibile ma certo è che solo con l'appoggio di tutti (commercianti, privati, associazioni, veterinari, università, etc...) c'è una speranza di riuscirvi. Questa è la mia opinione diversa da altre ma uguale ad altre ancora e di questo si dovrebbe parlare non buttare lì 4 parole gratuite, francamente un pò sempliciotte, circa la mia attività ingorando tutto il resto.
Comunque buon anno a tutti.
# - Inserito da MCS Marco inserito il 29 Dicembre 2011 - 15:31
51
Ciao a tutti.
Dall'inizio di questo dibattito aperto da Marco, ho seguito bene e attentamente da visitatore, tutta la discussione in questione.
Adesso ho deciso di fare un piccolo intervento senza togliere o crecare di farlo, merito ai partecipanti dando ragione a questo o a quello.

A parte la crisi che non c'entra un bel niente, la questione sollevata o meglio, messa al vaglio di analisi e pensiero altrui iniziata da Marco è semplice e si spiega in 4 righe.
Legalità
Correttezza
Adesione alle norme tangibili il benessere animale
Adesione alle norme fiscali che differenziano un commercio illecito o occulto da una regolarità fasulla, da un commercio hobbistico e quindi occasionale, a quello privato che deve regolarizzarsi a 360° senza se e senz ma.

Passando velocemente al dunque prima di lasciar spazio alle critiche, ci sono da sottolineare acuni fattori che non possono passare in secondo piano.
Fattori che io definisco "inquinanti" perchè creano confusione, "guerre" di mercato e competenza, contendendosi tra loro ogni sorta di iniziativa o guadagno.
In Italia la situazione è molto confusa, basti pensare le decine di associazioni che ci sono per il benessere animale (e qui parte la prima critica) e poi di benessere animale non se ne parla neanche (compresa feder fauna caro Marco) perchè lo scopo è tutt'altro che hanno queste associazioni, questo scopo ha nome e cognome: guadagno finanziario. Ottenuto questo ti fanno fare quel cazzo che vuoi, dalle fiere al negozio, al privato e all'azienda.
C'è un giro o meglio, una manfrina in Italia, che non si regolarizzera mai per un semplice fattore reale; il sottobanco, il guadagno, l'interesse, la chiusura di un occhio.
Personalmente non faccio parte di nessuna associazione, non mi interessano e non ci credo.
L'unica associazione credibile e che si occupa realmente dei problemi riguardo il benessere animale è l?ENPA, anche se in questa purtroppo a volte capitano delle mele marcie che poi per fortuna vengono cacciate.
Chiusa parentesi sulle associazioni detto il mio pensiero, inerentemente sempre a quanto ho scritto su continuo.
Altra confusione relativa al benessere animale e alla loro detenzione viene messa in atto dalla legge italiana al riguardo, senza citare norme, ddl e codici è ormai chiaro che ognuno - a partire dai comuni - fa quel cacchio che vuole interpretenado le leggi come avveniva nel far west.
Per tanto, sulla questione del benessere animale è meglio non discutere altrimenti la cosa piu giusta da fare sarebbe quella di costituire un comitato (non associazione attenzione) con tanto di carta alla mano riportante obiezioni su vari dubbi e confusioni create dai vari comuni nonchè regioni, e dirigersi con una bella trasferta di gruppo e previo appuntamento, dal ministero della salute per un esposto prossimo alla soluzione definitiva visto che ancora ogni regione fa quello che gli pare e piace.

Sulla questione finanziaria, voltando pagina, mi trovo d'accordo con Marco MCS, che adesso che gestisce una vera e propria attività regolare si vede un bel peperoncino nell'ano perchè sorpreso si accorge che molte persone (che magari percepiscono la stessa cifra che percepisce lui e con meno animali) la fa franca figurando come appassionato venditore occasionale. Sti cazzi. Se io dovessi fare nome e cognome qui, o altrove, di tutti coloro che conosco e ne conosco parecchi, che vendono sottobanco e che hanno siti a destra e a manca senza riportare nemmeno la P.I. perchè appunto non ce l'hanno, mi servirebbe metà pagina di quanto scritto finora. Gente che rilascia animali a titolo gratuito, e non parliamo di gente che ha una quarantina di guttate come si è scritto un pò piu su. Gente fantasma che per il fisco non esiste e che poi si presenta in fiera e senza banchetto, con un carico di 50kg se non piu di rettili dentro il bagagliaio i quali la metà già perfettamente prenotati e dunque pagati! Genta che fa piu attività nella propria vita, e poi si vanta di essere moderatore o amministratore in un forum dettando legge all'ignorante di turno apparendo come uno stinco di santo, ma in realtà è il primo LADRO EVASORE e andrebbe denunciato.

LA questione è semplice, se credi in quello che fai, e lo fai oltre che per passione per un entrata piu che rilevante annua, e quindi con somme che vanno identificarti non piu come venditore occasionale ma bensì venditore organizzato e continuo, ti regolarizzi con tanto di P.I., se poi non guadagni nulla ci pensa il tuo commercialista. Se invece sei un venditore occasionale non rompere i coglioni e vai fuori da questo blog che non hai capito il succo del discorso, oppure l'hai capito, e siccome sei un furfante, vuoi restare tale perchè di fa scomodo cercando di denigrare Marco che è nel giusto al di la del fatto che magari anch'esso (essendo un essere umano) quando non ce la fa o non puo, evita di fatturare qualcosa aspettando un anno o una stagione piu profiqua per poi pareggiare i conti.

Molti avete i siti internet, ed è meglio che non faccio i nomi. Nei vostri siti non c'è uno straccio di partita iva e vendete di tutto, oggetti, animali. Altri, nei siti, nelle disponibilità non mettete mai gli animali reali tenendo il resto nascosto chissa perchè poi, ma guarda un po. Poi uno viene a casa vostra e avete di tutto. Vergognatevi. Altri, nelle disponibilità, non mettete mai un animale, guarda un pò! Che furbetti eh? Regolarizzatevi, altrimenti andate a fare pulizie o a lavare i piatti se non ce la fate con il guadagno, ma non attaccatevi dietro una maschera di hobbisti occasionali perchè io me ne accorgo e come me tanti altri, se siete furbi o no.
Vergognatevi.


Buon anno nuovo


# - Inserito da Steven Scronemberg inserito il 30 Dicembre 2011 - 16:13
52
circa le leggi a tutela del benessere animale sono pienamente d'accordo che attualmente lasciano proprio a desiderare sia dal punto di vista tecnico che di omogeneità di applicazione sul territorio nazionale. E' evidente che non averne una unica almeno nazionale è già di per se un problema, se poi ci sommi il fatto che la loro matrice è del peggior stampo animalista si ottiene un quadro inquietante. Per questo credo sia necessario unirci (tutti) nel tentare di proporre noi una normativa unica facendo capire che sono problemi di natura tecnica e non ideologica...Invece, dai giornali alle televisioni ,i rettili sono indicati sempre come bestie affascinanti ma che è bene lasciare in natura perchè di difficile gestione e spesso mostruosamente pericolosi. In questo contesto la storia (recente) ci insegna che se aspettiamo, le leggi saranno sempre peggiorative fino ad un divieto di fatto di tenere rettili...Allora non ci sarà proprio più niente da parlare ed argomentare ma unicamente da portare il cane a pisciare perchè solo quello si potrà tenere.
Per questo sostengo che l'unica speranza è data dall'unire le forze nel proporre una normativa unica nazionale che regoli la detenzione di rettili ed anfibi nelle varie situazioni.
Circa le associazioni è evidente che ognuna difenda gli interessi dei suoi associati e non ci vedo niente di anomalo in questo.
Prima però di poter proporre (tentare almeno) la nostra bozza di normativa è necessario guardarsi in faccia ed essere chiari ed onesti su quello che stiamo facendo. Negli ultimi anni sono cambiate molte cose soprattutto grazie ad internet permettendo una rete di "affari" (grandi o piccoli che siano non cambia la loro natura commerciale) attraverso la diffusione di fiere e siti internet. E' un fenomeno recente, degli ultimi dieci anni ad essere generosi, e prima o poi una maggiore attenzione sul richiamo alla normativa fiscale già esistente poteva anche essere previsto e non rimanere così sorpresi. Perchè si vuol continuare a negare che il modo di operare di molti espositori e la natura delle fiere sono strettamente di carattere commerciale (ribadito anche dall'agenzia delle entrate)? E' una cosa così evidente che molti farebbero meglio a non parlare anzichè replicare lamentando illegalità nel mio modo di lavorare, quando all'interno delle fiere si assiste quasi al 100% di vendita non solo a nero ma anche da parte di chi non avrebbe titolo a commerciare. Se mai fosse necessario un ulteriore elemento a certificare la natura commerciale delle fiere basta pensare a come sono andate miseramente perse tutte le iniziative di concorsi, dibattiti, relazioni varie, cioè tutte le iniziative che non portavano soldi. Adesso si arriva, si piazzano su centinaia di tavoli gli animali con lo scopo di venderli e si scappa a fine fiera. Sbaglio?
Non credo proprio. Allora invito di nuovo tutti a riflettere sul problema facendo riferimento alla normativa fiscale italiana e non quello che si pensa sia giusto o sbagliato. Da sempre ritengo che la crescita deve essere collettiva per essere tale, e mi pare che non sia il solo a pensarlo, quindi mi e vi chiedo: a cosa servono le regole in un mercato? Azzardo una risposta: forse a tutela di se stesso e delle varie figure che vi operano?
# - Inserito da MCS Marco inserito il 16 Gennaio 2012 - 18:45
53
@Marco

A parte le leggi regolarizzanti il benessere animale e la normativa fiscale, come da testo da te iniziato, attenendomi alla spiegazione dello stesso, ribadisco ciò che ho scritto nel mio penultimo post in linea prò al tuo scritto. In traduzione, se qualcuno non l'avesse capito, il favoritismo e la conoscenza comportano il sottobanco, la chiusura di un occhio e forse piu, l'induzione nell'errore piu mero... quale.. detenere un certo numero di esemplari a casa che va ad identificarti come allevatore professionista e non piu come amatore hobbista appassionato, dirigersi nell'arco dei 12 mesi puntualmente in ogni fiera per "smerciare" e sempre a titolo gratuito, continuamente, un certo numero di esemplari animali, in modo da identificarti - per la legge e ove sussiste la ragoin per cui - un commerciante a tempo perso. Se poi a questo ci si aggiunge il fatto che non si autocertifica e quindi dichiara, la vendita con una fattura tramite un semplice foglio scritto di pugno (anche senza partita iva) e qualche misera carta da bollo che compri al tabacchi, "cedendo" a titolo gratuito dunque, ciò che si è venduto con la percezione di una certa somma, ciao! Siamo nell'illegalità piu profiqua ad personam. Ci sarebbe da vergognarsi. Non scherzo, molti di quelli che ti vanno addosso caro Marco, dovrebbero vergognarsi. Qualcuno si starà cervellando nel capire chi sono, ebbene non sono Steven Scronemberg, quello è uno pseudonimo, non sono neanche uno che conosce direttamente Marco MCS, ma indirettamente lo conosco come una persona seria e nel difenderlo non ci guadagno un emerito cazzo. Se devo acquistare un rettile da lui non mi fa lo sconto solo perchè la penso come lui, forse, me lo può fare perchè potrei essergli una persona simpatica e sempre in un contesto dove lo sconto si può attuare.

Ciò che mi sbalordisce è il fatto che molti di quelli che si presentano come cedenti o venditori saltuari, poi si presentano in altro modo online, nei siti, nei forum nei blog, e nelle riunioni riguardanti il benessere animale. Ma vi rendete conto che io vi conosco tutti e come me tanti altri? Vi rendete conto che siete vergognosamente ipocriti ed evasori assieme a tutti i ricconi che criticate giornalmente nelle news dei tg? Oppure cos'è, perchè siete "poveretti" o poveri sgobboni voi potete farlo e gli altri magari benestanti no? Andate a cagare, e non venite piu nelle riunioni "sindacali" il benessere BESTIAME, perchè le uniche bestie non sono i rettili che smerciate.

Alcuni non dovete nemmeno parlare, ve lo devo ripetere? Non dichiarate gli animali che detenete, non dichiarate le cessioni che fate, non dichiarate il profitto che percepite. Vi conosco tutti, dal migliore al peggiore. Molti fate i moderatori e gli amministratori di due forum conosciuti, molto conosciuti. VERGOGNATEVI. Regolarizzatevi come ha fatto Carrozza e tanti altri, altrimenti state zitti e non alzate la voce. Gnurant!
# - Inserito da Steven Scronemberg inserito il 26 Gennaio 2012 - 16:39
54
un inchino all'ultimo intervento.... EPICO!
Marco tira dritto... quando risulti " scomodo " vuol dire che sei nella ragione.
la storia insegna.
# - Inserito da Un piccolo Appassionato inserito il 28 Gennaio 2012 - 02:22
55
SCRIVO IN MAIUSCOLO PER DISTINGUERE IL MIO SCRITTO DA QUOTE FATTE
Circa gli stranieri nessuno ne ha parlato male.
MA NON TI RICORDI + QUELLO CHE SCRIVI? VUOI CHE MI RILEGGA TUTTO E CHE TE LO QUOTI?
Anzi quello da te citato lavora benissimo ad esempio. Il punto è un altro: non potrebbe, lui come altri, essere ad una fiera a vendere come se fosse l'appassionato con 4 guttate ed andarsene dall'Italia senza nemmeno lasciare traccia del suo passaggio. E'un soggetto commerciale e come tale dovrebbe agire per venire a vendere in Italia con conseguente aumento dei suoi costi e quindi dei suoi prezzi di vendita. Sempre a scopo informativo per capire meglio la situazione faccio una breve sintesi della normativa (normativa TRACES europea applicata in italia attraverso gli uffici UVAC) che evidentemente tu ed altri non conoscono. E' una normativa che come scopo ha la tracciabilità delle partite di animali (o parti di essi) vivi o morti che circolano a scopo commerciale da un paese all'altro della CE. Ovviamente adesso faccio riferimento al nostro settore e non a quello di suini, pollame o altro. Qualsiasi introduzione in Italia di animali (inclusi insetti) da paesi CE deve essere comunicata (con documenti di provenienza e non a parole) al competente uffico UVAC almeno 24h prima dell'arrivo.

DOMANDA, MARCO, QUANDO TU VAI A BARCELLONA O IN OLANDA, CHE DICHIARAZIONI FAI?
FAI DOMANDA DI USCIRE DALL'ITALIA CON 1000 ANIMALI, E RIENTRO CON X ANIMALI IN MENO?
A PARTE GLI ANIMALI VENDUTI CON CARTA DI CREDITO, DICHIARI LA VENDITA NEL PAESE OSPITANTE O NO?
TE LO CHIEDO A TITOLO INFORMATIVO DA TEMPO, MA NON MI RISPONDI MAI
CHE "TRACCE" LASCI TU?
NON DIRE CHE ME LA PRENDO SOLO CON TE CON LE TUE QUESTIONI FISCALI
PENSO CHE SE UNO ESCE FUORI E DICHIARA DETERMINATE COSE, LUI STESSO DEVE ESSERE IL PRIMO A SEGUIRE I SUOI PENSIERI.
DICHIARARSI CONTRO LA PROSTITUZIONE E POI ANDARE A PROSTITUTE NON E' COERENZA!

FUI FERMATO IN EPOCA EURO ALLA DOGANA FRANCESE, DI RITORNO CON 3 TEGU INVENDUTI DA HAMM, A TITOLO FISCALE, COMPRATI A 350€ CAD E TENTATO INUTILMENTE DI TOGLIERSI A 500€ PER IL GRUPPO, DOPO 2 ANNI DI ALIMENTAZIONE, QUESTE CIFRE PER FAR CAPIRE IL "NERO" CHE AVREI FATTO SE LI AVESSI VENDUTI!
MI SI DISSE CHE COME PRIVATO COMUNQUE DOVEVO AVERE UN CERTIFICATO VETERINARIO AL SEGUITO.
FECI INNUMEREVOLI DOMANDE PER CAPIRE COME ESSERE IN REGOLA E MI SI DISSE SOLO QUESTO.
SARA' CHE IN FRANCIA SON PIU' CONFUSI DI NOI
SARA' CHE QUESTA NORMATIVA E' NATA DOPO, POCO IMPORTA, ALTRA CONFUSIONE IN CARICO

Molti hanno detto che tutto cambia ed alcune "figure" sono destinate a sparire; rispondo dicendo che ciò che deve sparire (o meglio si deve adeguare alle leggi vigenti) è la parte irregolare del nostro settore e non certo ditte come la mia che sono già cambiate ed adeguate ai tempi da un pezzo.

SU QUESTO HAI RAGIONE, MA QUESTA E' UTOPICA RETORICA, SIAMO ITALIANI E SAPPIAMO COME FUNZIONA LA STORIA DELLE LEGGI, AL MAX VIETERANNO E SUCCESSIVAMENTE FARANNO DEROGHE A VARIO TITOLO
IL PROBLEMA E' CHE RISOLVENDO QUESTO PROBLEMA, SI SPINGANO PRIVATIVENDITORI A SMETTERE...A SMETTERE DI ACQUISTARE ANIMALI CON LA SCUSA DI ALLEVARLI E GUADAGNARCI SU.
CI SI E' FISSATI SU 4 GATTI, DI CUI CHIEDO A STEVE CHE CONOSCE TUTTI E CHE USA UNO PSEUDONIMO(DI CHE HAI PAURA?)DI CONTATTARMI IN PRIVATO E DI FARMI TUTTI I NOMI DI QUELLI CHE LUI PENSA SIANO EVASORI, COMMERCIANTI,FINTI PRIVATI.
A ME NON RISULTANO, FORSE ANCH'IO ANNI FA, A DETTA DI MOLTI, POTREI ESSERE STATO UNO DI QUESTA FAZIONE, MA LA REALTà E' BEN DIVERSA, CI HO RIMESSO E PARECCHIO, MASCHERAVO LE SPESE CON GUADAGNI INESISTENTI.
NON ROMPETEMI LE PALLE SE ALLA FIERA X HO INCASSATO 10.000, PER FARE QUELLA VENDITA HO INVESTITO, MINIMO IL DOPPIO. E DA BUON COMMERCIANTE, QUEL 10000(MAGARI..) L'HO SEMPRE REINVESTITO.

Forse non si arriverà al divieto di detenzione in forma espressa ma a quello di fatto credo proprio di si ed è per questo che ritengo fondamentale uno scatto da parte del nostro mondo verso una regolarizzazione seria in primis e poi proponendo una regolamentazione per il benessere animale che ci permetta di avere credibilità e quindi un futuro.

SE GIA' UN ADDETTO AI LAVORI SPINGE PER FAR CONTROLLARE UNA REALTA' DI FINTA EVASIONE, FINTA PERCHè NON ESISTE, RIPETO IL MIO INTERESSE A CONOSCERE NOMI E COGNOMI DI CHI GUADAGNA € DA VENDITE DA PRIVATO DI ANIMALI, LI CONOSCO ANCHE IO, O MI SFUGGONO ALTRI NOMI O SO PER CERTO CHE NON E' VERO NULLA!
FIGURIAMOCI COME PUO' FIGURARE TALE RICHIESTA AGLI ORGANI COMPETENTI!
RIPETO, DA VOCI RIFERITEMI, PARE CHE IL CONTROLLO A LONGAROME ED IL CASINO SUCCESSIVAMENTE AVVENUTO ERA NATO PRIMA DA UN'ASSOCIAZIONE DI CATEGORIA, LA QUALE INTERPELLATA SUCCESSIVAMENTE HA DICHIARATO CHE ERA UN UNICO COMMERCIANTE CHE HA ROTTO LE PALLE PERCHE' SI FACESSE TALE CONTROLLO E LORO POVERINI HANNO DOVUTO FARLA,IN QUANTO RICHIESTA FATTA DA UN LORO ASSOCIATO

MA SE NEANCHE ESISTE UN ACCORDO TRA LE ASSOCIAZIONI ED I COMMERCIANTI ASSOCIATI, DOVE SI VUOLE ARRIVARE ??????????
IL MERCATO LO SI AIUTA AMPLIANDOLO E NON RESTRINGENDOLO.
LOTTA PER IL PATENTINO SUI VELENOSI AD ESEMPIO, LOTTA PER TOGLIERE IL CITES SUGLI ANIMALI NC DA ALLEVAMENTI SPECIALIZZATI, NON VIETARE AL PRIVATO L'ILLUSIONE DI GUADAGNI E IL LIMITE DI DETENZIONE!CHE TRA L'ALTRO NON ESISTE.. ANCORA


grazie ad internet permettendo una rete di "affari" (grandi o piccoli che siano non cambia la loro natura commerciale)


E QUI RISPONDO A STEVE, GRANDI O PICCOLI, QUINDI MARCO CHE NON HA CAPITO NULLA, SPARA A 0 SIA SUI GRANDI EVASORI CHE SUGLI ALLEVATORI DI 4 GUTTATE!
CHE IO SAPPIA, POSSO VENDERE FINO A 5000€ L'ANNO SENZA DOVER DICHIARARE TALE "GUADAGNO" AL LORDO DELLE SPESE DI ACQUISTO RIPRODUTTORI, MANTENIMENTO,RISCALDAMENTO, MORTALITA'...ECC

SPARA PURE MARCO, E' UNA TUA SACROSANTA IDEA, A QUESTO PUNTO SPERO CHE TUTTO CIO' CHE DICI SI AVVERI, COSI' IL PRIVATO, ABBANDONERA' L'IDEA DI COMPRARSI IL BANANA DELLE BALLE DA 10.000€ CHE TU RIPRODUCI ED ASPETTERà CHE TALE BANANA COSTI 100€ PER PRENDERSELO, SE GLI PIACE, PER METTERLO IN SOGGIORNO.

IL PRIVATO CHE INVECE SI OSTINA A PENSARE AL GUADAGNO, SI APRIRà P.I. E SI COMPRERà IL BANANA A 5000€ DAGLI STATI UNITI O IN REP.CECA, PER POI METTERSI IN CONCORRENZA CON TE NELLA VENDITA ALLA FIERA DI LONGARONE DI TURNO

MA SONO TANTO FUORI DA PENSARLA IN QUESTO MODO?

POST 53 DI STEVE.
TE LO CONTESTO IN TOTO!
QUESTA E' LA MIA MAIL, :TRIPLOVENTI@HOTMAIL.COM
MANDAMI LA LISTA DI CHI CONOSCI TU , DEVI SCRIVERMI NOME E COGNOME DI QUESTI FANTOMATICI EVASORI, TI GARANTISCO L'ANONIMATO, NON SUBIRAI NESSUNA DENUNCIA PER CALUNNIA, DATO CHE SOLO IO SAPRO' TALI NOMI.
VOGLIO I NOMI NON IPOTETICI PRESUNTI EVASORI MARZIANI, SO DI AVER RAGIONE IN CIO' CHE SCRIVO, CON IL TUO ELENCO DI NOMI, SAPRO' SE MI CONFERMI LA MIA RAGIONE, SE DA QUANDO HO MOLLATO CON I RETTILI LE COSE SONO CAMBIATE, SE SEI SOLO UN LECCHINO/VIOLINISTA DA 4 SOLDI.
MANTERRO' ANCHE IL SEGRETO SULLA TUA IDENTITA'.
TI RIPETO CHE VOGLIO SOLO UNA RISPOSTA A QUESTI 3 MIEI QUESITI.
MAGARI CREDI DI ESSERE ANCHE NEL GIUSTO, CON LA TUA EMAIL AVRO' MODO DI ERUDIRTI PRIVATAMENTE SULLA QUESTIONE.

MARCO, MA STA RIUNIONE DI BOLOGNA QUANDO SI FA?



UN SALUTO
ARU
DASSETTO PAOLO
3482872341
# - Inserito da inserito il 02 Febbraio 2012 - 16:23
56
Basta capire cosa si intende per parlare male di qualcuno. Io mi sono limitato all'aspetto legale nel modo di operare sia per gli stranieri sia per i connazionali da cui ne deriva anche la strategia commerciale. Se per te significa parlare male allora si, ne ho parlato male anche se per me parlar male è altro.
Circa il portare gli animali all'estero è evidente che non sai come stanno le cose e che come molti ti limiti a dedurre supponendo. La normativa TRACES europea è stata recepita dai vari paesi in modi diversi. Anche quì ci siamo distinti ed infatti solo in Italia esistono gli uffici UVAC con i derivanti obblighi. Quindi è solo per introdurre animali in Italia che si deve fare la comunicazione. Per andare all'estero con gli animali, parlo a scopo commerciale, occorrono "solo":
- l'autorizzazione "tipo 2" per il trasporto
- la documentazione degli animali (DDT e cites)
- fatture di vendita a giustificare l'eventuale minor numero di animali al ritorno.

Quindi nessuna comunicazione di uscita dall'Italia o di entrata nel paese estero. Questo è quello che faccio quando vado all'estero nel rispetto della normativa, lo stesso rispetto che adotto con le regolari comunicazioni UVAC quando importo da paesi comunitari.
Non è certo colpa mia se queste sono le regole come è invece colpa tua parlare a sproposito. Quando non si sanno le cose si tace o si chiede con toni differenti.

Su tutto il resto ho già ampiamente parlato ma continui a non capire o come credo e spero per te a far finta. Ad esempio sembra tu non abbia capito che per la legge italiana non è il quanto si guadagna ma il modo di operare a distinguere un soggetto privato da un commerciante. Ancora una volta non è colpa mia se questa è la regola e se tu la ignori.
Se incassi 0€ ma hai un sito web, partecipi a varie fiere, hai uno stand espositivo, hai bilgietti da visita, hai un logo, etc., sei per la legge italiana un soggetto commerciale. Perchè? perchè utilizzi a scopo di vendita gli stessi identici strumenti di una ditta che per poterli usare è tenuta a vari obblighi. Visto che ti piace dedurre piuttosto che informarti seriamente ti aiuto in un ragionamento:
per aprire un negozio (vero o virtuale non cambia nulla) devo prima ottenere le varie autorizzazioni del caso e solo dopo posso iniziare a vendere sperando che qualcuno entri a comprare (o ordini in caso di vendita online). Da nessuna parte sta scritto quanto devo guadagnare per essere un negozio ma c'è scritto invece che prima di aprire devo inquadrarmi nel rispetto delle varie normative. Teoricamente potrei non avere nessun cliente ma questo non toglie che debba essere autorizzato alla vendita. Riassumendo per vendere con modalita' commerciali occorre la partita iva, anche se hai 4 animali ed incassi 0€.
Spero che almeno questo ti sia chiaro.
Allo stesso modo puoi tranquillamente avere tanti animali ed essere un privato. Puoi anche vendere animali ed essere sempre un privato, basta che non lo fai con modalita' commerciali.
Ma è così difficile da capire? Oppure non si vuol capire?
Perchè invece nel nostro settore dovrebbe essere lecito l'utilizzo dei metodi commerciali di vendita senza le preventive autorizzazioni a commerciare? Il fatto che il mercato sia piccolo giustifica che si possa fare quel che si vuole?
Non sono avverso alle fiere in modo pregiudiziale; sono contro questo tipo di fiere che credo si debbano adeguare a livello normativo perchè adesso sono solo un mercato nero che opera una concorrenza sleale ai danni degli operatori autorizzati.
Vorrei anche fare un'altra riflessione sul fatto che siamo un settore che opera un suicidio commerciale.
Se si rispettassero ruoli e normative si avrebbe una corretta linea commerciale con una leale concorrenza ed un fisiologico limite ai prezzi al ribasso. Questo porterebbe un beneficio per tutti e guadagni da reinvestire per un vero sviluppo del settore con strutture ed addetti.
Invece permettendo di commerciare (cioè vendere utilizzando strumenti commerciali) a soggetti privati il limite al ribasso dei prezzi dato dalla logica di mercato (vero) viene meno e si finisce per svendere gli animali ben oltre il loro valore reale e senza obblighi fiscali.
Questo è possibile perchè si agisce in un mercato che non rispetta le regole indispensabili alla tutela propria e delle figure che vi operano.
Che tipo di vantaggio ne abbiamo tutti? Nessuno, un suicidio di massa e vi spiego il motivo analizzando tutte le figure con un esempio pratico:
-Privato: adesso e' vero che paga un boa 25€ invece di 90, ma e' anche vero che se domani dovesse vendere eventuali piccoli (magari tutti insieme ad un commerciante perche' non ha tempo di seguirli) dovrebbe accontentarsi della risibile cifra di 10-15€ se gli va bene. Oppure farsi qualche fiera per avere forse 25€ a boa. Se il prezzo di acquisto fosse quello commercialmente corretto di 90€ il commerciante gli potrebbe invece dare 35-40€ oppure potrebbe avere 75€ in fiera. Il reale vantaggio per il vero privato sarebbe avere sul territorio negozi specializzati e ben forniti come punto di riferimento.
-Allevatore "professionale"(intendo chi fa molti animali e non necessariamente con partita iva): adesso per vendere i boa a 25€ si deve fare 20 fiere l'anno con relative spese. Se i boa costassero 90€ potrebbe darli in gruppi a grossisti a 25€ ed a negozi a 35-40€ stando comodamente a casa e con maggior guadagno e comunque potrebbe sempre venderne una parte in fiera ma a 75€.
-Negozi: con i margini di guadagno che un mercato regolare offrirebbe (cioè una concorrenza leale tra fiere e negozi) potrebbero investire nel settore in strutture e personale e potrebbero essere le vere vetrine sul territorio per diffondere la terraristica con la dovuta competenza cosa oggi commercialmente impossibile. Questo perchè la loro distribuzione è capillare e lo sarebbe sempre piu' a vantaggio degli appassionati.
Insomma un circolo virtuoso che porterebbe piu' guadagni per tutti e quindi possibilita' di crescita in termini di addetti e fatturati.
Immagino già qualcuno che pensa: ma a 90€ non si venderebbero tutti i boa che ci sono in giro. Ne siete proprio sicuri? Molti anni fa costavano di più e si vendevano lo stesso. C'erano meno riproduzioni ma tantissime importazioni dal centro e sud america ed una proporzione grossomodo simile a quella odierna tra animali in vendita ed acquirenti. Io credo che se i boa costassero ovunque 90€ si venderebbero lo stesso. Magari a 75€ in fiera e 100€ al negozio ma comunque ad un prezzo che non svilisca il valore dell'animale e l'operato dell'allevatore come avviene oggi.
Nel nostro settore avviene invece l'harakiri commerciale perchè il mercato è prevalentemente nero, fatto da soggetti che operano commercialmente senza averne titolo e che quindi non hanno quel limite dato dalle logiche di mercato di cui parlavo sopra dato dal costo dell'animale + oneri fiscali + guadagno.
Ci lamentiamo che ci sono solo reali e boa morph in giro ma non se ne analizzano bene le ragioni. E' chiaro che molti li hanno in allevamento per scopi di guadagno (finchè durerà) ma non si analizza il perchè tutte le altre specie hanno avuto un tracollo economico. L'analisi superficiale si limita a dire che si riproduce troppo e quindi ci sono troppi animali in rapporto alla richiesta. Io mi permetto di dire che non è vero e che la maggior colpa è sempre del modo antieconomico di vendere con modalità commerciali da parte di soggetti che non fanno parte del regolare mercato. I maggiori responsabili di questo assurdo gioco al ribasso sono i commercianti dell'est con la complicità di chi ha permesso loro di venire in Italia alle nostre fiere a vendere grosse quantità di animali completamente a nero. Proprio un bel servizio alla terraristica italiana!
Basterebbe il semplice rispetto dei ruoli in base alle normative per avere un circolo molto più virtuoso a beneficio di tutti, commercianti e privati. Un mercato così strutturato, cioè regolare, darebbe anche maggior voce in capitolo al settore della terraristica.
Per concludere invito tutti a non pensare solo al presente ma cercare di fare uno sforzo guardando avanti sapendo che i mercati senza regole sono inevitabilmente destinati a sparire e che le spinte animaliste sono fortissime.
# - Inserito da MCS Marco inserito il 08 Febbraio 2012 - 10:20
57
grazie marco, finalmente hai risposto in maniera esaustiva alle domande che ponevo e di tutti i 57post(questo compreso) il tuo ultimo post è l'unico che merita di essere letto, qui sei stato chiaro, conciso ed esaudiente!
è evidente che non conosco perfettamente la normativa, l'avevo anche detto, ma del resto non sono interessato a conoscerla bene avendo altri interessi e quindi non mi sono mai impegnato + di quel tanto ad erudirmi in merito, per tanto prendo per oro colato il tuo post 56, senza ulteriori mie documentazioni in merito, a dimostrazione del fatto che il mio interesse era unicamente di chiarimento.
sinceramente non avevo capito varie questioni, comunque altrettanto sinceramente, invece che 55 post del cavolo, avresti potuto scrivere il post 56 già da tempo e non spinto dalla mia insistenza.
ora che da ignorante privato so come funziona in italia a differenza della spagna o olanda, accetto questa tua pretesa nei confronti dei commercianti dell'est, prima io con molti altri che si dilettano a telefonarmi, si pensava che marco pretendesse legalità dagli stranieri in italia, ma che non fosse interessato a mantenere la stessa legalità nel paese di vendita.
da quello che mi dici, solo l'italia ha questa normativa, una sorta di protezionismo che sarebbe ridicolo non sfruttare.
discorso di vendita da parte esteri alle fiere in italia, chiarito e mi trovo perfettamente d'accordo con il tuo pensiero.
non condivido il tuo pensiero sul fatto che chi organizzi fiere si debba adeguare, considero la fiera come un contenitore che viene offerto da tizio ad altri appassionati.
è responsabilità di chi utilizza quel contenitore adeguarsi alle normative.
se esiste la legge che vieta l'uso di strumenti commerciali, quali il sito internet, ai privati, l'organizzazione della fiera di turno può solo far rimuovere lo stenderdo pubblicitario, non può verificare che il privato dia biglietti da visita o pubblicizzi il suo sito sottobanco.

chiarito per me anche il discorso finto privato.
qualunque privato abbia un sito internet con o senza logo che si identifichi alle fiere con il suo sito internet o logo sta sfruttando illegalmente uno strumento commerciale senza averne diritto

quindi io posso aprirmi il sito di serpi a titolo privato, a solo scopo didattico privato, ma non posso andare in fiera utilizzando la "pubblicità " datami dal sito
ma allora perchè nessuno denuncia il sito x di serpi che ha una sezione disponibilità/eccedenze , in quanto, anche non evadendo eventuali tasse su eventuali vendite, già è illegale, in quanto utilizza strumenti commerciali non essendone autorizzato?
basterebbe nulla a ripulire questa condizione illegale in cui versano molti erpetofili.
chiarito anche che, il privato può comprarsi un banana da 10.000€ a scopo di ipotetico guadagno, se vende i piccoli tramite annunci di siti erpetofili, si presenta alle fiere come privato senza sito internet e se dichiara annualmente l'incasso ecceddente ai 5000€ (credo che sia questo il limite di guadagno da non dichiarare come privato,l'anno)può continuare a fare il privato senza troppe gabelle burocratiche da espletare.

il pirla privato che ha il logo, il sito internet e che si presenta in fiera pubblicizzando il suo sito per vendere 3 guttate DEVE avere anche P.I. e dichiarare la vendita nelle tasse a prescindere dall'importo.

guarda che sta confusione è stata chiarita solo ora, grazie al tuo post 56 e sarà mio interesse pubblicizzare questa questione sui forum di serpi, in modo che tra una settimana, chi avrà il sito internet per farsi bello sia cosciente delle problematiche al quale incorre

non sono comunque d'accordo sull'ultima parte del tuo discorso.
non credo che aumenterebbero i prezzi in un mercato più virtuoso, definite queste categorie, il privato che non ha siti internet, loghi e altri strumenti commerciali per pubblicizzare le sue vendite, se non le fiere e mercatini che sono il naturale contenitore dei privati per scambi e cessioni, arriverebbe alla fiera con lo scopo di disfarsi delle eccedenze, se non riesce nel suo intento, butta giù il prezzo al pari dei livelli attuali, entrando nell'ottica di non riprodurre più l'animale x, perchè fuori mercato, tale animale x sarebbe introvabile sul mercato per il tempo necessario a fargli aumentare nuovamente il prezzo dato dal rapporto domanda/offerta.

rileggendomi i tuoi vecchi post, trovo comunque inutile la tua proposta del primo post, chiarito che il privato non può utilizzare strumenti commerciali e definiti solo ora quali sono gli strumenti commerciali, per cedere le sue eccedenze, il problema non si pone.
se seguo la legge e non utilizzo impropriamente strumenti commerciali, avrò minori possibilità di cedere gli animali, quindi creerò meno concorrenza sleale.

ma da una veloce controllata su internet vedo solo 4 o 5 siti di privati che sono fuori norma.
non reputo questi 4 o 5 un gran danno alla crisi , 4 o 5 che si metteranno in regola a breve scegliendo di legalizzarsi in una + definita categoria.
e sarà mia premura avvisare personalmente questi che come me ignoravano la questione "strumenti commerciali illeciti"

un saluto

# - Inserito da inserito il 10 Febbraio 2012 - 18:17
58
Non credo che io debba giustificare il mio operato del quale, come tutti, sono pienamente responsabile. Vista però l'insistenza nel cavillare sulla mia attività magari poteva servire a chiarire alcuni punti come avvenuto in questo caso e per questo ho risposto.
Consiglio comunque di non prendere per buono “passivamente” tutto quello che io od altri possiamo dire ed informarsi bene è sempre utile per avere riscontri perchè in materie così intricate potrebbero essere facilmente dette delle inesattezze.
Quello della normativa UVAC italiana non è una cosa da “sfruttare” come dici tu Paolo, ma da rispettare (almeno decentemente) insieme alle altre normative (fiscali e sanitarie) per essere in una situazione di concorrenza leale. Capisco che possa far sorridere visti gli importi di cui si tratta ma per chi opera regolarmente non c'è tanto da ridere e tutto va messo in relazione alle dimensioni del mercato. Pensa che un operatore regolare anche per acquistare 5 molurus o 5 calyptratus dalla repubblica ceca deve fare la dichiarazione UVAC (cioè essere preventivamente registrato e fornire tutti gli estremi dell'arrivo compreso l'identificazione del mezzo di trasporto autorizzato). Questo messo in relazione a ciò che avviene in fiera fa da un lato sorridere ma dall'altro incazzare per quanto le nostre istituzioni pretendono senza mai dare. In questo caso per dare intendo un minimo di tutela verso chi opera regolarmente. In pratica c'è l'obbligo ma non il controllo (o meglio c'è solo per chi dichiara) e quindi chi fa il furbo è premiato in linea con la filosofia italiana per la quale a conti fatti conviene essere furbi piuttosto che agire nelle regole.
Non ho detto che debbano adeguarsi gli organizzatori ma le fiere, nel senso che chi vi partecipa debba farlo nel rispetto di tutte le normative, che abbia insomma le carte in regola. Casomai ho chiesto agli organizzatori, vista l'assenza mirata di una tutela come dicevo poco sopra da parte degli organi di controllo, di riconoscere questa situazione di mercato nero spudorato e di adottare almeno una forma d'iscrizione più seria che permetta di avere certezza di chi partecipa, a che titolo e con quanti animali tramite un'autodichiarazione firmata di pugno. Gli organizzatori non sono tenuti a farlo ma se lo facessero darebbero un concreto giro di vite al mercato nero della terraristica italiana. Ovviamente questo cozza con i loro interessi economici che sono quelli di avere più espositori e più gente possibile alle fiere per cui difficilmente cambieranno modo di operare e quindi in un certo senso se ne “laveranno le mani” come fece Ponzio Pilato sempre in linea con la filosofia italiana del “non vedo, non sento, non parlo”.
Il limite di 5000€ non esiste per la “vendita occasionale” ma riguarda un'altra cosa e cioè le “prestazioni lavorative occasionali” per cui se superi il limite si configura un rapporto di lavoro continuativo. Per la vendita occasionale non esiste un limite preciso. Si parla solo di forma non organizzata e continuativa (cioè non devi utilizzare strumenti commerciali di vendita), della emissione di ricevuta (senza iva o ritenuta d'acconto), di riportare la differenza tra incassi e spese (documentabili e strettamente attribuibili alla “produzione”) nella dichiarazione dei redditi alla voce altri redditi. E' chiaro che si parla di teoria, la pratica è un'altra cosa. In Italia si costruisce abusivamente nonostante le leggi, figuriamoci se non si può giocare al piccolo imprenditore!
Le fiere ed i mercatini non sono affatto il naturale contenitore dei privati. Sono delle vetrine commerciali e quindi sono l'habitat naturale di chi vuol commerciare e solo saltuariamente dovrebbero esserlo per il privato, altrimenti ricominciamo da capo. Non solo: se il mercato fosse un pochino più regolare negozi e grossisti potrebbero assorbire le nascite dei privati riconoscendo cifre congrue al valore degli animali senza che il privato debba svendere in fiera.
Lo dico con molti anni di esperienza diretta. Quindi la tua ipotesi di svendita raramente si realizzerebbe in un contesto di mercato regolare.
Non sono solo i siti web ad indicare la natura commerciale di un soggetto (e comunque sono molti e non solo 4/5 come detto nel post precedente). Ad esempio ci sono: la frequenza alle fiere, lo stand espositivo, brochure e bigliettini, loghi, numero di animali in vendita alto, frequenti annunci, etc.; insomma è l'insieme che delinea la non occasionalità della vendita. Ricordo che per occasionale la legge intende accidentale, non programmato. Sicuramente nel nostro settore tutti gli sforzi sono invece rivolti allo scopo di vendere e quindi tutt'altro che occasionali.
Circa la proposta iniziale quello che tu Paolo dici mi fa capire che non hai capito quello che intendevo (scusa il gioco di parole). Non ha niente a che vedere con la parte fiscale (per la quale ripeto non ho proposto niente di nuovo) ma riguarda solo la mia idea per dare un futuro alla terraristica italiana tenendo conto che dobbiamo lottare contro animalisti estremisti ed una opinione pubblica molto sbilanciata dalla loro parte che vede nei terrariofili una esigua minoranza di gente a dir poco stravagante (vedi cosa ha detto Rita dalla Chiesa in trasmissione). La tua idea, se non ricordo male, è quella di stare più nascosti possibile perchè non abbiamo nessuna possibilità di successo mentre la mia è quella di tentare di “regolarizzare chiaramente” tutte le situazioni private per non incorrere in spiacevoli sorprese. Per far questo occorre dare alle ASL (vista la loro scarsa preparazione specifica) indicazioni precise ed inequivocabili. Certo è che un prezzo, crescente in base al numero di animali, va pagato (bollettino e strutture adeguate).
Attendendo passivamente vedo solo la possibilità (anzi la certezza) di normative che vanno contro la terraristica e non vedo altro modo di agire per tutelarsi da questa reale minaccia.
# - Inserito da MCS Marco inserito il 14 Febbraio 2012 - 18:21
59
ho letto rapidamente questa tua ultima risposta.
il senso del mio "sfruttare" deve essere inteso come, dato che in italia esiste una normativa + specifica che non esiste in altro stato europeo è giusto oltre che legale, utilizzare/promuovere questa normativa, soprattutto se garantisce un "vantaggio" nei confronti della concorrenza straniera.
nel senso che se applicata; su 10 stranieri, magari solo 2o 3 verranno in italia mettendosi in regola, 2o3 faranno i furbi a loro rischio e pericolo, 4o 5 sceglieranno di restare a casa o di andare in altro stato europeo per vendere la loro produzione, idem per i privati importatori, si avrà come conseguenza una minore o nulla concorrenza sleale.

dato che l'argomento in questione mi interessa poco, come poco mi interessa il discorso del limite dei 5000€ che io erroneamente attribuivo alla vendita occasionale, prendo per buono ciò che mi dici, non passivamente, ma neanche attivamente da dover interpellare avvocati, commercialisti, guardia di finanza al solo scopo di confermare o smentire ciò che hai dichiarato.
senza contare che con tutte le leggi esistenti è possibilissimo interpretarle quasi a piacimento, ribaltandone il significato.
immagino che per scrivere ciò che hai scritto, tu stesso ti sia informato adeguatamente e di conseguenza, già ti ringrazio per la delucidazione sui 5000€, e del tempo che mi hai fatto risparmiare scrivendo il sunto delle infomazioni che hai acquisito.

"Le fiere ed i mercatini non sono affatto il naturale contenitore dei privati."
questo mi lascia basito, ricordo secoli fa i mercatini in veneto con solo privati,il primo longarone con il 90% di privati , vabbè dall'epoca ne è passata di acqua sotto ai ponti, ma credevo l'esatto opposto.
tale tua affermazione è solo tua o è un'identificazione ufficiale di strumento commerciale?
l'occasionalità della vendita del privato è un bel casino da definire.
vedo molti annunci di tizio con una cucciolata di guttate che va a tutti i mercatini, se non vende, l'anno successivo ripubblica 100 annunci per guttate di un anno, e rifrequenta tutti i mercatini.
questo solo con una casuale cucciolata, ma con una frequenza di promozione che rasenta la prassi della "vendita continuativa", quando nella realtà dei fatti, tale vendita è palesemente casuale.
idem tizio che ha 3 tegu o 2 boa adulti da "far fuori", ad un occhio poco attento pare che il personaggio x abbia 100 tegu e 200 boa in vendita.
secondo me, impedire al privato di mettere 100 annunci(se lo permette il sito che lo ospita), impedirgli di farsi il banchetto alla fiera, con gli animali di 3 o 4 amici privati che in totale offrono 50 animali, rischia di deprimere il mercato stesso.
ho una coppia di serpi x, se non posso fare le fiere o tentare di commerciare i nati, mi compro 2 maschi e finisce li, se invece ho la possibilità di dar via 4 boa per prendere 6 reali e magari fare 20 piccoli da vendere(perchè scambiare è ben difficile), magari grazie a ciò posso farmi tutta la collezione di locality di chondro, poi magari ci aggiungo 3 coppie di reali morph che, se sono fortunato nella riproduzione, mi permettono di prendermi una coppia di boeleni e via discorrendo
ne conosco tanti di privati che si lanciano sui boa oggi per passare ai reali o alle morelie domani...da un passaggio all'altro ci si impiega almeno 1/2 anni a "cambiar specie".
dando una direttiva + restrittiva di oggi si riduce ancor più l'interesse al mercato, io stesso, avendo intravisto un inasprimento della situazione detenzione animali, ho abbandonato, sono uscito dal giro.
ci fosse un mercato + libero(senza vincoli pericolosi,cites,usl,registri,microcip...) ora come ora avrei 2 o 3 velenosi, 3 arboricoli ed un terrario di raganelle, il prox anno magari davo via i velenosi per 2 coccodrilli, riproducevo gli arboricoli per prendermi un banana con i nati.
invece non ho + nulla, sono schifato e stanco della situazione animali in italia, troppe norme, troppa ignoraza in chi ci deve controllare.. e troppo pensiero animalista che dipinge in televisione il vecchietto contadino che ammazza la gallina nella sua fattoria come un sadico, dimenticando che quel "sadico" sperduto di campagna non è che il retaggio del comportamento dei nostri nonni, un pezzo di storia umana che viene trasfigurata da un pensiero di animalismo errato e controproducente.
io resto della mia idea, sono convinto che siamo economicamente deboli per far valere i nostri diritti, anzi, lavorando per far regolarizzare la questione, si rischia solo di far credere agli esterni che siamo + di quanti in realtà siamo, che ci sia un "contrabbando" di proporzioni immani che in realtà non esiste.
ricordo quando hanno vietato gli aracnidi pericolosi, ti ricordi qual'è stato l'elemento scatenante?
un'arroganza di un importatore regolare nei confronti di un organo di controllo incompetente, per 4 scorpioni..3 giorni di tg che paventava contrabbandi di container di scorpioni, rischi allucinanti per la collettività, leggina per accontentare il popoletto, divieto.
non vorrei che un pressing di richiesta di regolarizzazione, venga letta come un fastidio, in aggiunta al pirla filmato al pub dal fratello degli animali, 2 articoli di giornale e via, divieto totale detenzione animali, come prassi italiana, poi sempre da prassi italiana, deroga per la categoria forte degli appassionati di cavalli, deroga per i cani e gatti, sostenuti da forti associazioni...chi resta? deroga per i rettili? ma se fanno schifo alla nonnina...

# - Inserito da Dassetto Paolo inserito il 15 Febbraio 2012 - 01:20
60
Questa volta più o meno concordiamo su tutto.
Forse mi sono espresso male circa i privati alle fiere. Non intendevo che alle fiere non devono partecipare ma semplicemente che le fiere di oggi essendo solo dei mercati, cioè dei luoghi dove si commerciano animali, mi pare logico che i venditori organizzati ed abituali debbano essere dei regolari commercianti. Ovviamente ci possono essere anche tutti i privati del mondo a vendere animali sapendo però quali sono i loro obblighi e limiti. Quello che sostengo è che in un mercato regolare il caso estremo del privato da te descritto con i soliti 4 animali non avrebbe bisogno di 100 annunci e 2 anni di fiere per cederli. In un contesto di mercato regolare il rispetto dei ruoli sarebbe molto più automatico di quello che pensi e ti faccio un esempio con due tipologie di privato possibili:
- il privato con poche nascite. Per cederle avrebbe due opzioni: cedere in blocco ad un commerciante oppure direttamente tramite annuncio e/o fiera. Dato l'esiguo numero di animali e la maggiore recettività di un mercato regolare per venderli non avrebbe necessità di ricorrere a strumenti commerciali.
- il privato con molte nascite. Anche in questo caso abbiamo le stesse opzioni del precedente esempio. Nel caso optasse per la vendita diretta, molto probabilmente essendo il numero di animali elevato, qualche annuncio e fiera non sarebbero più sufficienti per cedere tutto e non potendo utilizzare gli strumenti commerciali cederebbe le restanti eccedenze ad un commerciante senza creare distorsioni al mercato a vantaggio di tutti.

Le prime fiere italiane di 10 anni fa ed internazionali di 15-20 anni fa avevano lo scopo di far incontrare gli appassionati che altrimenti non avevano modo di conoscersi. Mi ricordo le “conferenze” dei primi anni 90 durante le fiere da parte di veterinari, ricercatori sul campo e pionieri dell'allevamento sia allo Snakeday che in fiere USA. C'era il “programma” con gli orari, gli argomenti ed i nomi dei relatori e vi garantisco che sentire personaggi come Al Baldogo relazionare le prime ricerche fatte sulla morelia boeleni illustrando diapositive con il fango a mezza gamba a 2500mt sulle montagne della Nuova Guinea era incredibile. Oggi non c'è più bisogno della fiera per conoscersi e scambiare preziose informazioni tra allevatori ed ecco che l'evento assume solo la funzione (moltiplicata dalla rete) di mercato. Non mi stanco di ripetere che la vera rivoluzione (nel bene ma anche nel male) l'ha portata internet ed è stata così rapida (circa 10anni) che il mondo dura fatica a stargli dietro a livello normativo e di controllo.
Quindi non prendiamoci per il culo con la natura delle attuali fiere. Ci si va per vendere e comprare, stop! Esattamente quello che si fa al mercato e quindi occorre che le regole almeno in linea di massima siano rispettate per avere una concorrenza leale.
Basta prendere gli elenchi degli espositori alle fiere (che sono già una pubblicità con la possibilità di contatto) e confrontarli per individuare molte decine di assidui venditori esteri ed italiani, ben organizzati per una vendita tutt'altro che occasionale. In pratica abbiamo un mercato nero ambulante che con una 20ina di fiere sparse per l'italia fa passare i negozianti come ladri e chi vende alle fiere o chi compra su commissione come coloro che praticano i “giusti” prezzi. Una verità ribaltata solo per comodo, il comodo di fare quello che si vuole (tanto o poco che sia) senza però vedere le conseguenze che questo ha prodotto, produce e produrrà.
Sul modo per tutelare ed immaginare un futuro per la terraristica la pensiamo diversamente e quì si esce dal campo dei dati oggettivi e si entra nel campo delle legittime opinioni soggettive su cui però è sempre bene confrontarsi.
# - Inserito da MCS Marco inserito il 16 Febbraio 2012 - 18:44
61
Marco, francamente dopo il bel casino fatto da feder fauna su tuo imput, non avrei molta voglia di parlare della situazione con te, ma giusto due paroline voglio dirle, condivido gran parte di quel che dici, ma in primis il modus operandi dell'esposto è stato una merda, e ha contribuito solo a metterci ancora più in cattiva luce, e poi, mi chiedo.. come fàuna persona non in regola a sputare sentenze? parli di rispetto delle regole, bè non mi sembra che tu abbia rispettato la regola di non esporre ad hamm, poichè esponevi a houten, ma hai usato un "prestanome", non mi sembra neppure che tu fatturi i reali importi delle vendite in Spagna germania ecc, di certo non sei il tipo che dichiara operai part-time, mentre lavorano full, o operaie in che lavorano in nero mentre percepiscono paga di maternità... e ora dopo aver lanciato la bomba cerchi il dialogo??
VERGOGNATI.
# - Inserito da D'Aloi Steve inserito il 13 Marzo 2012 - 00:46
62
che dire stefano, mi dispiace che molti come te traggano con superficialità conclusioni prive di ogni fondamento reale. Invece di parlare a sproposito di bombe, illeciti vari e dispensare giudizi prova a ragionare:
Tutto evolve o comunque cambia ed anche il nostro mondo è profondamente cambiato negli ultimi 10 anni con l'avvento di internet ed il moltiplicarsi di allevatori privati e non. Il mio ragionamento parte dall'immaginare quale futuro ci può attendere, basandomi ovviamente sulle mie legittime idee (come lo sono le tue o quelle di chiunque altro), ed ho individuato due punti critici nel medio periodo:
1)- la totale mancanza del rispetto delle regole di mercato. Per fare un ulteriore passo in avanti occorre iniziare a regolamentare seriamente questo commercio perchè un mercato senza regole è destinato a collassare. Solo un mercato regolare con i suoi profitti potrà permettere una crescita e la comparsa di figure professionali. Senza ciò resteremo al palo, con i più grandi allevatori che al massimo avranno un paio di rack artigianali in salotto ed i capannoni americani continueranno a sembrarci fantascienza. Il problema non è solo in Italia ma anche nel resto d'Europa. Basta pensare a quanti americani arrivano in Europa a vendere abusivamente o ai soliti allevatori/commercianti dell'est che ogni settimana sono ad una fiera diversa per vendere rigorosamente in nero...
2)- la continua e concreta minaccia di leggi che possono vietare o limitare pesantemente il nostro settore. Sono già una realtà e puoi stare nascosto quanti vuoi ma gli animalisti andranno avanti e sono molto forti. Se non ci inventiamo qualcosa (e forse avverrà lo stesso) in futuro potremo tenere solo il cagnolino con il fiocchetto colorato. Il mio intento è avere una normativa nazionale accettabile che permetta al privato (i commercianti hanno già regole precise) di tenere anche grandi quantità di animali in forma autorizzata. Certo che qualcosa deve essere concesso ma secondo me ne varrebbe la pena in cambio di un'autorizzazione da parte della locale asl. Forse tu aspiri ad un mondo della terraristica nascosto e quindi vulnerabile mentre io preferisco la difficile costruzione di uno alla luce del sole che abbia garantiti dei diritti e quindi più sicuro.

Invece di parlare di queste cose ti scagli contro di me mostrando un odio, rancore, invidia (non so nemmeno come chiamarlo) personale nei miei confronti senza nemmeno aver avuto un dialogo con me ma semplicemente per sentito dire e quindi attribuendomi azioni ed intenzioni tutte da verificare ma che ti sono sufficienti per parlare in tal modo. Non ti pare un tantino “leggero” come metodo di valutazione? Io invito te, come altri, a riflettere più attentamente sui problemi che ho posto e sono ovviamente disponibile a qualsiasi spiegazione.
Quale sarebbe il mio modo di operare che tanto non ti piace? Ti riferisci all'esposto di Federfauna oppure a come svolgo la mia attività? A parte che l'esposto di Federfauna non è stata, come più volte detto, una mia iniziativa ma poco importa visto che mi trova pienamente d'accordo e vi ho attivamente contribuito come consulente. L'esposto (e successivamente altri atti) è servito per richiamare l'attenzione delle istituzioni che se sollecitate in maniera informale sono completamente insensibili. Nessun privato sarebbe stato toccato da eventuali controlli, ma paradossalmente solo chi ha un'attività commerciale rischiava una sanzione. Ti risulta che abbiano impedito a qualcuno di allevare e vendere i propri animali a seguito di tale esposto? L'intento era ed è solo quello di far capire alle istituzioni che alle fiere ed in rete non avviene lo scambio di figurine ma viene svolta attività commerciale a volte lecita a volte meno.
La “nostra comunità” invece l'ho sollecitata con il blog dove sto cercando di fare informazione e portare i problemi che io vedo nel nostro futuro sotto gli occhi di tutti. Anche questo ti pare da vergognarsi?
Per quanto riguarda la mia attività commerciale ti ricordo che avendo una ditta regolarmente registrata devo render conto del mio operato ai competenti organi sanitari e fiscali.

Cambiando argomento, ho letto il post su serpenti.it aperto da Paolo e mi è venuto un solo pensiero in mente: ma ci siete o ci fate? Come è possibile non capire chiare parole in italiano? E' ovvio che la legge non è fatta solo per il nostro settore e quindi non dirà esplicitamente quante fiere di rettili un privato possa fare oppure quanti rettili si possono tenere. Utilizza però dei termini inequivocabili come: occasionale, abituale, organizzata, fini produttivi, etc. Lo fa perchè l'attività commerciale abituale è definita da un insieme di fattori giudicabili da chi ha compiti di accertamento fornendogli tutti gli elementi necessari. Viene quindi difficile credere che i molti venditori delle nostre fiere siano occasionali, non organizzati e che non coordinano risorse per fini produttivi (termini usati per definire l'imprenditore).
Per levarsi ogni dubbio basterebbe porre un quesito più preciso all'AE, cioè lo stereotipo delle abituali figure che frequentano mercatini e fiere:
può un soggetto privato, indipendentemente da quanti affari conclude e dalla loro rilevanza economica, partecipare ad oltre 6/7 fiere (anche estere) come venditore, avvalersi di apparati vari (sito web, strutture espositive, brochure, biglietti da visita, striscioni, loghi, strutture di allevamento, etc.), mettere frequenti annunci nei mercatini specializzati, banner in portali, etc. senza svolgere attività commerciale?
Date le mie spiccate capacità di veggenza vi anticipo la risposta: assolutamente no.
Qualcuno ci fa ma qualcuno proprio non ci arriva e quindi traduco con altre parole la risposta dell'AE al quesito, molto generico, posto dall'Associazione Linneaus:

per effettuare “vendite commerciali occasionali” di animali riprodotti vige l'obbligo di ricevuta e di riportare la differenza tra entrate ed uscite (documentabili e strettamente inerenti la produzione) alla voce “altri redditi” in dichiarazione.
Questo solo se si è “venditori occasionali”, altrimenti occorre PI e tutte le autorizzazioni varie nel caso l'attività sia abituale e quindi imprenditoriale.
A tal proposito l'AE (di sua iniziativa senza che fosse esplicitamente richiesto) ha scritto chiaramente in italiano quali sono le cose che determinano l'attività imprenditoriale:
- Il carattere non occasionale della vendita. Occasionale è inteso come casuale, non cercato. Questo cozza con l'attività di molti allevatori che programmano la loro attività a fini produttivi e di vendita. D'altra parte come si possono non ritenere abituali persone che sono da anni presenti alle fiere e sul web a vendere animali?
- Anche un solo affare economicamente rilevante se posto in essere in un certo modo si può configurare come non occasionale. Infatti se la cosa è cercata e si compiono azioni mirate per il raggiungimento di un profitto siamo nel campo imprenditoriale.
- Anche l'utilizzo del solo capitale per fini produttivi o di profitto può essere attività imprenditoriale.
- L'impiego di apparati strumentali fisicamente percepibili è attività imprenditoriale a prescindere da cosa e quanto si vende. Questo è italiano e comprende tutto dalla sega circolare, al tornio, ai siti web, agli stand, agli striscioni, alle strutture di allevamento, etc. Ovviamente se tali apparati sono utilizzati per produrre e vendere. E' ovvio che posso avere un tornio a casa e farci quello che mi pare ma se inizio a realizzarci prodotti ed a venderli con una certa frequenza sul web ad ai mercatini faccio impresa.
- Avvalersi di mano d'opera (dipendenti o collaboratori). Questo è evidente.

Vi ricordo che stiamo parlando della normativa fiscale (la teoria) per capire quali sono limiti nei quali un privato può muoversi. Una volta chiarito cosa si può e cosa non si può fare, dove siamo nel lecito e dove non lo siamo più, possiamo tutti insieme applicando semplicemente il buon senso evitare gli abusi più evidenti che sono poi quelli che provocano una distorsione nociva al mercato.
Ad intergrare il Codice Civile ed il TUIR metto qualche link dove si danno ulteriori spiegazioni sulla normativa fiscale italiana. In particolare il primo relativo all'ambito fotografico è molto dettagliato.

Sito che parla della legge applicato a prestazioni fotografiche
http://www.nadir.it/legge/legge_tau03.htm

precisazioni interessanti
http://www.giorgiotave.it/forum/prestazioni-occasionali-co-co-co-e-co-co-pro/32017-limite-esistente-tra-occasionale-ad-attivita-commerciale.html

http://www.giorgiotave.it/forum/prestazioni-occasionali-co-co-co-e-co-co-pro/72668-commercio-occasionale-come-regolarmi.html

http://www.giorgiotave.it/forum/prestazioni-occasionali-co-co-co-e-co-co-pro/68986-vendita-occasionale-privato.html

http://www.giorgiotave.it/forum/prestazioni-occasionali-co-co-co-e-co-co-pro/164573-vendita-occasionale-di-beni.html

http://forum.commercialistatelematico.com/altri-argomenti/5576-vendita-ebay-occasionale.html

http://facendoimpresa.blogspot.com/2007/03/esercito-commercio-occasionale-come.html

cenni su e-commerce
http://www.b2commerce.it/blog/commercio-elettronico-adempimenti/

esempio ricevuta occasionale
http://www.galleriatedofra.it/ricevuta-vendita-occasionale-opere-arte

mercatini riservati ai venditori occasionali (comune di Lecco). Qui si vede come venga richiesto un “atto sostitutivo di notorietà” ( art.2) per il privato che vuole attuare una vendita occasionale ad un mercatino. E' l'autodichiarazione di cui parlavo in post precedenti:
http://www.comune.lecco.it/resources/pagina/N109fd9c29c0ca5d37f9/N109fd9c29c0ca5d37f9/mercatini_attivita_sporadiche_e_occasionali.pdf

articolo ebay
http://www.pc-facile.com/news/guardia_finanza_indaga_evasori_ebay/61706.htm
# - Inserito da MCS Marco inserito il 19 Marzo 2012 - 19:13
63
Carrozzi ma che cazzo stai a dire??? il punto rimane uno, tiri merda perchè vuoi legalità, e poi vendi a nero nelle fiere estere, prima, lo mettevo come ipotesi, ora l'affermo nero su bianco, fatti due conticini, e aspetta che il padulo t'arriva. Attento quando tor ni dalle fiere estere col portafoglio pieno ;-)

# - Inserito da D'Aloi Steve inserito il 23 Marzo 2012 - 00:17
64
PS... invidia de che? caro mio, per farti capire quanto ho i coglioni girati, ho veduto tutti i miei animali, il mio tempo libero adesso lo dedico solo a trovare il metodo per mettertela al culo, a te e quelle merde dei tuoi compari.
# - Inserito da D'Aloi Steve inserito il 23 Marzo 2012 - 00:20
65
Non posso che farti i complimenti...una tale apertura mentale al ragionamento raramente si incontra in natura...e che dire delle tue metafore, semplicemente raffinate...proprio un grande in tutti sensi...ancora i miei piu' sinceri complimenti...
# - Inserito da MCS Marco inserito il 23 Marzo 2012 - 00:53
66
L'apertura mentale in cosa dovrebbe consistere? tu cerchi la legalità, ma fatturi come e quanto vuoi tu, pretendendo che i privati dichiarino al fisco le vendite, che tra gli appassionati ci siano commercianti fittizzi, che ci sia chi usa la passione o quello che passione dovrebbe essere solo per guadagnarci sopra, bè su questo sono daccordo, ma il toro non dovrebbe dire cornuto all'asino, con quale faccia dici che vuoi legalità? ma credi che la gente non vede le fatture che fai in fiera? apparte il modus operandi viscido, che ha messo in sobbuglio l'ambiente, Carrozzi quest'ambiente è troppo piccolo per nascondersi dietro un dito.
# - Inserito da D'Aloi Steve inserito il 23 Marzo 2012 - 12:49
67
mi dispiace che tu non abbia capito niente di quello che chiedo e soprattutto il perchè. Inoltre sei totalmente fuori strada facendo certe affermazioni ma io più che tentare di spiegarmi meglio non vedo cosa posso fare...
# - Inserito da MCS Marco inserito il 23 Marzo 2012 - 17:10
68
Cconsulenza fornita:

Premesso che le “fiere” attuali sono passate da eventi hobbystici ad eventi commerciali negli ultimi 10 anni (di pari passo con la diffusione di internet), di seguito riporto una breve sintesi delle normative attuali ed un suggerimento finale. Si capisce subito quanto siamo lontani da un “regolare” svolgimento.

vendita commerciale occasionale (privato) secondo TUIR e Codice Civile: come si evince dal documento allegato a cura dell'Agenzia delle Entrate, la vendita commerciale occasionale da parte di un soggetto privato non è soggetta ad iva e può essere fatta solo dietro l'emissione di una ricevuta (la forma non è vincolante) con la dicitura “corrispettivo relativo a cessione di beni compiuta quale attività commerciale occasionale di cui all’art. 67 del DPR 917/86” e nella quale si indichino i dati di chi vende, di chi acquista, la data e la descrizione del bene. In realtà servirebbe anche una marca da bollo di 1,81€ per importi sopra i 77,47€ se ho ben compreso la normativa. Sia il TUIR che il codice civile tracciano i limiti tra privato e commerciante e nella risposta dell'A.E. è ben specificato che la vendita non è più occasionale per chi utilizza “strumenti fisicamente percepibili” (cioè nel nostro caso stand espositivi, volantini, biglietti da visita, siti internet, etc.) e chi svolge tale attività frequentemente (partecipando a varie fiere e mettendo frequenti annunci di vendita online).
I proventi di queste ricevute, al netto delle spese documentabili strettamente inerenti la produzione dei beni venduti, devono essere riportati nella denuncia dei redditi sotto la voce “altri redditi” e quindi si cumulano con il reddito principale del dichiarante. Nessun obbligo in fatto di trasporto, sempre che l'attività si configuri come occasionale (vedi altro allegato sul trasporto).
La qualifica di venditore occasionale quindi è data dalla forma (mezzi e frequenza) in cui viene proposta la vendita e non dalla quantità o dall'importo degli animali effettivamente venduti. Infatti è logico che per aprire una qualsiasi attività mi occorrono prima le varie autorizzazioni e solo successivamente posso esercitare. Teoricamente potrei anche non avere nessun cliente ma questo non mi esenta dall'essere autorizzato a svolgere tale attività.
Alle attuali fiere troviamo decine ed in alcuni casi centinaia di venditori “privati” che talvolta sono veramente “occasionali” ma spesso (la maggior parte) non lo sono affatto perchè utilizzano mezzi commerciali a scopo di vendita: siti web, stand espositivi, annunci, banner su portali, biglietti da visita , loghi, costante presenza alle fiere, etc. Indipendentemente da quanto viene venduto questo non è ammesso dalla normativa, altrimenti quale sarebbe la differenza tra tale soggetto ed uno autorizzato?

Ad integrare il Codice Civile ed il TUIR metto qualche link dove si danno ulteriori spiegazioni sulla normativa fiscale italiana. In particolare il primo relativo all'ambito fotografico è molto dettagliato.

Sito che parla della legge applicato a prestazioni fotografiche
http://www.nadir.it/legge/legge_tau03.htm


precisazioni interessanti
http://www.giorgiotave.it/forum/prestazioni-occasionali-co-co-co-e-co-co-pro/32017-limite-esistente-tra-occasionale-ad-attivita-commerciale.html

http://www.giorgiotave.it/forum/prestazioni-occasionali-co-co-co-e-co-co-pro/72668-commercio-occasionale-come-regolarmi.html

http://www.giorgiotave.it/forum/prestazioni-occasionali-co-co-co-e-co-co-pro/68986-vendita-occasionale-privato.html

http://www.giorgiotave.it/forum/prestazioni-occasionali-co-co-co-e-co-co-pro/164573-vendita-occasionale-di-beni.html

http://forum.commercialistatelematico.com/altri-argomenti/5576-vendita-ebay-occasionale.html

http://facendoimpresa.blogspot.com/2007/03/esercito-commercio-occasionale-come.html

esempio ricevuta occasionale
http://www.galleriatedofra.it/ricevuta-vendita-occasionale-opere-arte

cenni su e-commerce
http://www.b2commerce.it/blog/commercio-elettronico-adempimenti/

http://www.revolweb.it/index.php/it/strumenti/revolblog/item/3-e-commerce-e-autorizzazione-comunale-alla-vendita-com-6-bis.html

circa il commercio elettronico ricordo che per avere un sito web commerciale occorre fare richiesta al comune almeno 30gg prima di metterlo on-line e vale il “silenzio-assenso” per cui se il comune non risponde mi ritengo autorizzato.
Nel caso di animali vivi la spedizione non è possibile tramite corriere o posta e quindi tutti gli “affari” concordati via internet trovano la materiale conclusione alle fiere. Infatti queste non sono solo il luogo per una vendita stile mercato ma costituiscono l'appuntamento per la “consegna”.
E' ormai assodato che per commercio elettronico non è inteso solo quello in senso stretto con il “carrello”, pagamento con carta di credito e spedizione, ma qualsiasi forma di proposta di beni tramite la rete. Avere un sito web è come una vetrina virtuale ed offre visibilità pubblica aumentando molto le possibilità di incontrare la richiesta venendo contattati. Anche la stessa “lista espositori” che troviamo in quasi tutti i siti delle fiere permette il contatto prima dell'evento e quindi la possibilità di concludere affari che poi saranno materialmente realizzati durante la fiera.

vendita commerciale (partita iva) italiana: ogni operatore commerciale è tenuto al rispetto della normativa fiscale (emissione fattura/scontrino) e sanitaria (autorizzazione sanitaria dei i locali e del mezzo per il trasporto di animali vivi) nazionale. Si fa presente che il trasporto vede due tipi di autorizzazione: tipo 1 (sotto le 8 ore) e tipo 2 (sopra le 8 ore). Non è descritto dalla normativa CE quali siano esattamente i requisiti per il trasporto di rettili, anfibi ed insetti ma è comunque previsto che la competente Asl autorizzi in forma scritta l'operatore e cioè visioni il mezzo e lo certifichi idoneo al trasporto specifico. E' invece descritto per i piccoli mammiferi (topi, ratti, criceti, etc.) che il mezzo sia lavabile e con adeguato ricambio d'aria.

Vendita commerciale (partita iva) da altro paese CE: in questo caso, oltre ai requisiti sopra elencati in materia fiscale e sanitaria occorre fare tre precisazioni. La prima riguarda il tipo di autorizzazione al trasporto che deve essere obbligatoriamente del “tipo 2” redatta in doppia lingua (la propria ed in inglese). La seconda riguarda la normativa per gli scambi comunitari di animali vivi (UVAC). In base a questa ogni introduzione a scopo commerciale in Italia di animali vivi provenienti da paesi comunitari deve essere preventivamente comunicata (almeno 24h prima) al competente ufficio UVAC regionale. Per fare questo occorre essere registrati a tale ufficio ed a mio avviso è l'ente fiera che si dovrebbe fare carico di tale obbligo e comunicare tutto quello che arriva (fornendo ddt, estremi di eventuali documenti sanitari in caso di mammiferi ed estremi del mezzo autorizzato al trasporto). Questo perchè la normativa prevede che la registrazione e comunicazione è obbligo del “primo punto di raccolta” in territorio italiano. Quindi gli espositori stranieri (comunitari) dovrebbero preventivamente fornire l'elenco degli animali in arrivo e la relativa documentazione sanitaria se necessaria (solo mammiferi). Questo vale anche per gli insetti (grilli, tarme, locuste, etc.).
Infine il terzo punto riguarda il pagamento dell'iva da parte di un soggetto commerciale straniero comunitario che intenda svolgere attività di vendita in territorio italiano ad utenti privati quindi non in possesso di Partita iva. La normativa, secondo la mia interpretazione, prevede che il soggetto richieda una partita iva di appoggio al fine di versare l'iva delle vendite effettuate allo Stato Italiano.
http://www.eurogroup.biz/web/canali-tematici/azienda-fisco-societa/approfondimenti/LAVORAZIONI-ACQUISTI-E-CESSIONI-EFFETTUATI-DA-IMPRESA-CON-SEDE-ALLESTERO-PARTE-I_855_5.jsp

Per stranieri extracomunitari (es. nord americani) non è possibile la vendita diretta a meno di aprire una posizione commerciale in Europa.

Obblighi per l'organizazzione: la persona (fisica o giuridica) che organizza l'evento, dal momento che incassa del denaro, ha l'obbligo di rilasciare ricevuta (o fattura su richiesta) e dichiarare tali proventi in sede di dichiarazione dei redditi con le modalità previste a seconda della sua qualifica. Nell'arco di 10 anni non sono mai state rilasciate e solo adesso, dopo averlo ripetuto innumerevoli volte, qualcuno si è organizzato in tal senso ed infatti niente risulterà degli anni precedenti ad un eventuale controllo.
Inoltre ha, sempre secondo la mia interpretazione della normativa, l'obbligo degli adempimenti UVAC come sopra specificato.
Suggerimento:
A mio parere sarebbe anche opportuno che l'organizzazione formalizzasse la registrazione all'evento di ogni partecipante attraverso un' autodichiarazione firmata di pugno dall'espositore e consegnata prima dell'evento. In questa autodichiarazione si dovrebbero chiedere: le generalità (indicando un documento d'identità), la qualifica (privato CF o commerciante PI), elenco animali da esporre, informazioni di contatto (tel., email, sito web).
Prima della firma un richiamo alla normativa in caso di false dichiarazioni.
Nessun obbligo da parte dell'organizzatore a verificare tali dichiarazioni, ma solo quello di raccoglierle e non permettere la partecipazione a chi non la consegna.
Si avrebbe in questo modo oltre che uno storico delle partecipazioni, l'esatta misura degli animali che sono in vendita presso ogni fiera ed un riferimento preciso per eventuali controlli da parte delle autorità. Ad oggi infatti troppi soggetti (italiani e stranieri) si camuffano sotto l'appellativo generico di privato ma in realtà utilizzano gli stessi strumenti di vendita riservati ad un commerciante eludendone i derivanti obblighi di legge.
Inoltre forse è anche obbligatoria questa autodichiarazione cioè un “atto sostitutivo di notorietà” da parte di un soggetto privato che intenda svolgere attività di vendita occasionale ad un evento pubblico. Come esempio porto questo del Comune di Lecco (art. 2):
http://www.comune.lecco.it/resources/pagina/N109fd9c29c0ca5d37f9/N109fd9c29c0ca5d37f9/mercatini_attivita_sporadiche_e_occasionali.pdf

Il caso è diverso ma il principio normativo è lo stesso , cioè avere certezza dell'identità e qualifica di chi intende svolgere attività di vendita ad un mercato pubblico.

Conclusioni:
si fa comunque presente che il maggior volume di animali (e di infrazioni) è di gran lunga venduto dai soggetti stranieri e quindi riteniamo, anche se più complicato, che essi siano oggetto di maggior attenzione.
# - Inserito da MCS Marco inserito il 30 Maggio 2012 - 16:36
69
...ho passato più di un'ora e mezzo a leggervi,esimi signori intervenuti..
chi vi scrive è,credo,un allevatore amatoriale con più di venti animali,che ha sempre avuto il buon gusto di spendere e spandere tutti i miseri ricavati da fiere e fierette(perchè in italia,parliamoci chiaro,ci sono solo fierette) in nuovi animali di diverse specie e fattezze...
esimio dottor carrozzi,parlo per la mia categoria,e le assicuro che noi tutti,come diceva prima l'illustre aru non siamo altro che poveri morti di fame,drogati e dipendenti dall' "acquisto del secolo"...siamo una mandria di imbelli sbandati,sconclusionati,rintronati che macinano km e km in macchina per vendere due biscetti,ubriacarsi sonoramente alle fiere con gli ungheresi,e poi prendere quei due soldini "GUADAGNATI" (MA CHE PAROLONE) e correre a sputtanarli dal nostro negoziante allevatore di fiducia imperitura....siamo solo degli zingari ancora appassionati,che per quei due giorni di fiera si dimenticano di aver gia raggiunto l'età del cinismo...
signor carrozzi,in sintesi,se siamo morti di fame ridotti all'ultimo stadio umano è,in parte,anche merito suo....
per cui....ci lasci ste briciolette...che ci fa contenti a tutti...e basta co ste storiacce...che il problema non siamo noi..ne i poveri alcolisti ungheresi...il problema vero in italia è l'ignoranza e l'idifferenza (in senso lato) della nostra classe dirigente....ed,in maniera più specifica,nel nostro settore,il problema,a mio modestissimo avviso,è dato anche dall'ignoranza di moltissimi commercianti che pur di vendere sparano balle epiche sull'alimentazione e la stabulazione dei piccoletti esotici che vendono,che la maggior parte delle volte schiattano che è una bellezza.....e questi,sarebbero più utili di me al mondo degli esotici solo perchè hanno una partita iva???...quando vendo un serpe io offro sempre la mia totale disponibilità per ogni questione sanitaria,facendomi forte della competenza,in merito,di un medico veterinario diplomato europeo che ho la fortuna di avere come docente universitario....io credo che lei conosca un bel pò di negozianti del genere,che a volte rifornisce,di animaletti o di sorci o di altro...perchè giustamente,essendo lei un commerciante "DEVE VENDERE",all'esperto negoziante allevatore come al più becero dei cafoni......
per cui,signor carrozzi,tirando le somme,considerando che nessuno è "PERFETTO",io mi permetto di dirle che questa è una "guerra" tra piccoli fiammiferai....i più ricchi tra noi (cioè "voi") non è che siano poi così ricchi...l'indotto che muoviamo è quasi ridicolo...e alla fine i soldi tornano sempre a casa (...vostra...)..io credo che si stia dando troppa importanza alle fittizie ripartizioni di questo piccolo indotto:
in europa,in germania,la merkel e van rompoy approntano la vasellina sui nostri didietro italici,e noi...siamo qui a ringhiarci addosso per due briciole ed una fittizia legalità....LA LEGALITà PIENA IN ITALIA NON ESISTE...esiste invece il rispetto tra esseri umani...non scordiamocelo,per non cedere sempre e solo al richiamo del proprio interesse....
con stima,e sicuro della sua piena comprensione delle mie intenzioni serio/ridicole di cui sopra,le porgo i miei più sinceri saluti.
in fede
roccocane.
# - Inserito da inserito il 19 Novembre 2012 - 03:59
70
ciao,

ho comprato di recente una t-shirt e un abitino molto belli che hanno come logo un KOBRA.
la marca e' www.sarahchole.it

grazie

vintage

# - Inserito da Vintage Victims inserito il 16 Ottobre 2013 - 10:12
71
# - Inserito da inserito il 14 Febbraio 2017 - 00:28
72
# - Inserito da inserito il 20 Febbraio 2017 - 17:16
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# - Inserito da inserito il 25 Febbraio 2017 - 12:38
74
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with Smooth Sweeping Seconds Hand
Screw-in watch crown
Solid 440 Stainless Steel Case
High quality genuine Rubber Strap
Sapphire Crystal Glass Face with Anti-Reflective Coating
Case Diameter:44 mm
Water-Resistant









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# - Inserito da inserito il 25 Febbraio 2017 - 12:38
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Strap




 














Dial Color




 














Gender




 














Dial Shape




 


























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  • Description






Case



  • Shape : Round

  • Material : 18 carats pink gold

  • Glass : Scratch-resistant sapphire crystal, with several layers of anti-reflective coating on the underside

  • Case back : Transparent case back with sapphire crystal

  • Dimension : Ø 30.00 mm

  • Water resistance : Water-resistant to 3 bar (30 m)


Mouvement and Functions



  • Caliber : L595, Self winding mechanical movement beating at 28'800 vibrations per hours and providing 40 hours of power reserve

  • Function : Hours, minutes, seconds and date.


Dial and Hands



  • Color : Sunray silver

  • Tour d'heures : Applied Arabic numerals and indexes, with Super-LumiNova ®

  • Hands : Pink hands, with Super-LumiNova ®


Bracelet



  • Material : Alligator strap

  • Color : Black

  • Buckle : With triple safety folding clasp and push-piece opening mechanism.












/longines_watches_/Watches-Collection/The-Longines-Saint/L2-563-8-79-3-The-Longines-Saint-Imier-Collection.jpg

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# - Inserito da inserito il 26 Febbraio 2017 - 19:56
76
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  • Description








Product Code : 10934



Brand

Longines




Movement Type

L688



Size

39mm



Series

Heritage Collection



Clasp

Folding clasp



Strap Color

Brown



Dial

Silvery white



Watchband

Alligator



Sex

Male table



Phenotypic

Round



Bottom of the table

Through the end of



Movement

Automatic mechanical watches



Case

Stainless steel



Function

Calendar, chronograph



Surface / Mirror

Sapphire crystal glass



Packaging

Beautifully packaged box , manual, warranty card



Waterproof

30m















[ Longines L2.742.4.76.2Introduction]

about 180 years, Longines has maintained a tradition of watchmaking culture elegance and movement, with advanced technology , precise account of when famous elegant and graceful design . Longines its talent for creating countless Aspen , has a prominent position in watchmaking technology. Longines enthusiastic participation and witness the extraordinary world record and achievements , with its " flying table " and famous . By all the love and trust of adventurers , write a glorious record in history , to create success. Longines devaluation broken system design, is pioneering the history of sports timing . Continue to participate in the work of the elegant movement of the timing , the playing field is the most important timing tool . Elegant attitude , really my personality . Longines has created a timeless elegance of its logo , noble and elegant design and innovative ideas. Longines adhere to the " best quality" of work philosophy , process time constant innovation efforts, Longines has become synonymous with precision !















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# - Inserito da inserito il 26 Febbraio 2017 - 19:56
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  • Description






Moncler Mens Long Coat Cream Down,come with the fashion design,made with the first class material,filling with the white goose down,can keep you warm in the cold winter.Light in weight and fashion in design,make you feel comfortable when wear them,these are the reasons why the moncler jackets are so popular in the market.They mean for the luxurious and fashion.Every one needs a jacket to keep warm in winter,and enjoy the fun in the season.They are the best choice for your winter clothing choice.Dont miss our website to get the moncler women jackets in discount price.

Length: Long
Belt: Yes Belt
Lining Material: Polyester
Plate: Straight type
Style: Business casual
Inside zip pocket
Contrasting lining

Moncler Mens Long Coat Cream Down,Moncler a clothing sensation beginning in the fashion capital of the world, France. Moncler was found in the 1950's by Rene Ramilion. This collection has been created to interpret an urban and modern style through the eyes of class and elegance. Moncler is a collection specialising in outdoor clothing.










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# - Inserito da inserito il 26 Febbraio 2017 - 19:56
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Item Specifications / Description




  • Name: Omega Seamaster Quartz Watch

  • Brand Name: Omega


  • Series: Omega Seamaster


  • Gender: Mens

  • Model Number: 975670

  • Movement: Quartz

  • Dial Color: Brown

  • Case Size: 41mm

  • Case Material:Stainless Steel

  • Bracelet: Stainless Steel and 18k Yellow Gold

  • Bezel Material: 18k Yellow Gold

  • Crystal: Scratch Resistant Sapphire


  • Water Resistant : 300m / 1000 ft


  • Payment : Visa and MasterCard

  • Previously owned Omega Seamaster James Bond 300m. Stainless steel 40.5mm case with unidirectional rotating 18k yellow gold bezel. Brown colored dial. Large window date display located at 3 o'clock position. Quartz movement. Stainless steel and 18k yellow gold bracelet with push button deployment buckle. Screw-down helium escape valve at 10 o'clock position.100% Authentic.Comes with a 2 year Pacific Bay Watch warranty and presentation box.













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# - Inserito da inserito il 26 Febbraio 2017 - 19:56
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Replica Rado Ceramica R21 714 70 2 neutral quartz watches (Rado) [5250]

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Product Code : 15142 Brand Rado ...

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Replica Rado Ceramica R21 826 75 2 ladies quartz watches (Rado) [5be2]

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Moncler Chamonix Hooded Nylon Jacket Orange 8802-2 [ef4f]

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# - Inserito da inserito il 07 Marzo 2017 - 13:13
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Attributes
Movement Japanese Quartz
Strap Material Stainless Steel
Strap Colors Golden
Dial Colors White
Gender Man Size
Weight 0.112kilogram
Size Man Size(29x40 mm)
The watch is fitted with top quality Japanese Quartz Movement to assure precise time
The solid 316 stainless steel case is plated with fine 18k gold
Solid 316 Stainless Steel with High quality plated 18K Gold Strap
...
The cheap watch is fitted with a scratch-resistant mineral crystal glass
Water-Resistant

We always make sure we check all our watches and pack our watches properly, bubble-wrapped before we ship them out. All orders are shipped either









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Product Description


The most jewelled Boheme fountain pen is set with 1,430 brilliant cut diamonds (Top Wesselton WS) with a total weight of approximately 15 carat. Barrel and cap are made of 18 k white gold. As well as the clip which is crowned by a paramount cut diamond. Rollerball, barrel and cap coated with blue lacquer with laser-engraved pattern inspired by the Paso Doble dance, platinum-plated cap inlaid with Montblanc emblem, three platinum-plated rings and clip set with a synthetic sapphire-coloured gemstone.Diamond color in order to prevail in kind.

Rollerball, barrel and cap coated with blue lacquer with laser-engraved pattern inspired by the Paso Doble dance, platinum-plated cap inlaid with Montblanc emblem, three platinum-plated rings and clip set with a synthetic sapphire-coloured gemstone .

* Barrel: Metal engraved with a pattern inspired by the Paso Doble dance and coated with a blue lacquer, platinum-plated forepart, cone and fittings

* Cap: Metal engraved with a pattern inspired by the Paso Doble dance and coated with a blue lacquer, inlaid with Montblanc emblem

* Trim: Three platinum-plated rings embossed with the Montblanc brand name

* Clip: Platinum-plated clip set with a synthetic sapphire-coloured gemstone, with individual serial number

* Special Characteristics||* Writing System: Rollerball, could also be used with fineliner refill||* Refills: Montblanc rollerball refills with stainless steel tip: black, blue, green, red



















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/ml_21/Montblanc-Pen/Montblanc-Paso-Doble-Boheme-Pen-Blue-104920-1.png





































































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# - Inserito da inserito il 07 Marzo 2017 - 13:13
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Attributes
Movement Asia Automatic
Strap Material Leather
Strap Colors Yellow
Dial Colors Yellow
Gender Lady Size
Weight 0.13kilogram
Size Lady Size(36 mm)
The watch is driven by top quality Asia Automatic Movement (21 Jewel)
Watch function Fully Functional Day-Month-Military time dials
The cheap watch has a solid 316 stainless steel case in high quality
The high quality real leather strap is complete with deployment buckle
The cheap watch is fitted with a scratch-resistant mineral crystal glass
Water-Resistant
The exactly copied watch has a screw-in crown
The seconds hand has a smooth sweeping motion rather than the usual jumpy tick-tock

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# - Inserito da inserito il 07 Marzo 2017 - 13:13
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Attributes
Movement Japanese Quartz
Strap Material Stainless Steel
Strap Colors Two Tone
Dial Colors Brown
Gender Lady Size
Weight 0.14kilogram
Size Lady Size(24mm)
The watch is fitted with top quality Japanese Quartz Movement to assure precise time
This high quality watch utilizes solid 316 stainless steel with plated rose gold-Two Tone case
The stainless steel bracelet looks extremely luxurious thanks to the additional plated rose gold decoration
The dial is protected a sapphire crystal glass
Water-Resistant

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# - Inserito da inserito il 07 Marzo 2017 - 13:13
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Description
* 10mm Internal heel
* Plastic tortoiseshell print buckle
* Silk satin innersole and lining
* Leather sole
* Made in Italy
* 100% CALFSKIN

Roger Vivier Flats Ballerinas as classic style of Roger Vivier shoes has extended sister styles such as Roger Vivier Gommette Ballerinas, Roger Vivier Ballerina, Roger Vivier Belle Ballerinas and Roger Vivier Blue Cut-out Ballets.


































































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# - Inserito da inserito il 07 Marzo 2017 - 13:13
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Fake Rolex Watches 18Kt SS Pearl Dial




* Automatic movement.

* Fully functional Chronograph dials (Day, Date, Military Time).

* Sapphire Crystal watchglass.

* Screws in the links, not pins.

* Rolex logo etched at 6 o′clock position on watch dial.

* Rubber seal at trip-lock winding crown.

* Heavily micron-plated genuine gold.

* Solid back with characteristic Rolex green sticker.

* Serial band/number on last link/lugs.

* Fliplock oyster bracelet, steelinox clasp, serial number on clasp.

* Daytona wording on dial in RED, as per genuine Daytona models.

* Screw-in watch crown.

* All 3 Chronograph buttons screw-in.

* Luminescent hour markers/hands.


* All the appropriate Rolex markings in the correct places.






































































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# - Inserito da inserito il 22 Aprile 2017 - 19:03
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TAG Heuer is a leading producer of prestigious sports watches and chronographs sold under one of the world is most widely recognized luxury brand names. The name TAG Heuer is instantly recognizable worldwide; undeniably original. It has a personality and a style all of its own.Unconventional, original, fast moving - these are just some of the qualities immediately aaociated with the Tag Heuer Brand. you can get full series of TAG Heuer watches: replica TAG Heuer Formula One F1,  Indy 500,  Link, Alter Ego,  2000 AquaRacer,  Targa Florio,  Monaco,  Monza,  6000, Kirium, Carrera, 2000 Classic / Exclusive watches.



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High grade silver stainless steel(will NEVER fade or wear)


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Case Diameter: 40 mm










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# - Inserito da inserito il 22 Aprile 2017 - 19:04
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  • Silhouette: A-line
  • Neckline: round
  • Waist: empire
  • Hemline / Train: sweep length
  • Sleeve Length: Sleeveless
  • Back Details: zipper
  • Fabric:satin ,organza
  • Shown Color: white (color may vary by monitor.)

  • Processing time:12-15 business days for Wedding Dresses|||Empire Waist Wedding Dresses|||














































































Tag Heuer Link Ladys With Dark Blue Dial 25mm















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High grade silver stainless steel(will NEVER fade or wear)


Accurate Japanese Quartz movemen


Detailed logo,serial/model number engraved on the bank


Strong sapphire crystal glass/scratch proof


All appropriate markings,wordings and engravings


Weights/feels and looks exactly same as original


Case Diameter: 25 mm










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